• Lun. Ott 18th, 2021

Castel Volturno. Muore il medico carnefice: con lui scompare anche il mistero sulla morte delle sue donne di casa

DiThomas Scalera

Gen 28, 2017


L’editoriale di Giacinto Di Patre
CASTEL VOLTURNO. Esiste un gesto antico di pietà che oggi mi torna in mente continuamente da giovedì, giorno della morte del medico carnefice Domenico Belmonte, oggi vogliamo capire la verità sulla strage che coinvolse la famiglia Belmonte a Castel Volturno, ricordate Elisabetta Grande ed la figlia Maria Belmonte le due donne scomparse nell’aprile del 2004 per poi essere ritrovate morte all’interno di una intercapedine il 13 novembre del 2012. Una storia che non ha fine il Dottor Belmonte è morto prima di essere giudicato dai magistrati. A dicembre era stata fissata l’udienza preliminare da parte del giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Lui si era presentato in compagnia degli avvocati Carlo e Giancarla De Stavola e Rocco Trombetti. La prossima udienza era prevista a marzo. Il dottor Belmonte si era sempre definito innocente. Avrebbe compiuto 77 anni tra pochi giorni, Belmonte; era gravemente malato ed è morto in una clinica in Provincia di Caserta, ma i suoi legali, per espressa volontà di Belmonte, non hanno voluto rivelare l’ubicazione. La salma è stata seppellita in un luogo tenuto segreto, come disposto dall’ex medico, che ha scelto l’oblio. Belmonte fu scarcerato dopo 23 giorni di carcerazione preventiva su decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, che parlò «di assoluta incertezza» sulle cause del decesso. Da allora ha sempre proclamato la sua innocenza. Ora chi rispetterà queste due donne morte chi proteggerà la figura di queste due sfortunate che hanno perso la vita per colpa di una mano criminale, che si spacciava per marito e buon padre di famiglia. Chi darà ora giustizia divina?. Oggi vogliamo capire se ci sarà questo limite del pudore, del rispetto, ma soprattutto vorremmo capire se ci sarà giustizia per queste due donne trucidate, vorremmo capire perché della morte. Oggi si è fatta strada in Italia una strana concezione dell’informazione che si potrebbe sintetizzare in un gesto: quello di avere compassione per questo criminale e spingere tutti a dimenticare l’avvenimento che ha riguardato la morte di queste due sfortunate. Non dimentichiamoci di queste due donne, non cadiamo nella falsa umiltà di questo uomo che fino all’ultimo ha dichiarato l’innocenza, negando a tutti la diffusione dell’ immagine terribile che si era creata attorno a lui, non possiamo sfuggire, bisogna conoscere la verità su questo caso. Oggi con la morte di Belmonte, non si può accettare tutta questa cattiveria umana. – Il Belomonte ha sempre ribadito la sua innocenza, affermando di aver abbandonato la sua famiglia, per dedicarsi al suo lavoro. Il medico in una sua affermazione dichiarò queste parole: purtroppo, nel 2004, non feci subito la denuncia di smarrimento di mia moglie e mia figlia perché, prima di tutto, ero sicuro che loro fossero andate nella casa di Napoli, ma anche perché per me, ma soprattutto per la mia umana onorabilità, mi sembrava indegno che i carabinieri si mettessero sulle tracce dei miei familiari. Non volevo che mia moglie e mia figlia venissero ricercate dalla polizia come se fossero delle malfattrici.. Ora ci chiediamo cosa fare del rimorso del medico, ma soprattutto cosa fare della sua umana onorabilità. Possiamo discutere e decidere di dimenticare, ma la famiglia di queste due donne, non può rimanere nel nulla, non si può rimanere a quello che oggi tutti conoscono, vogliamo sapere la verità, vogliamo capire perché sono morte, non sarà il rimorso a fermare i familiari delle due donne, ma soprattutto i magistrati dovranno lavorare per tornare utili, solo così potranno scoprire i tasselli criminali del medico deceduto. La legge dovrà essere morbosa, non dovrà archiviare il caso, dovrà infilare la testa più in fondo nella drammatica vicenda sulla strage della villetta della famiglia Belmonte a Castel Volturno. Solo così avremo conferma, incominciando a scrivere nuove righe, sulla vicenda trattata anche dalla trasmissione “Chi l’ha Visto”. La trasmissione si è battuta da sempre sulla verità della vicenda – la legge italiana deve concedere la giustizia per queste due donne, mai più dibatti su casi che non hanno riportato la vera dinamica. Chiariamo subito un punto: tutto resta senza via di uscita non è stato raccontato niente di diverso o di nuovo rispetto a quanto è stato scritto finora. Ma allora – si potrebbe obiettare – dov’è la verità? perché Belmonte fu scarcerato dopo 23 giorni di carcerazione preventiva su decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, che parlò «di assoluta incertezza» sulle cause del decesso. Da allora ricordiamo il medico ha sempre proclamato la sua innocenza. Credo che esista una sostanziale differenza tra il riportare un fatto, il raccontarlo mettendolo nel suo contesto esatto o invece nel gettarlo in faccia a chi ascolta senza alcuna mediazione. E’ in quella differenza che è oggi si deve indagare, che ha trovato un senso e una ragione d’esistere. L’imperativo di oggi, risulta essere sano e comprensibile – tutti noi vogliamo sapere la verità, vogliamo scoprire tutto quanto oggi risulta possibile sapere, questo concetto sarà sempre ripetitivo. La nostra sfida deve condurre la conoscenza di elementi nuovi divulgarli alla giustizia. Non possiamo permettere la rottura dei meccanismi giudiziari in cui oggi la porosità attuale, si è inondata di carte e ora anche di audio, oggi si richiede un comportamento nuovo, ci imponiamo strade da scegliere e anche da buttare via. Dobbiamo continuare a raccontare e a svelare senza sosta, dando ogni elemento utile a comprendere dobbiamo rifiutare di farci casse di risonanza di ciò che trasforma noi e voi in <<estranei>> Ma allora come erano morte Elisabetta e la figlia Maria? «Loro abitavano in un’altra casa – aveva continuato Belmonte – dove è avvenuta, forse, qualche rapina, sono state private di tutti gli oggetti che avevano con loro, infatti non è stato più trovato l’oro. Poi, i cadaveri sono stati sotterrati e sono rimasti sotto terra per circa due anni e mezzo. Solo dopo sono stati portati sotto la mia villa, ma non so da chi. I vicini non hanno mai sentito odori per tutto questo tempo, come va spiegato tutto questo fenomeno?». Sono convinto che non esista un limite per arrivare alla soluzione finale, per questo penso sia tempo di tornare a rispettare quelle due vittime. Altre vittime invece il giornalismo, ed la legge dovrebbero continuare a sollevare rompendo i silenzi che da anni non rivelano gli scandali, le corruzioni e le criminalità, che fanno meno circo e meno audience e amerebbero il nostro povero silenzio.
 

Documento senza titolo

Sostieni V-news.it

Caro lettore, la redazione di V-news.it lavora per fornire notizie precise e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.

Thomas Scalera

Il Guru