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Castel Volturno. Borrelli e Diana: “Scegliere se vivere o morire, l’inquinamento uccide come il Covid”

Francesco Emilio Borrelli dei Verdi ha eseguito un sopralluogo sulla foce del canale Agnena, insieme all’ex consigliere castellano Cesare Diana

CASTEL VOLTURNO. Sono bastati pochi giorni della cosiddetta ‘fase 2’ per trasformare nuovamente le acque verde smeraldo del litorale di Castel Volturno in un letamaio nauseabondo.

Francesco Emilio Borrelli

Mentre le forze dell’ordine sono sulle tracce dei criminali ambientali, che hanno sversato illecitamente i liquami maleodoranti nel canale Agnena, Francesco Emilio Borrelli dei Verdi ha eseguito un sopralluogo sulla foce, insieme all’ex consigliere castellano Cesare Diana. Grazie all’ausilio di un drone hanno potuto riscontrare che le sostanze inquinanti si sono depositate sul fondale, compromettendo un’estesa area. Borrelli vista la situazione, si è impegnato a “portare all’attenzione della Regione Campania e delle autorità competenti, Autorità di Bacino e del Consorzio di Bonifica, la vicenda che al momento è al vaglio della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha deciso di aprire un’indagine per inquinamento ambientale.” “Con il lockdown, che aveva bloccato i delinquenti, abbiamo visto che è possibile risolvere il problema dell’inquinamento delle acque. – ha dichiarato Borrelli – Questo è il momento giusto per continuare sulla strada del risanamento e della legalità, dando dei segnali forti. Dobbiamo scegliere se vivere o morire, perché l’inquinamento uccide come il Coronavirus”.

Cesare Diana

Cesare Diana, subito dopo il sopralluogo ha affermato: “Due mesi di divieti avevano reso l’acqua cristallina, adesso emana una puzza di letame, e questo ci fa pensare si tratti di scarichi di attività zootecniche. Dopo 60 giorni tutto sta ritornando come prima, ma bisogna battere il ferro finché è caldo, ed estirpare le vecchie attività illecite come un cancro”. “Quello che ci ha lasciati esterrefatti giungendo sul posto – conclude – è la presenza di diverse persone che in quelle acque putride nuotavano e pescavano, a dimostrazione che la popolazione si è quasi rassegnata al disastro ambientale. Abbiamo l’obbligo di migliorare la qualità della vita e limitare le perdite proprio come è stato fatto con il Covid -19, perché la mancanza di cultura e di legalità è drammaticamente letale”.

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