• Mer. Mag 18th, 2022

Caserta/Sessa Aurunca. Una sentenza riconosce la dislessia come “patologia da indennità di frequenza”

Il caso della vittoria di un team di avvocati casertani contro l’INPS di Monza, per il riconoscimento dei benefici della L. 104/92

CASERTA/SESSA AURUNCA. I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, meglio noti con l’abbreviativo di DSA, sono degli “ostacoli” che coinvolgono l’abilità di lettura, di scrittura e di calcolo e che colpiscono in maniera più diretta i giovani in età di apprendimento. Ci sono varie tipologie di questi disturbi, tra i nomi più comuni troviamo: Dislessia, che indica la difficoltà di lettura; Disgrafia e disortografia indicano le difficoltà di scrittura; Discalculia, che indica la difficoltà di calcolo.

Per queste vere e proprie patologie, esiste una legge – la 170/2010 – che ne riconosce l’esistenza e ne descrive questi quattro disturbi dell’apprendimento, sottolineando la necessità di diagnosi rapide e affidabili e percorsi di abilitazione efficaci, descrive le norme e i criteri precisi per identificare precocemente i DSA e dare supporto nella scuola e all’università alle persone con DSA.

Ma come spesso avviene, o per mancanza di informazioni nelle famiglie e nella scuola stessa, oppure per una forma di “vergogna o pudore” che hanno alcuni genitori a far emergere queste patologie invalidanti per i loro figli, se ne parla poco e si applicano ancor meno i giusti rimedi per rendere la vita dei giovani affetti da DSA meno difficoltosa e il più possibile al pari dei loro coetanei.

È di recente attualità, il caso di Mario (nome di fantasia), giovanissimo ragazzino casertano che ha iniziato a trovare difficoltà nell’apprendimento sempre maggiori man mano che progrediva negli studi della scuola primaria in un istituto scolastico della provincia di Monza. I suoi genitori in questo caso non hanno esitato a svolgere i dovuti approfondimenti ed a rendersi poi conto di quali fossero le cause dei problemi che il piccolo affrontava. Da ciò, oltre ad offrirgli i necessari supporti per superare le difficoltà riscontrate, hanno chiesto all’INPS l’erogazione delle prestazioni di invalidità civile, in particolare il riconoscimento “dell’Indennità di frequenza”.

Impresa partita malissimo per gli ostacoli trovati dalla famiglia del piccolo Mario, presso gli uffici dell’INPS di Monza e che li hanno costretti a rivolgersi ad uno studio legale di fiducia per ottenere il riconoscimento di un loro diritto.

Si sono incaricati del caso gli Avvocati Emilia Di Lena e Angelo Maietta, con studio a Caserta e a Sessa Aurunca, i quali hanno riassunto così il contesto che interessato Mario e la sua famiglia.

“Con decreto del 19/09/2018, il Tribunale di Monza, su ricorso promosso dagli avvocati Emilia Di Lena e Angelo Maietta del foro di Santa Maria C.V., ha dato giustizia ad un giovanissimo cittadino casertano trasferitosi al nord assieme alla famiglia. Il ragazzo, affetto da disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) e specificatamente: “dislessia evolutiva sul versante della rapidità, distortografia e difficoltà di comprensione”, inoltrava domanda all’INPS di competenza per il riconoscimento dell’indennità di frequenza. L’INPS rigettava l’istanza dichiarando il piccolo “non invalido”. Avverso a questa decisione, la famiglia tramite i propri legali di fiducia, proponeva ricorso atteso che la DSA comportava nel minore una difficoltà persistente a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Il minore, escluso dai compagni  e spesso vittima di discriminazione, necessitava di un supporto psicoterapeutico adeguato finalizzato al consolidamento della propria autostima.

La tesi degli Avvocati Di Lena e Maietta, è stata sposata in toto dal consulente medico nominato dal Tribunale, il quale, nella sua lunga relazione conclude ritenendo il minore: “affetto da handicap tale da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale ai sensi dell’art. 3 comma 3 L.104/92, atteso le difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età ai sensi dell’art. 1  L. 209/90”.

L’Avvocato Angelo Maietta, ha sintetizzato così il risultato del suo lavoro: “La nostra vittoria parte dal presupposto che ogni bambino ha il diritto di vivere un infanzia felice, ogni ragazzo ha diritto di crescere come gli altri. È stata una sfida impegnativa, atteso che i precedenti in materia erano limitati a qualche pronuncia dei Giudici di merito, ma questo ovviamente non ha ostacolato il nostro operato e con determinazione abbiamo raggiunto il risultato sperato”. “La nostra speranza per il futuro, dichiara l’Avocato Emilia Di Lena, è che le famiglie dei bambini affetti da DSA, possano rimpossessarsi di un diritto che spetta loro per legge ma che spesso non sanno neanche di poter esercitare”.

In effetti, l’argomento DSA in questo paese, è poco trattato ed ancor meno capito nonostante ci siano ottimi professionisti del settore che cercano di portare avanti campagne di sensibilizzazione; ma sarebbero fondamentali dei corsi di formazione obbligatori rivolti ai corpi docenti affinché possano avere maggiore contezza del problema e capacità di riconoscere senza dubbi i casi che potrebbero trovarsi di fronte nelle loro carriere scolastiche.

Gli strumenti per aiutare i ragazzi affetti da questi disturbi sono già contemplati negli ordinamenti, ci sono i BES – bisogni educativi speciali che dopo un’attenta valutazione portano alla formazione di PDP o PEI, “Piani didattici personalizzati” e “Piani educativi individualizzati”

PDP piani didattici personalizzati; però c’è bisogno di più cultura specifica su questo delicato argomento, che secondo i dati MIUR oscilla tra il 3% ed il 5% della popolazione studentesca italiana; con punte più alte nel nord italia e meno casi certificati nel sud dove si sconta una maggiore mancanza di consapevolezza del problema.

I campanelli di allarme da tenere in conto per l’individuazione di questo problema sono semplivi e possono essere riassunti in questi nove punti: “1. Lettura più lenta rispetto ai compagni. 2. Lettura ricca di errori. 3. Non riesce a ripetere un testo in modo articolato. 4. Non comprende quello che legge. 5. Scarsa memoria nel non ricordare parole e termini specifici (ma ciò che a lui interessa lo ricorda benissimo). 6. Ha una scarsa attenzione (ma non è dis-attento). 7. Una motivazione allo studio pressoché assente. 8. Bassa Autostima 9. Reazioni: aggressive, passive o evitanti.

Su l’argomento DSA, qualche anno fa è stato prodotto un interessante lavoro cinematografico dal titolo: “Stelle sulla terra”, storia di un bambino dislessico! Un film sicuramente da far vedere sparatutto agli insegnanti.

Tornando al caso del piccolo Mario, sottolineiamo come sia stato indispensabile il lavoro legale messo in campo dai suoi avvocati affinché si sia aperta una nuova strada di aiuto alle famiglie costrette a convivere con questo subdolo disturbo.

Foto di copertina: gli Avvocati Emilia Di Lena e Angelo Maietta

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