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Come, i piccoli paesi affrontano il lockdown, tra silenzio, difficoltà e bellezze nascoste.

Un punto di vista a cui raramente si è fatto riferimento durante il lockdown, ma non meno importante è quello degli abitanti dei piccoli paesini, delle piccole realtà campane, già di per se abbandonate a sé stesse in tempi normali e quasi totalmente dimenticate in questa situazione. Eppure la dignità degli abitanti di questi luoghi, che in realtà, sono il cuore dell’Italia, quella vera, quella di cui poco si parla, ma tanto ancora avrebbe da dare, è stata esemplare. Nessuna lamentela da parte loro, ma un rigoroso rispetto delle regole. Vivere in un piccolo Borgo, privo di servizi, lontano da ogni forma di assistenza non è semplice normalmente, immaginiamo in un contesto come quello attuale. Raggiungere i servizi di prima necessità significa, in molti casi, dover percorrere alcuni km e doverlo fare tra mille restrizioni rende tutto ancor più difficile se consideriamo, oltretutto, che la maggior parte delle persone che abitano le piccole frazioncine sono anziani. Ci chiediamo, allora, come si vive ai tempi del ‘covid’ nei piccoli paesini?
I bambini, le cui tenere voci, echeggiavano tra le stradine dei borghi e riempivano di allegria il paese, sono costretti a stare a casa, a non scambiarsi abbracci, a non correre liberamente. I vecchietti, che sedevano nelle piazzette, non possono più scambiare chiacchiere, che siano stati racconti, pensieri politici, vecchie storie del passato. Tutto tace, dove già da tempo regnava il silenzio, dove la vita scorreva gia lenta e il sole sembrava tramontare già prima. Tutto lentamente muore nelle piccole realtà, e chi le vive, di questi tempi rischia di sentire ancora di più la solitudine. Eppure dalle finestre delle antiche case è possibile scorgere ancora cose, che non si possono ritrovare nel traffico delle città, profumi che sanno di eterno! Le piccole realtà sono dispense di grandi valori e di grandi persone. Vogliamo, dunque esprimere la nostra vicinanza, seppur virtuale a tutte le piccole frazioni, un caro e forte augurio di ritorno alla normalità e di valorizzazione, per il futuro, delle loro bellezze nascoste.

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Antonella Viccaro
1992 diplomata nel 2010 presso il Liceo Pedagogico e delle Scienze Umane di Vairano scalo. Autrice del romanzo " La bambina che ha conosciuto il ferro" 2019.

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