• Ven. Ott 22nd, 2021

Cosa significa Giorno della Memoria? Tra olocausti passati e discriminazioni moderne: una riflessione

DiThomas Scalera

Gen 27, 2017

Cos’è il ricordo se non si ha una coscienza?
Il ricordo è la luce della spia ferma sul rosso, che inevitabilmente cerchiamo di evitare, ma è li, ferma che attende di splendere dopo un lieve momento di “riposo”. Perciò, come ogni anno questo giorno segna “l’accensione” della spia, e noi tutti pronti a rifocillare i motori delle nostre coscienze per partire ed affrontare un nuovo anno: TUTTO CIO’ E’ PURA FINZIONE.
Basti pensare che non è stato fatto nessun passo in avanti nei confronti dei “diversi”, delle cosiddette “minoranze”. Il ricordo serve a “metabolizzare” ciò che è avvenuto per cercare di non commettere più gli stessi errori, perché errare è umano, perseverare è diabolico. Ma allora perché da quel famoso 27 gennaio 1945 ( giorno della liberazione di Auschwitz da parte dell’esercito russo) ci ritroviamo a parlare di olocausti? Come se non fosse bastata la “lezione italo-tedesca”, come se tutto quel sangue e quell’orrore fosse rimasto un inutile “ricordo”.
La storia è piena di olocausti: la legge Pica con la conseguente repressione dei popoli meridionali da parte dell’esercito sabaudo (5212 condanne a morte nel lager de “LE FENESTRELLE”), la guerra del golfo, la guerra della ex-jugoslavia, ritornando ad oggi, lo sterminio occidentale della Syria (si, perché di olocausto si tratta), in cui milioni di migranti sono costretti a scappare dai loro paesi in guerra ( creata dalle società occidentali, gli stessi della shoah) per morire nei peggior modi possibili.
La verità è che le coscienze non si sono evolute tanto quanto la tecnologia. Per i grandi Stati, e i grandi uomini di potere, le coscienze libere fanno più paura di un elemento tecnologico ( anche perché loro riescono a manipolare il tutto). Questa non è una società democratica, ossia una società in cui il popolo è sovrano: La democrazia non è mai esistita. Che cos’è la democrazia? La risposta più ovvia l’ho ritrovata in Sciascia: “Il popolo, la democrazia- sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all’altra e tutte le parole nel culo dell’umanità, con rispetto parlando… Dico con rispetto parlando dell’umanità… Un bosco di corna, l’umanità, più fitto del bosco della Ficuzza quand’era bosco davvero. E sai chi se la spassa a passeggiare sulle corna? Primo, tienilo a mente : i preti; secondo: i politici, e tanto più dicono di essere con il popolo, di volere il bene del popolo, tanto più gli calcanoi piedi sulle corna;”
Inutile stare qui oggi, a batterci il petto e a commemorare uno dei più grandi eccidi mai esistiti se non siamo pronti realmente ad accettare il “diverso” che molte volte è di fianco a noi. Fin quando noi saremo legati a stupidi stereotipi di razza, non potremo mai, e dico MAI RICORDARE.
Che questo giorno serva alle migliaia di persone che ancora nutrono rancore e cattiveria verso l’omosessuale, verso il “negro”, verso colui che è semplicemente più povero, e quindi dalla società emarginato.
Solo dopo un’immensa opera di “pulizia di coscienza” potremo veramente vivere questo giorno come una giornata di ricordo; anche perché cosa dovremmo ricordare, visto che ad oggi muoiono altrettante persone per gli stessi medesimi errori della stupidità umana?

Profughi in fila per un pasto caldo in Serbia. Tante persone ancora oggi vivono nell’emarginazione. (Foto Router)

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Thomas Scalera

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