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Così è, se vi pare. Quando la faziosità potrebbe renderti “GEKO”: il bue dice cornuto all’asino

Mi sono posto alcune domande che vorrei sottoporre a voi lettori.

Ci ho messo un po’, 48 ore intere di riflessioni molto pacate per cercare di capire se avessi dovuto o no rispondere all’articolo offensivo e denigratorio nei miei confronti pubblicato dalla testata Pesenews 2 giorni fa, nel tardo pomeriggio.

Ci ho pensato bene perché credo che l’intento principale di alcuni giornali locali sia quello di convogliare persone verso i loro articoli, per fare click e guadagnare soldi. E’ lecito, ci sta. Ma io che sono direttore di una testata “concorrente” (in realtà concorrenza non c’è e non c’è mai stata, siamo un’associazione non-profit, non un giornale commerciale, ci interessa solo la diffusione della cultura e dell’informzaione in ogni sua forma) non posso certo fare il gioco, cadendo in un ridicolo tranello al quale solo uno stupido potrebbe credere.

Andiamo ad analizzare alcuni periodi dell’articolo che viene costruito ad arte per screditarmi ed usare me per togliere autorevolezza ad una battaglia territoriale: “ la vicenda e la polemica legata alla nascita della nuova centrale elettrica ha messo in luce anche un modo di fare informazione per nulla neutrale” – vero, verissimo, la neutralità non c’è stata nell’informazione in questa bruttissima vicenda. Ci sono stati un sacco di tentativi di delegittimazione, di denigrazione, tentativi di sminuire e, ancora di più, di criminalizzare i comitati, cercando, invece di far apparire cristallina la Edison e la sua centrale. Se c’è stata poca neutralità c’è stata solo in questo senso. E alcuni colleghi che ho interpretato hanno parlato di “linea editoriale” incontestabile, ma non dare mai parola ai Comitati territoriali e tentare continuamente di ridicolizzarli non mi sembra, in alcun modo, un atteggiamento equilibrato. Voi che ne pensate?

Ma andiamo oltre: “Così qualcuno, (io, ndr) pur di ottenere i riflettori sempre sulla propria figura non ha tentennato a ricoprire contemporaneamente i ruoli di direttore di un giornale web, portavoce di associazioni e comitati locali, moderatore (?) – Non vedo dove sia il conflitto e, soprattutto dove ci sia violazione della deontologia, se non sul fatto che questo giornale, potrebbe averla violata, denigrando il sottoscritto, peraltro senza neanche avere la decenza di firmare l’articolo, ma di questa parleremo ampiamente in seguito.

Continuano le offese e le denigrazioni: “La “grandezza” di qualche “vertice” comitatoso si mostra anche con l’installazione di un misuratore di biossido di azoto fuori il proprio terrazzo di casa per dimostrare come cambierà la qualità dell’aria prima e dopo l’impianto. Del resto (e qui rincara la dose, ndr) è ben noto che i misuratori da terrazzo sono “attendibilissimi”, al contrario di quelli commissionati dall’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) (cosa che io non ho mai messo in dubbio, visto che al tavolo regionale ho chiesto a gran voce l’istallazione di centraline nell’Alto Casertano, ndr) che, oltre a specifiche tecniche complesse, devono essere per legge posti in punti strategici al fine di poter dare una vera analisi della qualità dell’aria. – Certamente i misuratori da terrazzo non sono attendibili quanto le centraline, infatti, io stesso ho fatto uno screenig serio sulla centralina mobile che hanno messo a Vairano (potete leggerli qui), i cui dati ora NON SONO Più PUBBLICI (chissà perché) e che “altri” giornali non si sono preoccupati di analizzare per nulla, ma questo è solo un altro fatto, un’altra questione riguardante l’imparzialità di “alcune” testate.

Ad onor del vero andrebbe detto che il giornale in questione è sempre stato molto morbido nei confronti della turbogas, in realtà ci sarebbero (o potrebbero esserci) anche delle spiegazioni valide per questa cosa. Una di queste la possiamo trovare, magari è una coincidenza, proprio sul cartello di inizio lavori della turbogas in questione che vi mostro nella foto seguente:

Naturalmente lungi da me mettere in dubbio l’onestà e la correttezza deontologica dei colleghi della testata già nominata (né quella dell’azienda che fa egregiamente ed onestamente il suo lavoro, acquistando pubblicità dove più le aggrada), come potete vedere a questa pagina: http://web.archive.org/web/20190715074953/http://www.paesenews.it/

Fino a meno di un anno fa (precisamente in data 15 luglio 2019) una delle aziende che stanno costruendo la TURBOGAS era uno dei sostenitori economici di Paesenews (come si può leggere dal cartello ben 2 mesi dopo l’autorizzazione unica del 25/5/2019 lo sponsor GEKO campeggiava già sul giornale, anche se ad onor del vero oggi non è più presente) e come si vede in questo screenshot dove è presente il classico banner pubblicitario:

Cosa vuol dire questo? Non lo so, probabilmente nulla, ma visto che mi si stuzzica sul conflitto di interessi, voglio metterne in campo un altro, che oggi, probabilmente non c’è ma in passato poteva esserci e forse dovrebbe farci riflettere. Proprio oggi è uscito un altro comunicato ufficiale della GEKO sulle pagine del suddetto, non so se sia arrivato anche ad altre testate, a noi no, di sicuro.

Possibile che il giornale imparziale e deontologicamente irreprensibile (a suo dire) che mi attacca non ha trovato neanche una criticità su questo progetto turbogas? Neanche un cavillo, una riflessione, una perplessità? Nulla di nulla? E’ stata così perfetta la Edison?

Quindi mi consentirete di farmi una piccola risata quando qualcuno accusa me, da sempre difensore di questo territorio, di “poca neutralità”, questa cosa sarebbe? E’ solo un interrogativo che mi pongo, poi sarà il lettore a valutare.

La cosa strana e singolare è che si sta tentando di screditare i Cittadini che sostengono i comitati ed esaltare un progetto che ha suscitato tantissime perplessità in termini di utilità, attualità, tecnologia, salute e ambiente. Voi da che parte state?

Per il resto ho poco altro da aggiungere, non ho nessun interesse ad essere “visibile”, in realtà non ne ho bisogno. Evidentemente qualcun altro si, se si prende la briga di fare un intero pezzo su di me (ne sono onorato), senza mai nominarmi in alcun modo. Ovviamente i riferimenti sono chiari (il giornale, il portavoce, il balcone) e quindi mi sono sentito in dovere di rispondere, ma non per difendermi, solo per mostrare quanto spesso il bue non si renda affatto conto di chiamare “cornuto” l’asino, ma questo accade in tutti i campi.

Mai e poi mai avrei pensato che la rivalità giornalistica, la concorrenza sempre leale fino ad oggi, avrebbe potuto portare un collega ad offendermi pubblicamente in questo modo, ad offendere la mia onorabilità e professionalità al punto di cercare di screditare il mio lavoro, anche se posso capirne il motivo, e credo che l’abbia capito anche la maggior parte dei lettori.

Non aggiungo altro, perché penso di essere stato chiarissimo, non mi andava di disseppellire l’ascia di guerra, ma se proprio devo, vuol dire che ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Non sapete quanto mi sia dispiaciuto dover scrivere queste quattro righe, rispetto sempre tutti ma ormai sono anni che subisco attacchi di ogni genere, non potevo far passare anche questa.

Giusto per essere un po’ più precisi.

P.S.: La visibilità non mi serve, oltre al giornale sui miei canali social, per altre cose perché esiste un mondo fuori dall’alto casertano e dalle vostre buie redazioni, arrivo, ogni giorno, ad oltre 40000 persone.

A me non serve, a me.

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