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Caserta/Benevento. Peculato, falso ed abuso d'ufficio: sequestro per oltre tre milioni di euro

DiThomas Scalera

Mag 6, 2016

finanza-controlli
CASERTA. Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Caserta, con al collaborazione del nucleo di polizia tributaria di Benevento e di altri reparti del corpo, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di somme di denaro e beni mobili ed immobili, emesso dal giudice delle indagini preliminari, nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Salerno e Frosinone, su richiesta della procura della repubblica di Benevento per un valore di 3.408.350,33 euro, nei confronti di un soggetto ritenuto amministratore di fatto della Gosaf S.P.A., società di riscossione con sede legale in Montesarchio (BN), del suo factorum e di cinque tra dirigenti e funzionari dei comuni di Paolisi (BN), Portici (NA) ed Anagni (FR), tutti gravemente indiziati, a vario titolo, in concorso tra loro, dei reati di Peculato, falso ideologico ed abuso d’ufficio. Si è proceduto, altresì, alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di 11 indagati.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Benevento, costituiscono la prosecuzione delle attività che avevano portato al sequestro preventivo, nei confronti del socio unico e del rappresentante legale della società, di somme per circa 800 mila euro, costituenti il profitto del reato di peculato perpetrato in danno di quattro comuni del casertano (Arienzo, Francolise, Pietravairano e San Marcellino, per conto dei quali la Gosaf svolgeva il servizio di riscossione dei tributi locali, e, successivamente oltre all’ulteriore sequestro preventivo della società e di somme di denaro e beni per oltre un milione di euro, all’arresto del predetto soggetto, amministratore di fatto della Gosaf, sempre con la medesima accusa di peculato questa volta in danno del comune di Paolisi, dove la società svolgeva il servizio di tesoreria per conto dell’ente.
Grazie alle ulteriori investigazioni, svolte mediante attività tecniche, l’escussione di persone informate sui fatti nonché la capillare disamina della documentazione bancaria e dei vari atti acquisiti presso diversi enti locali, è stato raccolto un consistente materiale probatorio che portato all’individuazione di altri soggetti gravemente indiziati delle condotte appropriate a discapito del comune di Paolisi nonché di ulteriori due ipotesi di peculato perpetrate a discapito dei comuni di Portici e Anagni, sempre con la connivenza di funzionari e amministratori locali compiacenti, che, in violazione degli obblighi costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta, consentivano alla Gosaf di utilizzare, senza alcuna forma di controllo, il denaro riscosso per conto degli enti locali e di impiegarlo impropriamente.
9 infine, le investigazioni hanno consentito di appurare che l’amministratore di fatto della società aveva reiterato la condotta posta in essere nel rapporto con il comune di Portici anche nel servizio di riscossione effettuato per conto del comune di Anagni, in tale circostanza, è stato appurato che predetto, in concorso con un proprio stretto collaboratore ed il responsabile del servizio finanziario del comune, incaricato dei controlli sulle attività del concessionario, si era indebitamente appropriato della somma di euro 1.601939,641, di cui euro 1.528.532,01 quale TARSU di competenza dell’ente anagnino ed euro 73.407,63 quale TEFA da riversare alla provincia di Frosinone.
L’attività oggi condotta dai finanzieri del comando provinciale di Caserta coordinata da questa Autorità Giudiziaria evidenzia ancora una volta l’attenzione la necessità di procedere ad approfonditi controlli sul corretto impiego del denaro pubblico, al fine di evitare la sottrazione, per fini privati, alla collettività, ed ai comuni, gravati da numerosi debiti di bilancio, di risorse e danaro pubblico.

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Thomas Scalera

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