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Clan Moccia: 45 arresti. Probabili corrotti all’interno delle forze investigative

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Ieri parlavamo dell’arresto di 56 persone nell’ambito della mafia agrigentina, oggi invece ci spostiamo nel napoletano, dove è stato inflitto un duro colpo al clan Moccia. Il pool anticamorra ha arrestato ben 45 persone, riconducibili a vario titolo al clan. Associazione per delinquere di stampo camorristico, armi, estorsione e riciclaggio sono le accuse mosse nei confronti del clan al termine dei lavori della Dia, della squadra Mobile, del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e della Guardia di Finanza. L’assetto camorristico in questione aveva radicato la propria attività su diverse zone geografiche, sia dell’hinterland partenopeo che della regione Lazio. Afragola, Casoria, Arzano, Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito, Crispano, Caivano ed Acerra, nonché ampie zone del Lazio, a partire dal 2011 ad oggi. È stato possibile anche ricostruire la “cupola” storica del clan in oggetto. Il vertice camorristico era infatti composto da Anna Mazza (deceduta pochi mesi fa), detta la “vedova della camorra”, Luigi e Teresa Moccia, Filippo Iazzetta, che facevano parte della famiglia Moccia, oltre naturalmente ai cosiddetti “senatori” del clan, fiduciari quali il deceduto Salvatore Caputo, Domenico Liberti, Mario Luongo, Pasquale Puzio e Antonio Senese. Le indagini hanno fatto trapelare anche le liti interne al clan, grazie alle quali si è riusciti a comprendere e toccare gli affiliati in modo deciso, che hanno avuto l’apice nel 2012, quando fu ucciso a Nettuno Modestino Pellino, già sorvegliato speciale e in grande ascesa ai vertici del clan, motivo per il quale presumibilmente fu assassinato il 24 luglio di quell’anno. Il capo dei capi, Luigi Moccia, vedeva minare la sua egemonia. Il boss nel frattempo si era trasferito a Roma, dove gestiva i suoi affari con l’aiuto di molti colletti bianchi, sia politici che professionisti ed imprenditori. È stato possibile ricostruire anche le modalità di suddivisione dei proventi illeciti tra gli affiliati, sia quelli liberi che quelli in regime carcerario o ai domiciliari, ma cosa più importante si è giunti a carpire le varie infiltrazioni del sodalizio all’interno degli apparati investigativi. Si attendono dunque sviluppi a danno anche dei presunti agenti o giudici corrotti nella vicenda dal clan Moccia.

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