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Caserta. "Veronica, solo l'amore non basta" al Liceo Manzoni con la testimonial per la pace Agnese Ginocchio

DiThomas Scalera

Mar 7, 2016

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CASERTA. Sabato 5 marzo al Liceo Manzoni di Caserta si è svolto l’intervento in parole e musica della cantautrice e testimonial per la Pace Agnese Ginocchio nell’ambito della presentazione del libro “Veronica, solo l’amore non basta” di cui autrice è la bravissima giornalista Antonella Palermo e che affronta il tema della violenza contro le donne. Il libro è stato ispirato alla storia di Veronica Abbate, la diciannovenne di Mondragone uccisa a colpi di pistola dal suo fidanzato nel 2006 solo perché aveva deciso di lasciarlo, dicendo basta a quel rapporto che non poteva più essere chiamato amore, ma era il desiderio di possedere l’altro a qualsiasi costo. Partendo dal contenuto del messaggio ispirato alla storia della giovane Veronica, e dagli interventi dei relatori, Agnese Ginocchio nell’introdurre il suo brano ha ricordato che è necessario nella società e nella vita familiare abbattere i vari divari che si vengono a creare nel proprio rapporto personale e in quello di coppia, così come nella comunità in cui si vive e con l’umanità che si incontra ogni giorno sul proprio cammino. Spesso questi divari si vengono a creare in tutte quelle famiglie dove manca la stabilità economica, a causa di questa piaga viene a mancare quel rapporto stabile e sereno che si dovrebbe avere tra genitori e figli, un rapporto che necessita di dialogo e di confronto. I giovani rischiano di crescere così in un ambiente insicuro. Questa situazione rischia di scatenare in loro uno stato di solitudine e di disagio interiore che può sfociare in atteggiamenti di aggressività e di violenza contro i propri coetanei e nei rapporti di coppia. A questo si aggiunge l’aumento della violenza in genere, che si verifica quotidianamente. a causa della economica e delle leggi sempre più ingiuste che vanno a colpire le fasce deboli: Cosa si può fare per abbattere questi divari, per evitare di assistere a continue scene di violenza per non sentire più storie comne quella di Vernica? Abbattere i divari con leggi giuste e con la pratica attiva della solidarietà sociale. Agnese ha ricordato che al termine del suo intervento avrebbe raggiunto il banchetto per effettuare la Raccolta alimentare contro la fame in Italia, di cui proprio in questa data del 5 Marzo ricorreva la giornata nazionale. Non si può pensare di vivere in Pace sena pensare a chi sta peggio di noi. L’amore nasce quando c’è vera condivisione e compassione. Ed in ultimo la violenza si abbatte mediante la pratica dell’azione contraria: la nonviolenza. Ecco perchè è importante nei luoghi dove si fa educazione, avviare anche questi percorsi formativi, affinchè i giovani prendano coscienza e si rendano conto dell’importante ruolo di cui sono protagonisti: realizzare e costruire un futuro di Pace possibile e non impossibile. L’educazione alla Pace è fondamentale per salvare il loro futuro, proprio perchè senza Pace non potrà esserci seguito e la Pace si fonda sulla pratica della nonviolenza nei rapporti quotidiani, nella società, nella scuola, in famiglie e in ogni luogo che si frequenta. Al termine di questo messaggio Agnese ha fatto ascoltare il brano dedicato alle “Donne impegnate sul cammino di Pace che hanno segnato la storia..” .Un bellissimo brano seguito e accompagnato in particolare, dal battito di mani a ritmo di musica, dai giovani alunni presenti nell’Aula Magna del Liceo Manzoni dove si è tenuto l’incontro. Alle ore 10, nell’Aula Magna del Liceo Statale, coordinati dalla giornalista de Il Mattino Marilù Musto, sul testo che affronta il tema sempre attuale della violenza di genere, si sono confrontati la dirigente scolastica dell’apprezzato istituto, Adele Vairo, Mara Donesi, dirigente dell’Agenzia Dogane e Monopoli – Antifrode Napoli; Nico Pirozzi, giornalista e scrittore, Luisa Bossa, deputata Pd e componente della Commissione Cultura alla Camera. Intervento musicale della cantautrice e Testimonial per la Pace Agnese Ginocchio Il reading è stato affidato a Francesca Piccolo, del Laboratorio Teatro Classico del Manzoni e il dibattito affidato al laboratorio delle politiche di genere del liceo Manzoni. Presenti tra gli altri gli amici Mimmo Marzaioli delle Agende Rosse Paolo Borsellino, Il dott. Carlo Carmosino. L’evento è stato promosso dalla nostra socia Rosa Arbolino, impegnata da anni sui percorsi culturali. Protagonisti del libro sono Veronica e Ludovico: due giovani che si innamorano, litigano, si lasciano, fanno pace. Poi qualcosa cambia e Veronica si chiede: ma l’amore da solo non basta? Come si fa a riconoscere quella linea sottile oltre la quale non è più amore? Quand’è che non c’entra più l’amore? Una storia d’amore e di violenza letta attraverso gli occhi di una ragazza e delle sue inseparabili amiche. Emozioni di donne in erba, dubbi, paure, brividi di un amore (ma è davvero amore?) che non si insegna nelle scuole. Il libro è ispirato alla storia di Veronica Abbate, la diciannovenne di Mondragone uccisa a colpi di pistola dal suo fidanzato nel 2006 solo perché aveva deciso di lasciarlo, dicendo basta a quel rapporto che non poteva più essere chiamato amore, ma era il desiderio di possedere l’altro a qualsiasi costo. Clementina Ianniello, madre di Veronica, aveva così commentato ai giornalisti: “Mia figlia era piena di sogni e di speranze, non è giusto morire così. Dopo la sua morte ho aperto una casa di accoglienza per donne in difficoltà, con l’obiettivo di evitare ad altri ciò che è successo a Veronica. Sono convinta però che se gli assassini fossero consapevoli di non uscire più dal carcere non si comporterebbero così. L’uomo che ha distrutto la mia esistenza è detenuto nel carcere di Bollate, e dichiara ai telegiornali che non vede l’ora di rifarsi una vita appena sarà libero”.

C.S.
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Thomas Scalera

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