Lun. Ott 14th, 2019

V-news.it

Quotidiano IN-formazione

Cinque Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose

3 min read
EVENTI IN EVIDENZA

Dopo Reggio Calabria e Catanzaro, Lamezia Terme è la terza città della Calabria per quantità di residenti. Oggi invece è la terza volta che la stessa viene sciolta per infiltrazioni mafiose dal Consiglio dei ministri. Non solo Lamezia Terme comunque oggi ha subito “l’ardua sentenza”, infatti in totale sono ben 5 i Comuni sciolti per la stessa motivazione dal Governo centrale. In ordine sparso: Cassano allo Ionio, Isola di Capo Rizzuto, Marina di Gioiosa Jonica e Petronà. Non riusciamo ad avere in questo momento notizie più dettagliate al riguardo ma di sicuro nella mattinata di domani ci saranno un po’ di conferenze stampa e comunicati meno criptici sulla vicenda. Lamezia Terme, con i suoi 70.000 abitanti, è uno dei paesi più popolosi della Calabria. Già vittima di tale procedura nel 1991 e nel 2003, Lamezia Terme, come tante realtà calabresi ma non solo, risulta essere teatro permanente di dominio della ‘Ndrangheta. La stessa ‘Ndrangheta che negli ultimi anni ha saputo ramificarsi al di là dei confini regionali e nazionali, arrivando ad essere presente, camuffata da imprenditoria a basso costo, all’interno dei salotti e degli enti che contano in tutta Europa. Proprio oggi infatti la nostra redazione riportava puntualmente la notizia di 12 arrestati (tra cui 2 boss latitanti) nel torinese e a Malaga, in Spagna. Questa volta, come detto, si trattava di una rete internazionale ed intercontinentale di spaccio di cocaina ed hashisch, oltre alla detenzione di ingenti quantitativi di armi. Mi sembra di rileggere alcuni passi del primo e del secondo libro del p.m. di Catanzaro Nicola Gratteri. Basterebbe solo citarne i titoli per capire di cosa sto parlando. Infatti il primo titola “Padrini e padroni: come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente”, mentre il secondo è “Fiumi d’oro: come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale”. Titoli che non solo rendono l’idea di ciò che stiamo parlando, ma danno anche la dimensione del declino malavitoso, sempre più permeato nell’economia, nella politica e nella pluralità delle attività imprenditoriali del nostro territorio. Più che far finta di fare una falsa guerra partitica e politica tra fazioni ottuse e contro il vuoto, dovremmo impegnarci a capire chi sono i veri nemici. Che di certo non vengono con i barconi. Quando hanno la fortuna di non morire affogati. Magari senza che nessuno ne rivendichi le salme. Credo che siano molti di più i Comuni in Italia a dover essere sciolti per infiltrazioni mafiose. Perché credo che, dove più e dove meno, la mentalità mafiosa e le sue ramificazioni è sempre presente. Purtroppo.

Mafia: 27 arresti a Palermo

Reggio Calabria. ‘Ndrangheta: confiscati beni per un valore di circa 217 milioni di euro

Open