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Orta di Atella, chiude la Farmacia Sagripanti: i dipendenti occupano i locali dell’Ente comunale

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Una situazione indecorosa, quella di ieri mattina, il futuro è ancora incerto per i dipendenti della azienda

Ad appoggiare i dipendenti anche la cittadinanza di Orta di Atella

ORTA DI ATELLA. Dove sta la verità?

Situazione indecorosa quella che purtroppo continua da due giorni nella città di Orta di Atella. Hanno occupato il primo piano della casa comunale i dipendenti della Farmacia Sagripanti per protestare contro la chiusura del presidio sanitario, giudicato ‘inagibile’ dall’Ente comunale di Orta di Atella, con la quale da cinque anni è in atto un contenzioso giudiziario.

Lo scorso aprile il Consiglio di Stato diede ragione all’Ente che a dicembre, tramite apposita ordinanza, ha disposto la chiusura della Farmacia, concedendo un mese di tempo per smaltire i medicinali, fino alla chiusura operativa avvenuta nel mese di marzo.

“Nonostante la situazione, la domanda ora sorge spontanea: perché l’azienda non ha colto l’occasione per mettere in campo una chiara strategia aziendale per dare continuità alla produzione nonostante la chiusura dei locali avviando una procedura per la realizzazione di nuovi locali operativi.”

La soluzione possibile per salvaguardare questi dipendenti, sarebbe validamente rappresentata da una proroga che premetterebbe la riapertura dei locali di via Toscanini, ma come sempre tutta la vicenda resta sempre vergognosamente torbida. “Tutti noi ribadiscono in coro i dipendenti, siamo ostaggio della cattiva licenziosa amministrazione comunale

Nessuno vuole prendersi la responsabilità, il sindaco Villano nonostante il parere legale favorevole per la proroga della riapertura con spostamento degli uffici operativi della azienda, ha disatteso la completa autorizzazione scaricando la colpa sul dirigente dell’Ufficio Tecnico che si rifiuta di firmare la completa documentazione. Insomma per l’ennesima volta Orta viene descritto come un paese che distrugge le sue realtà lavorative.

Dal mese di marzo, i 14 dipendenti della farmacia di via Toscanini sono senza stipendio, ieri mattina hanno deciso quindi di passare alle maniere forti organizzando una assemblea pubblica nello spiazzale del Municipio, dopo l’occupazione della sala e della balconata degli uffici comunali di via Petrarca, ieri i ragazzi e le ragazze della azienda hanno urlato ad alta voce il loro dissenso cercando delle risposte da dare ai loro figli. Nell’ordinanza che boccia il ricorso della farmacia si legge che “resta rimessa al Comune appellato la valutazione della meritevolezza dell’istanza di proroga della sospensione dell’esecutività dell’ordinanza di chiusura impugnata in primo grado, presentata dalla parte appellante in data 19 dicembre 2018, competendo ad esso determinarsi in ordine alla domanda ex art. 38 d.P.R. n. 380/2001 ed essendo quindi in grado di assumere coerenti determinazioni in ordine alla suddetta istanza, alla luce, da un lato, del pregiudizio derivante alla parte appellante dall’esecuzione dell’ordinanza di chiusura, dall’altro lato, dei presumibili tempi di definizione del procedimento ex art. 38 d.P.R. cit. oltre che del probabile esito del medesimo”. “Nonostante la crisi bisogna sempre ribadire che l’azienda è rimasta al suo posto, in realtà purtroppo, la politica istituzionale ci vuole mandare a casa”, spiega disperato un operaio. “Lavoro da sempre con questa azienda – continua invece disperata una giovane dipendente in lacrime, la mia dignità femminile è morta – speravo che l’azienda mi garantisse il futuro, ad oggi invece non lo sappiamo, se tutto ciò accadrà”. La maggioranza dei dipendenti dell’azienda sono giovani, molti di loro – in caso di licenziamento – avrebbero tante difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro.“

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