Antica Terra di LavoroNewsPagina NazionaleSolidarietàTerritorio Aurunco

Cooperazione internazionale, la storia di Eleonora Iannotta

La cooperante è originaria di Casale di Carinola

CARINOLA. Eleonora Iannotta. Un nome come tanti, semplice e tradizionale, con una storia alle spalle che vale la pena di raccontare. Eleonora è una donna della nostra terra, che ha deciso di intraprendere un lungo viaggio in luoghi difficili del pianeta. Una missione la sua, una ‘vocazione’ laica che le ha permesso di mettere a disposizione la sua esperienza, gli studi e la sua umanità per dare contributo e supporto a quelle persone, che nella nostra società moderna vengono etichettate come un problema da estirpare.

Da anni, infatti, Eleonora si occupa di progetti di sviluppo in diversi Paesi in particolare in Egitto, precisamente nella città de Il Cairo, capitale di una terra magnifica, collante di due maxi aree geografiche al centro di numerosi tumulti sociali: il Nord Africa e il Medio Oriente.

In prima linea dunque, nel creare un terreno fertile fatto di accoglienza ed integrazione, per tutte quelle persone che si trovano a migrare dalle proprie terre in cerca di un Nord del mondo che possa offrire ospitalità ed il sogno di una vita migliore così come di benessere, ma che in molte occasioni presenta un conto amarissimo.

Salve Eleonora: come stai? La situazione in Egitto come prosegue?

Per fortuna sto bene. Stiamo cercando pian piano di riaprire tutte le attività, anche se in Egitto si contano oltre 79.000 casi ufficiali di positività al Covid- 19.

Da quanti anni operi in Egitto?

Sono arrivata in Egitto nel 2008. Ho lavorato come consulente per diverse istituzioni anche legate al nostro  Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione internazionale allo sviluppo, per ONG (organizzazioni non governative) italiane ed egiziane,  GIZ ( Organizzazione Tedesca per lo sviluppo della cooperazione)  diverse Agenzie dell` ONU, in particolare   L’UNCHR o ACNUR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).  Sono stata consulente per varie ambasciate, avendo come  ‘mission’ principale quello di partecipare in modo attivo ad  un  vero processo  di  ‘interculturalità’ inteso come reale scambio di culture e mediazione.

Mentre stiamo colloquiando, la telefonata per un momento viene interrotta perché rientrano alcuni coinquilini e il sottofondo in lingua araba subito rimanda ad una realtà completamente opposta rispetto a quella che viviamo noi occidentali, segno anche di una permeabilità attiva all’interno del contesto sociale.

Da quanti anni ti occupi di migranti e di relazioni internazionali?

Lavoro in questo settore da piu` di 15 anni in diverse aree geografiche. Sono partita dalla mia Casale di Carinola all’età di ventun anni. La mia prima esperienza è stata nel 2002 in una regione complessa, precisamente nel sud-est della Turchia, nella zona storica  Kurdistan dove ho contribuito a dei processi di svillupo e di pace messi in atto da associazioni locali che lavoravano per i diritti dei popoli che abitavano in quelle zone.

Come ricordi la tua esperienza in una terra così ostica in un’età così giovane?

Il Kurdistan mi ha insegnato moltissimo come donna, come attivista e professionista. Ho imparato a riconoscere ed ammirare  la dignita` di chi  crede e difende i propri diritti. Un ringraziamento speciale va all` Associazione delle Madri della Pace in Turchia che e` stata per me un esempio fondamentale di come i processi di pace con azioni non violente sono di importanza fondamentale per la costruzione di un mondo migliore.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Dopo aver lavorato svariati anni per associazioni ed istituzioni di diversa natura e  Paese di provenienza , mi sono resa conto che  la burocrazia è farraginosa e in molti casi può ostacolare  quelli che sono i processi di supporto, scambi di conoscenze ed  aiuto alla base degli ideali di cooperazione . Ragion per cui, da qualche anno ho deciso di intraprendere la carriera di ‘freelancer’, creando una mia agenzia dal nome IICI Consulting, un` agenzia di servizi in diversi settori tra cui la formazione, la cultura, l`arte, il business e lo sviluppo nel senso piu` completo del termine includendo anche lo sviluppo e la crescita personale. In questo modo riesco ad avere un’azione diretta sulle problematiche che più mi interessano, facendo anche da ponte con le Istituzioni. Infatti continuo a collaborare con le  varie istituzioni , associazioni , ambasciate, ma in modo esterno. In questo modo riesco ad integrare  anche altre passioni come il mio amore per  la musica e l` arte.

Spiegati meglio.

Oltre alla mia attivita` di cooperante, io sono una cantante professionista . Mi esibisco in numerosi club jazz egiziani, L` Opera House del Cairo e non solo. È stata sempre la mia grande passione insieme a quella di lavorare per la gente e le comunita`. Canto da quando ero bambina, ed ho deciso di mettere l’arte al servizio delle persone come una forma di  cura. Infatti nei  progetti in cui lavoro inserisco sempre delle  componenti di  musicoterapia, yoga ed arti marziali, diverse forme d` arte come la terapia vocale, la pittura etc mettendo l’arte al servizio dello sviluppo umano come caposaldo inalienabile. La musica è un concetto universale: l’unico linguaggio comune possibile in grado di unire  tutti gli uomini  al di la` delle differenze o dei confini che molti preferiscono marcare.

Attraverso la musica e l` arte inserita come componente principale dei nostri progetti  oltre ad una vera comunicazione ed espressione della persona  è stato  possibile contribuire  a dei processi di supporto psicologico per rifugiati  e migranti di diversa nazionalita`.. Le note,i suoni, la voce come terapia possono aiutare le persone a ritrovare di nuovo se stessi e la speranza e forza di ricominciare una nuova vita. Ho sperimentato in prima persona tutto questo nella mia vita per cui ho pensato che era fondamentale condividerlo. Grazie.

Documento senza titolo

Sostieni V-news.it

Caro lettore, la redazione di V-news.it lavora per fornire notizie precise e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.

What is your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
1
Not Sure
0
Silly
0

Comments are closed.