Mar. Set 17th, 2019

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Congresso PD, venerdì il giorno della verità

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CASERTA. Venerdì il giorno della verità per il Partito Democratico provinciale, il commissario provinciale Sen. Franco Mirabelli  ha convocato parlamentari e consiglieri regionali:  si discuterà  della famosa data per l’organizzazione del congresso provinciale, se non ci sarà la data,  per l’intera sinistra del PD sarebbe l’inizio di un vero disastro politico. Una corsa contro il tempo attende il partito democratico casertano: correre alle prossime elezioni politiche, senza una valida Segretaria provinciale sarebbe l’inizio di una vergognosa sconfitta annunciata. Ahinoi oggi sono tante  le riflessioni da fare, dopo l’incontro di sabato le speranze di annunciare il congresso prima delle politiche sono completamente minime. Ma soprattutto risulterebbe una manfrina la mossa di Mirabelli di ricandidarsi, assicurando ai presenti un posto in lista. Di certo tutta questa sceneggiata  risulta essere  la secessione più  lacerante nella storia secolare del frazionismo a sinistra. Ma anche la più carente di motivazioni “alte”: qui non c’è nessun vento della Storia (con la Esse maiuscola) che afferri nei suoi turbini passioni i militanti; non ci sono scontri ad alto tasso ideologico e neppure posizionamenti alternativi di campo. Qui non si sceglie tra la conquista del Palazzo d’inverno al suono dell’Internazionale e il richiamo patriottico del nazionalismo, non ci si ritrova sospesi tra un mondo diviso a metà e perimetrato dalla Guerra Fredda all’interno di un partito che non sa  ancora oggi quello che vuole. Niente di tutto ciò.  Adesso siamo solo al regolamento di conti tra un commissario provinciale  ossessionato dalla volontà di rimaneggiare un partito a propria immagine e somiglianza, a fronte di alcuni riottosi; eppure ricattabili sul tema sensibile del posto sicuro, garantito con candidature  nella lista. Il caro Mirabelli ufficialmente ha dichiarato agli organi di stampa casertani di essere pronto a voler continuare il percorso che porti all’unione del PD, tutto questo ha affermato il Senatore dovrà avere come scopo la creazione di un congresso provinciale.  Insomma – in quanto a epicità –  Mirabelli vuole riportare i fasti  più coinvolgenti della sfida dell’O.K. corral, quella tra Wyatt Earp e Doc Holiday contro la banda dei Clanton. Pure faide all’interno del ceto di partito, visto che per quanto riguarda la spaccatura del  palindromo Pdl’antico popolo comunista è ormai largamente estinto. E proprio perché risulta una bega tra professional di partito, si può avanzare il non troppo peregrino dubbio che il  congresso provinciale del Partito Democratico non vederà mai l’inizio, il suo inizio potrebbe essere bloccato  da chi oggi non vuole la rinascita del partito. Quindi oggi chi  sconfiggerà i torbidi del partito democratico? dovremmo  attenderci consistenti marce indietro. Missione apparentemente impossibile, visto che il caro Senatore controlla tutte le leve del potere interno. Si potranno  mai affrontare la prossima campagna elettorale e disegnare dall’opposizione in Provincia un’azione comune nell’interesse dei cittadini.  L’Onorevole Camilla Sgambato (Orlandiana doc)  ha sempre dichiarato  di mettere in campo tutta la diplomazia possibile per ricucire il centrosinistra casertano. Il PD non può morire. Fermo restando caro Onorevole che questa non è politica, è wrestling. Nella sua versione più feroce, combattimento tra gladiatori. E sempre senza esclusione di colpi per difendere tesoretti e orticelli. Che altro sono le turbolenze a destra, nel dilemma identità o coalizionabilità? Apparentemente un confronto sulle più efficaci strategie elettorali; quando – in effetti –  finirà il braccio di ferro tra l’ottuagenario eppure indomito  commissario provinciale, ed i  vecchi  lupi  della balena bianca che intenderebbero issarsi sul suo trono  defenestrandolo.  Questo è quanto. Ma la domanda  ancora più angosciante è: fino a quando potremo reggere questa situazione di non politica nel Partito Democratico casertano, che crede di poter difendersi bollando ogni critica come “antipolitica”? Avendo ben chiaro che un movimento di liberazione dalla pseudo-politica, che ci prosciuga l’anima e lascia marcire Terra di Lavoro, è una prospettiva che si misura sull’arco dei decenni. Basta con i vecchi marpioni, basta con le bugie. Gerardo  Massaro è l’esempio di come oggi può nascere la vera progressività politica, il Partito Democratico Provinciale, non può lasciarsi sfuggire Massaro, da lui si deve ripartire per costruire la vera ideologia umana di sinistra, per questo lo ribadiamo che “bisogna ricostruire il Pd attorno alla progettualità politica di “Prima Portico”. Oggi nel Paese è premiato chi usa le parole dei populisti ma non usando mai toni populistici perché il consenso  oggi è costruito con il populismo   un veleno che tiene tutta la comunità prigioniera”. “Le classi dirigenti –  evidenziava nella sua campagna elettorale Massaro,  si formano con fatica e studio e non con l’avvicendamento”. “ Le  parole di Massaro, oggi  devono cercare  di rendere non licenziosi  gli sforzi delle nuove leve all’interno del PD casertano. Purtroppo sia Renzi che Michele Emiliano, sono rimasti licenziosi verso la rinascita del PD nazionale. Così non abbiamo alcuna prospettiva politica”. E tra gli argomenti populisti che non tratterà, il PD casertano non potrà mai  guardare alla rinascita: “Caro Senatore Mirabelli non cavalchi la progressiva antipatia che il PD casertano si è costituito nella società di Terra di Lavoro contro l’integrazione di alcuni politici da strapazzo. La battaglia oggi  è dentro il Partito Democratico di Caserta.

Camilla Sgambato

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