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CGIA: “Ogni italiano paga 8mila euro di tasse all’anno”

DiThomas Scalera

Nov 7, 2015

soldi

La Cgia di Mestre ha spiegato che mediamente ogni italiano paga 8 mila euro di imposte e tasse, importo che sale a quasi 12 mila euro considerando anche i contributi previdenziali.

Quante tasse pagano in media gli italiani ogni anno? Secondo una ricerca della Cgia di Mestre nel 2015 tra imposte, accise, tributi, addizionali e ritenute l’importo totale sarà di circa 8mila euro. L’organizzazione veneta fa inoltre sapere che le prime 10 imposte valgono 417,7 miliardi di euro e garantiscono l’86% del gettito tributario complessivo che nel 2014 si è attestato a 486,6 miliardi di euro. Le tasse più gravose per le tasche degli italiani sono Irpef e Iva e da sole rappresentano oltre la metà del gettito (53,1%). L’Irpef porta alle casse dello Stato oltre 161 miliardi di euro di gettito (un terzo del totale) mentre la seconda sfiora i 97 miliardi di euro (19,9%). Per  quanto concerne le imprese le tasse più gravose sono l’Ires, che nel 2014 ha consentito all’erario di incassare 31 miliardi di euro e l’Irap che ha assicurato 30,4 miliardi di gettito.

“Nel 2015 – ha spiegato Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi Cgia – ciascun italiano pagherà mediamente 8 mila euro di imposte e tasse, importo che sale a quasi 12 mila euro considerando anche i contributi previdenziali. E la serie storica indica che negli ultimi 20 anni le entrate tributarie pro-capite sono aumentate di 76 punti percentuali, molto di più rispetto all’inflazione che, invece, è salita del 47 per cento”. Va anche considerato che la pressione tributaria (imposte, tasse e tributi sul Pil) in Italia (30,1%) è la terza più elevata dell’Area euro dopo Finlandia e Belgio, superiore di sette punti percentuali rispetto a quella tedesca (22,9%).
La Cgia ha quindi stilato un curioso decalogo sulle caratteristiche delle tasse italiane.

Quella più elevata: L’Irpef;
quella che paghiamo tutti i giorni: L’Iva;
la più pagata dalle società: L’Ires;
la più odiata dalle imprese: L’Irap;
la più singolare: quella applicata dalle regioni sulle emissioni sonore degli aeromobili;
la più lunga (come dicitura): imposta sostitutiva imprenditori e lavoratori autonomi regime di vantaggio e regime forfetario agevolato;
la più corta (acronimi esclusi): bollo auto;
l’ultima grande imposta introdotta:  Tasi;
la più odiata dalle famiglie (fino al 2015): l’Imu/Tasi;
le più stravaganti: le imposte sugli spiriti (distillazione alcolici), quelle sui gas incondensabili e sulle riserve matematiche di assicurazione.

Fonte: fanpage.it

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