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Conferenza Episcopale Italiana. Un re e un magistrato saranno beati. Ecco chi sono

Avviati in settimana i processi di beatificazione per Francesco II di Borbone e Rosario Livatino

Saranno beati Francesco II di Borbone e Rosario Livatino, lo ha deciso Papa Francesco. Per entrambi l’iter di canonizzazione è già stato avviato, e ci sono stati sviluppi importanti nell’ultima settimana, nonostante per entrambi sia previsto un percorso diverso.

Francesco II Borbone delle Due Sicilie (1836-1894) morì il 27 dicembre di 126 anni fa ad Arco di Trento, all’epoca nell’ex Impero Austro-ungarico, durante uno dei suoi viaggi successivi all’esilio. “Franceschiello” è stato l’ultimo Sovrano del Regno delle Due Sicilie prima dell’annessione al Regno d’Italia. Per lui il processo di beatificazione era già iniziato al 125esimo anniversario della sua morte, nel dicembre dello scorso anno. La sua beatificazione è supportata dalla coraggiosa difesa di Gaeta, a lungo assediata dai Savoia dopo che il sovrano borbonico era lì esiliato. L’apertura della fase di canonizzazione è stata comunque avviata mercoledì scorso, 16 dicembre, durante la conferenza episcopale napoletana, tenutasi a Pompei; pertanto Francesco II è attualmente riconosciuto dalla Chiesa come Servo Di Dio. Felicità è stata manifestata soprattutto da Gennaro De Crescenzo, Presidente del Movimento Neoborbonico, che ha visto l’iter di canonizzazione come una “rivalsa verso quanti hanno disprezzato Francesco II e considerato un sovrano inetto”

Rosario Livatino (1952-1990), ricordato anche come “il giudice ragazzino“, venne ucciso ad Agrigento il 21 settembre 1990 da un commando della Stidda, organizzazione in contrasto con Cosa Nostra. Alla sua morte, Papa Giovanni Paolo II lo definì «martire della giustizia e indirettamente della fede», mentre il Presidente della Repubblica Cossiga fu il primo a coniare l’espressione “giudice ragazzino”. Il 21 dicembre scorso Papa Francesco ne ha riconosciuto il martirio “in odium fidei“, aprendo la strada al percorso di beatificazione. Non si tratta nemmeno della prima vittima della mafia a essere proclamata beata, poichè già avvenne nel 2013 con Don Pino Puglisi, prete ucciso da Cosa Nostra. Reazioni di gioia sono arrivate da Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni, dal’ex sindaco di Agrigento Lillo Firetto ma soprattutto da Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ha parlato di “atto che salda Cielo e Terra” e di “monito a vivere con maggiore coerenza e radicalità l’impegno per il bene comune”.

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Pasquale Malatesta
Mi chiamo Pasquale, scrivo da Caserta, ho 19 anni e frequento il secondo anno della facoltà di Economia dell' Università "Luigi Vanvitelli" a Capua.

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