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Cassa Integrazione e bonus, i numeri della Campania

I sindacati analizzano i dati scaturiti dopo il lockdown

Intenso il lavoro svolto dall’Inps in questa fase

NAPOLI – Cassa Integrazione, i numeri della Campania. La crisi sanitaria scoppiata a seguito dell’epidemia da COVID 19 e il conseguente lockdown hanno messo sotto pressione l’economia del nostro Paese. La crisi economica che si è aperta sta colpendo in modo particolare ed intenso quelle realtà del Paese dove il lavoro era già poco e precario. La regione Campania rientra fra queste.

La crisi lavorativa ha determinato un’importante domanda di ammortizzatori sociali, in particolare tra le fasce più deboli della nostra popolazione e tra quei lavoratori che rischiano di perdere il lavoro. Le varie misure di sostegno al reddito previste dalle recenti norme legislative, a partire dal decreto legge 18/2020, hanno determinato un incremento considerevole del carico di attività dell’INPS,

congiuntamente alla sua identificazione come Ente di riferimento per l’erogazione delle prestazioni COVID 19, riconoscendogli così un importante ruolo sociale come mai prima.

In tale contesto i lavoratori INPS sono stati mobilitati in modo eccezionale per rispondere all’emergenza economica, dando disponibilità a cambiare le proprie attività ordinarie al fine di creare gruppi di lavoro in grado di rispondere alle tantissime domande pervenute dai cittadini italiani.

In pochi giorni, le richieste di prestazioni giunte all’INPS sono risultate essere almeno il triplo del totale delle richieste che giungono ogni anno in condizioni di normalità. Delle oltre 53mila richieste di cassa integrazione in deroga decretate dalla Regione Campania ad oggi ne sono state autorizzate circa 45mila per una platea di 350mila lavoratori ed un importo di 200 milioni di euro.

A questi numeri si aggiungono quelli relativi alle domande di integrazione a mille euro delle pensioni al minimo – circa 179mila – e il pagamento del bonus di 600 euro ai lavoratori stagionali per oltre 19mila lavoratori e lavoratrici, misure previste dal Piano Socio Economico della Regione Campania. E ancora le migliaia di liquidazioni di CIGO e l’assegno ordinario FIS.

“Nonostante questa mobilitazione straordinaria, – dicono in una nota congiunta i segretari generali di CGIL Campania e FP CGIL Campania, Nicola Ricci ed Alfredo Garzitutte le altre attività e prestazioni non si sono fermate. Tutti i dipendenti hanno continuato a svolgere il proprio lavoro in smartworking, assicurando ai cittadini campani informazioni e servizi fondamentali.

La responsabilità e la professionalità di tutti – nessuno escluso – ci consegnano risultati non scontati. Per questo esprimiamo grande apprezzamento per l’attività straordinaria sin qui svolta da lavoratori, responsabili e dirigenti. Un grazie da parte di tanti cittadini e lavoratori che ci onoriamo di rappresentare”.

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