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Caserta. Scuola, la Rete Informale Genitori Scuole Superiori Casertane chiede la tutela del diritto allo studio

DiThomas Scalera

Mar 31, 2017

CASERTA. La Rete Informale Genitori Scuole Superiori Casertane dichiara con amarezza la situazione drammatica della scuola pubblica casertana affermando questa dichiarazione: “Una «secca rivoluzione anestetizzante» […] silenziosamente sta accadendo sotto gli occhi degli studenti, la scuola casertana oggi risulta essere l’attrice protagonista di questa rivoluzione: la “mediocrazia” ha rovinato completamente il sistema scolastico”.
“I peggiori sono entrati nella stanza dei bottoni spingendo gli studenti ed essere un po’ come gli alieni del film di Don Siegel “L’invasione degli ultracorpi”. Ricordate tutti? “Fallimento politico” la parola che oggi sta distruggendo completamente la scuola della nostra società. Potremmo narrare questo scandalo parlando dei mali della politica, parlando di democrazia, governo, “governabilità”, libertà, uguaglianza, integrazione, diritto allo studio, istruzione e dignità. Si prenda da subito esempio dalla parola “democrazia,” ma soprattutto si faccia qualcosa per la scuola, afferma disperatamente la rete dei genitori della scuola di ” Terra di Lavoro”. “Ora per tutti i politici che stanno sopra e hanno vinto una competizione elettorale, significa fare autorizzazione a fare quello che vogliono; per coloro che stanno sotto e sono stati vinti, significa pretesa di totale rispetto e di riconoscimento: fare e non fare; prepotenza e resistenza. Oggi la “politica” si dovrebbe presentare affermano i genitori nella vita dei giovani, come forza sopraffattrice dal punto di vista dei forti, come quando la si usa in espressioni come “politica di espansione”, “politica coloniale”, “politica razziale”, “politica demografica”; oppure, in questo caso “politica per lo sviluppo della scuola” ecco che scatta quella sacrosanta esperienza di convivenza, di coinvolgimento ed inclusione sociale. Oppure ancora: la (ricerca della) “sana istruzione”. Oggi, il popolo degli studenti rivendica i propri diritti come diritto, oggi pratichiamo la giustizia esibendo uno stile di vita, quasi sempre povero e disperato, ma soprattutto triste. Le nostre scuole devono essere sicure, efficienti, normali e di qualità non potrà mai essere la storiella di tutta la nostra nazione. Oggi tutti noi genitori sentiamo un disoccupato, un lavoratore schiacciato dai debiti, un genitore abbandonato a se stesso con un figlio disabile, un migrante senza dimora, uno studente senza futuro, un individuo oppresso dai debiti e strangolato dagli strozzini, uno sfrattato che non ha pietra su cui posare il capo, una madre che vede il suo bambino senza nome morire di fame, giovani laureati e diplomati lasciare la propria città, senza che nessuno faccia qualcosa. Oggi tutta la società dovrebbe rivendicare un sacrosanto diritto alla “giustizia”. Sarebbe grottesco. Sentiremo questo eterogeneo popolo della scuola unirsi ai lavoratori, ai precari, ai genitori, agli esclusi ma soprattutto ai sofferenti chiedere non felicità ma sacrosanta verità. Ma, anche la parola giustizia sfugge in maniera licenziosa alla legge dell’ambiguità. Giustizia rispetto a che cosa? Ai bisogni minimi vitali, come chiederebbero i genitori, che insieme agli studenti affermano l’importanza degli scopi di vita che si legano alla sopravvivenza umana, ed ai meriti, come sostengono i vincenti nella partita della vita? La giustizia degli uni è ingiustizia per gli altri”.

Affermiamo che il concetto deve partire da questo aspetto: “Comprensione totale della triste verità tanto banale ma ignorata, nei discorsi politici e dei politici: se si trascura il punto di vista dal quale si guardano i seri problemi di cui ci occupiamo e si parla genericamente di libertà, diritti, dignità, sostegno economico, istruzione, diritto allo studio, uguaglianza, giustizia, ecc., si pronunciano parole vuote, senza significato che producono false coscienze, finendo per abbellire le pretese dei più forti e vanificando il significato che avrebbe sulla bocca dei più deboli. Noi genitori proveremo ad organizzare con quanti vorranno impegnarsi con noi ogni possibile forma di protesta pacifica democratica che abbia come scopo lo stimolo, ed il coinvolgimento, trovando senza sentimenti torbidi un punto di svolta per la nostra terra. Onde, la conclusione potrebbe essere questa: le belle parole dei politici non si prestano a diventare stendardi che mobilitano le coscienze in un moto e in una lotta comune contro i mali della società, per la semplice ragione che ciò che è male per gli uni è bene per gli altri. La vera questione è la sopravvivenza. Tanto più le distanze diminuissero, tanto più l’ambiguità delle parole che usiamo diminuirebbe. Ma, è chiaro, qui il discorso deve finire, perché si deve completamente uscire all’aperto, dove non bastano le parole occorrono i sacrosanti fatti concreti. Certo, la vita, ma soprattutto le nostre difficoltà sono effimere, ma non del tutto. C’è sempre un residuo, il “quasi”, che resta, che si accumula e che forma ciò che chiamiamo umanità, un termine che può tradursi in cultura: il deposito delle esperienze che vengono da lontano e preparano il futuro, un deposito al quale tutti noi, in misura più o meno grande, partecipiamo. O, meglio: dobbiamo poter partecipare attivamente. Altrimenti, siamo fuori dalla totale umanità. Per questo, troviamo qui il primo, il primordiale significativo diritto, che condiziona tutti gli altri, noi genitori ora lo gridiamo ad alta voce: ” Diritto allo studio”. Vogliamo una scuola libera, non si può dare inizio ad una vergognosa disparità tra le scuole, contribuendo alla diffusione di scuole di serie A e scuole di serie B. Per noi genitori degli studenti non c’è più nulla, vediamo i nostri figli ancora discriminati come bestie sino alla fine. La politica oggi ci considera carta stracciata, elimina ogni appoggio vitale. Il valore della scuola casertana si avvia verso la riduzione vergognosa dello zero assoluto. Oggi noi che rappresentiamo il futuro, siamo l’esempio di vita, vogliamo comportamenti che siano giusti per tutti quanti noi. Attraverso i comportamenti che noi affermiamo con evidenza l’appartenenza ad un contesto che lascia ai più forti un grande potere decisionale. Alla fine dei conti, si tratta sempre di atteggiamenti che tendono a generare istituzioni corrotte. E la corruzione arriva al suo culmine quando gli individui che la praticano sempre non si accorgono più di esserlo”.

Concludiamo affermando che: “Per questa ragione nascono i maledetti “mali della politica”. Ed è per questo che noi genitori casertani con l’appoggio dell’ intera comunità siamo pronti a combattere”. “Il Futuro dei nostri figli deve essere garantito con tutta la forza possibile”. Qui si giocano i valori umani.

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Thomas Scalera

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