• Sab. Mag 21st, 2022

Centro Antares Caserta: dove l’impossibile diventa possibile

DiAntonella Viccaro

Mag 8, 2022
hospital beside vehicle park and road at night

Non sapevo che titolo dare a questo pezzo, esattamente, ma sapevo che avrei dovuto scriverlo. Non importa se avrà una forma diversa, se non rispetterà i canoni del classico articolo ma avverto la necessità, o meglio, mi sento in dovere di raccontare.

Stamattina ho avuto l’occasione di conoscere una realtà che mi ha particolarmente stupito, il centro Antares di Caserta. Arrivo lì, insieme ad una cara amica, convinta di visitare un luogo normale, una sorta di Asl più “attrezzata”, di consultorio, insomma e mi ritrovo in un mondo completamente diverso e soprattutto nuovo. Esteticamente molto accogliente, elegante, aiuole curate, un meraviglioso trenino rosso all’ingresso, che quasi mi ricordava uno dei villaggi delle vacanze trascorse con la mia famiglia , fiori bellissimi, quasi un hotel insomma. Quando inizio a notare qualcosa che mi turba, che rompe quella cornice di serenità che avevo già associato a quel posto, qualcosa su cui io, fino ad ora, non avevo mai riflettuto abbastanza e di questo mi vergogno, alla mia età. Ad uno ad uno entravano bambini disabili. La mia attenzione si posava, con discrezione, su ogni dettaglio del loro corpo e dei loro visi ancor più su quelli dei loro genitori. Mi sentivo in colpa a guardarli, non perché li stessi guardando, ma perché riuscivo a cogliere tutto il loro disagio, le loro paure, la loro rabbia,. La loro rassegnazione. Cosa può essere peggio per una mamma che vedere il proprio bambino diverso dagli altri? E continuavo a chiedermi perché? Perché proprio a loro? Perché deve esistere così tanta sofferenza per una creatura che non ha colpe, che non ha chiesto di essere così. Mia figlia fa subito amicizia con una bambina, non parla benissimo, quest’ultima, nonostante sia evidentemente più grande di lei, si abbracciano e poi entra per la terapia, cercando complicità in lei. Basta un sorriso a volte per alleviare quello che non si può cambiare del tutto. In questo centro meraviglioso, col trenino come nei villaggi, i bambini fanno percorsi riabilitativi, idroterapia, logopedia, psicoterapia, psicomotricità. Sono tantissime le eccellenze italiane in questo campo, ed è bello vedere con quanta umanità i medici e il personale svolgano il loro lavoro. É difficile essere genitori di bambini speciali, in alcuni ho letto così tanta stanchezza e rassegnazione che mi sono sentita fuori luogo, stupida , inutile, quasi. É importante però sapere che ci sono posti in cui, anche quello che sembra impossibile può diventare più semplice e laddove non potesse diventarlo almeno sapere che c’è qualcuno che sostiene queste realtà con tutto l’amore e la professionalità possibili .

Documento senza titolo

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Antonella Viccaro

1992 diplomata nel 2010 presso il Liceo Pedagogico e delle Scienze Umane di Vairano scalo. Autrice del romanzo " La bambina che ha conosciuto il ferro" 2019.

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