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Concorso Ripam Campania, la protesta borsisti: “nessuna nuova prova”

La Commissione Interministeriale Ripam ha deciso che i 1.800 vincitori della pre-selezione del Concorsone della Regione Campania dovranno superare un’altra prova scritta a giugno. Forti proteste dei borsisti: “È una beffa”. Scesi in campo Sindaci e Sindacati per sostenere la battaglia.

La manifestazione di ieri

Non basteranno ad aggiudicarsi il posto fisso una prova scritta già superata su oltre 10mila candidati e 10 mesi di stage presso le pubbliche amministrazioni quasi conclusi ai circa 2mila borsisti campani che hanno vinto la prima selezione del Concorsone Ripam della Regione Campania. L’approvazione del Dl 44/2021 che sbloccava le assunzioni lasciava ben sperare verso una semplificazione della procedura. E invece, in extremis, è arrivata la doccia fredda. La Commissione Interministeriale Ripam, infatti, in barba alle attese di snellimento del decreto, ha deciso che dopo aver superato una serie durissima di prove, in una fase peraltro di piena pandemia, ci sarà ancora un altro test da completare: una nuova prova scritta da fare a giugno.

La comunicazione dell’ANCI Campania:

“Anci Campania – è scritto nella lettera firmata dal presidente Carlo Marino – apprezza l’attenzione che Governo e Regione Campania hanno nei confronti dell’emergenza lavoro nel Mezzogiorno. In particolare, Anci Campania ha salutato con forte e positiva considerazione il «Concorsone» varato dalla Regione Campania e il recente «Concorso unico nazionale» per l’assunzione di 2800 tecnici al Sud del Governo nazionale. Tuttavia, pur di fronte ad una manifestazione di volontà politica chiara, sia a livello nazionale che regionale, indirizzata a un’accelerazione delle procedure concorsistiche, rileviamo ancora troppe complessità nella definizione dell’applicazione al Corso – Concorso Ripam al fine dell’assunzione, in pianta stabile presso i Comuni e altri enti locali, dei 1880 borsisti. Pertanto, vi chiediamo di dare, per quanto è nelle vostre possibilità: a) un’accelerazione dei tempi procedurali; b) uno snellimento delle procedure con eliminazione delle restanti prove finali; c) un eventuale allargamento dei posti a concorso, attraverso una riconsiderazione della lista degli idonei”.

Luciano Nazzaro (CGIL-Funzione Pubblica) è intervenuto ai nostri microfoni:

“Siamo qui per sostenere le loro giuste ragioni, i posti sono molti meno dei posti messi a concorsi, hanno fatto formazione per 10 mesi, svolgere un’altra prova è una scelta assolutamente illogica e poco efficiente”.

L’intervista.

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