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Cinema: quale futuro dopo il coronavirus?

Il settore oggi è in ginocchio. C’è fiducia nella ripresa

Una pandemia globale con il mondo in quarantena. Sono diversi i film che nel corso degli anni hanno avuto una trama simile. Ma nessuno di noi si sarebbe mai aspettato di vivere sulla propria pelle un’esperienza del genere.

Ed invece l’ormai celebre Covid-19 è entrato nelle case di ognuno di noi, si è impossessato del mondo intero costringendo tutti ad un cambio di abitudini radicale e generale.

Soprattutto ha portato i governi di tutto il mondo a decretare la sospensione di qualsiasi attività ritenuta non essenziale, tra cui, ovviamente, le sale cinematografiche.

In più, l’emergenza sanitaria mondiale si lega inevitabilmente all’emergenza economica che ne scaturirà. Numerosi settori saranno in crisi, tra cui sicuramente quella del cinema.

Ma quale sarà il futuro del cinema a pandemia superata?

Tra esperti del settore, stampa specializzata ed addetti ai lavori regna un ottimismo generale. Forse perché per loro – e non solo per loro a dire il vero – il cinema è in crisi da almeno mezzo secolo.

E dopo questo shock dovuto al coronavirus, anche la settima arte, un po’ come tutte le attività, dovrà rialzarsi e diventare più forte di prima.

Almeno questa è la speranza nel nostro paese, tanto che i due più importanti festival estivi hanno confermato che le manifestazioni si svolgeranno regolarmente.

Parliamo dell’Ischia film & music global fest in programma sull’isola verde dal 12 al 19 luglio 2020 e del festival del cinema per ragazzi di Giffoni in programma nella città dei monti Picentini dal 16 al 25 luglio 2020.

Ma l’estate è ancora lontana. La crisi però è attuale. Tanto che Netflix e Italian Film Commissions annunciano la creazione di un Fondo di Sostegno per la tv ed il cinema.

L’obiettivo è quello di fornire supporto alle maestranze e alle troupe dell’industria cinematografica colpita dall’improvviso stop alle produzioni per la crisi legata al coronavirus.

Il fondo sarà di un milione di euro e sarà destinato al supporto di figure professionali dell’industria televisiva e cinematografica come ad esempio elettricisti, montatori e truccatori il cui lavoro è stato maggiormente colpito dalla pandemia in corso.

Ad oggi sono circa una settantina i titoli fermi.

Tra i tanti spicca “Si vive una volta sola” di Carlo Verdone, ma potrebbero diventare 100 se si proseguirà con il blocco. Dal Canada, intanto, arriva il primo film sul coronavirus e dal coronavirus.

Si intitola “corona” e parla di 7 persone rinchiuse in un ascensore, tra cui una infetta. La pellicola è stata girata prima dell’emergenza mondiale e molto probabilmente andrà direttamente sulle piattaforme, saltando la messa in onda nelle sale.

Certo è che se l’emergenza durerà ancora molto, tanti saranno i film che seguiranno questa strada, per evitare un inevitabile – ed al momento paradossale – sovraffollamento nella sale a pandemia conclusa.

Secondo il Presidente dell’ANICA Francesco Rutelli, quando tutto questo sarà finito, il cinema sarà uno dei primi settori a riprendersi dalla crisi. E lo farà alla grande sia per la sua funzione sociale e di aggregazione, sia per quella di arricchimento culturale oggi indispensabile.

Per lo stesso ex Sindaco di Roma, i danni subiti dal settore sono enormi ed al momento impossibili da quantificare. L’importante è che si riparta e che lo si faccia con tutta la filiera compatta ed unita includendo anche le piattaforme in streaming.

Il cinema troverà la sua strada per sopravvivere e reinventarsi.

L’auspicio è che trovino la stessa forza anche gli altri settori nevralgici della nostra economia, della nostra società e quindi della nostra vita.   

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Giuseppe Novi
Direttore dell'Istituto Nazionale Arte Cultura Spettacolo e Direttore Artistico di Eventi di rilevanza nazionale. http://www.inacs.it/direttore-artistico/

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