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Cosplayer: Una semplice passione o un mondo parallelo?

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Cosplayer, una parola che da alcuni anni si è diffusa alla velocità della luce tra il mondo dei giovani e non che sta ad indicare


una sorta di trasformazione in un personaggio appartenente al mondo delle anime o al mondo cinematografico.

Andiamo con ordine, Chi sono i cosplayer?

Per rispondere a queste domande mi sono avvalsa della collaborazione di chi ha scelto di dedicare gran parte della sua vita a questa passione che per alcuni è diventato un vero lavoro. Per chi fosse amante del genere e fosse un abile frequentatore degli eventi proposti in Italia come il Lucca Comics in Toscana e il Comicon a Napoli sa di cosa io stia parlando.

Ho Intervistato dei ragazzi e delle ragazze cosplyer da alcuni anni ed ognuno mi ha regalato dei pezzi della loro anima: Dietro ad un costume c’è  molto di più. Lavoro,sacrificio, spese e tanto studio. Ma cosa spinge queste persone ad intraprendere questo hobby così particolare ed impegnativo? Cosa c’è dietro un costume?

Molti criticano o deridono chi pratica quest’arte soffermandosi solo sulle apparenze.

 Domanda di rito: Cos’è un Cosplay e chi è un cosplayer?

Ludovica: “Spesso mi fanno questa domanda che può sembrare banale ma non lo è. Per me cosplayer è divertimento, felicità, gioia. E’ entrare in quel magico momento di gioia estrema, dove ci sei solo tu ed il tuo mondo. E’ come vivere mille storie perché tu stai interpretando il tuo personaggio, il tuo eroe la tua anima gemella. Ogni personaggio ha una storia, ha vissuto un’avventura e ti immedesimi così tanto che ti risulta naturale camminare in un certo modo, ad esempio. Essere cosplayer significa essere liberi

Natsu di Fai

Perché ti sei avvicinato a questo mondo?

Martina:Nel 2014 ho sofferto di bullismo, molestie ed aggressioni. Temevo di non riuscire ad uscirne in nessun modo, troppo grassa, troppo bassa, troppo imperfetta, insomma, ero troppo tutto! Avevo 14 anni e ed è un periodo della vita estremamente faticoso ed oserei dire pericoloso. Ho conosciuto questo mondo perché una mia amica mi ha invitata a seguirla ad una fiera…

Dopo i primi imbarazzi  mi sentii subito al sicuro, protetta, in un mondo dove non sarei stata giudicata. Le persone che amano il genere sono persone come me, che cercano una piccola pausa dai problemi di tutti i giorni, una pausa da sé stessi e da tutto ciò che ci fa star male come il non sentirsi mai all’ altezza.

E’ una scelta di vita che ti permette di fuggire dalla realtà quotidiana, quindi significa abbandonare la persona che sei per diventare ciò che vorresti essere

Christian: “Quando ero più piccolo non ho avuto un’adolescenza serena, volevo un modo per evadere dalla vita che svolgevo. Il mio primo cosplay è stato Jerard di Fairy tail. Indossare quel costume mi ha fatto bene: Per la prima volta non mi sono sentito fuori posto, per la prima volta ero sereno e mi sentivo bene, accettato dalle persone che mi fissavano con ammirazione perché io ero il loro personaggio preferito. “

Cosa c’è dietro tutto questo lavoro?

Cristina in Erza Scarlet di Fair Tail

Cristina: Dipende poi come uno interpreta faticoso. Sicuramente lo è se poi il personaggio che vuoi fare risulta essere pieno di particolari e magari a prima vista ‘difficile’ da concretizzare nella realtà. Tuttavia, penso anche che se il cosplay da realizzare lo senti dentro di te e nulla può fermarti dal dar sfogo alla tua creatività e quindi anche alla tua fantasia.

I sacrifici sono sicuramente legati a una questione economica perché non nascondo che è dispendioso come hobby e ci vuole tanto tempo,sacrificio e quindi soldi. Molto spesso siamo quasi tutti giovani che non lavorano e non ci sono entrate mensili quindi ci si adatta: C’è chi decide di realizzarlo a mano propria o chi riesce a trovare aiuti esterni.

Dopo aver capito come realizzare il costume e gli accessori bisogna studiare il personaggio. Infatti, non è solo indossare un costume ma creare atteggiamenti, movimenti che lo rispecchiano.”

Ludovica: Cosa c’è ? Sacrifici,delusioni e il morale sotto terra… partendo dal fatto che la fonte iniziale per realizzare il cosplay sono i soldi e purtroppo non avendo un lavoro devo limitare al minimo le spese,devi rinunciare a quel cos play che sogni da una vita e pensare ‘ Chissà forse un giorno ci riuscirò’.

Ti capitano anche i momenti no in cui vorresti gettare via tutto o ti ripeti ‘faccio schifo!’ ma basta poco, un bel respiro e riprendo ago e filo e sono ancora lì a cucine e sistemare l’abito. Tutti questi sacrifici ti fanno sentire appagato e felice e non ti sembra vero quello che stai realizzando sia frutto del tuo ingegno.

La cosa che mi fa andare avanti è la voglia di migliorare attraverso la pratica, il duro lavoro e i consigli e l’appoggio dei miei amici”

Come ti fa sentire indossare un costume creato da te?

Francesco: “In quel momento non sono più Francesco, sono il personaggio da me seguito ed amato. La paura di essere giudicato ed il costante dover essere sempre perfetto che mi impone la vita quotidiana ad un tratto sparisce e ti senti bene, ti senti a tuo agio ed è una sensazione stupenda. Entri in un mondo fatto di persone che ti capisce senza che tu faccia il minimo sforzo e senza troppi giri di parole.”

Martina: “Come mi sento? Sicura, protetta. Ti trovi in un mondo dove non vieni giudicata in alcun modo. Puoi essere qualsiasi cosa tu voglia essere: Un’eroina,una strega, una maga,fata,tutto ciò che hai sempre sognato può realizzarsi. E’ un mondo dove per chi come me vuole allontanarsi dalla vita quotidiana e prendersi una pausa da ciò che ci fa stare male,allontanarsi dalle preoccupazioni e diventare chiunque tu voglia. Indossare un costume è come essere qualcuno diverso da noi

Dietro queste parole si nota un pizzico di fragilità dovuto ad una problematica ben diversa: La voglia di sentirsi se stessi anche se ciò comporta essere ben lontani dagli stereotipi che la società ‘impone’.

Si sa, nel mondo dei giovani c’è una selezione naturale che è davvero molto dura e che impone degli standard a cui non tutti possono ambire o non riescono. Inoltre, si ricerca una perfezione che in alcuni casi è anche esagerata e ciò porta a non sentirsi adatti, a non sentirsi accettati.

Per capire meglio alcune dinamiche ho voluto chiedere ad un cosplayer di illuminarmi:

Domenico, giovane napoletano che da anni ha fatto di questo mondo la sua vita o quasi :

-Domenico grazie per avermi concesso di farti qualche domanda. Dunque, illuminami su questo mondo:

Domenico in alcuni suoi cosplay

Domenico: “Il coplayer è una persona fortemente legata a determinati personaggi di fantasia e decide di impersonare i suoi preferiti. E’ un fan che decide di mettersi in gioco e non di restare in disparte ed è così che si inizia a studiare i movimenti, l’abbigliamento, le espressioni del viso ed il linguaggio corporeo. Personalmente, vi consiglio di fregarvene altamente della fisicità. Io, ad esempio, ho interpretato Conan il detective che, come ben sapete, è un bambino di circa otto anni ed io a 24 anni sono riuscito anche a vincere delle gare con questo cosplayer.  

La situazione cambia quando questo diventa un vero e proprio lavoro ed allora è necessario essere simili al soggetto scelto. Detto ciò, ti dedichi alla creazione dell’abito che non è per nulla semplice. Se sai cucire ben venga, altrimenti ti affidi a persone che lo sappiano fare ma così il costo aumenta.  Devi prestare attenzione ai tessuti scelti, ai piccoli dettagli ed accessori. Io ho la fortuna di avere mia madre come alleata ed ormai mi segue ad ogni evento per la creazione del costume.

La parte più bella ed emozionante è quando arrivi agli eventi e le persone ti riconoscono, ti chiedono la foto, ti fanno i complimenti per la bravura dell’interpretazione e quando si porta a casa un premio, lì ti senti fortemente gratificato : Sei riuscito nell’intento di trasmettere qualcosa al tuo pubblico.

Però, ciò non deve diventare uno stress, anzi, deve essere un divertimento ed un modo sano e pulito per crearsi nuove amicizie con qualcuno che ha le vostre stesse passioni.

Infine, inutile dirvi che anche in questo settore,come nel resto ovunque, ci sono molte invidie e gelosie. Non è facile avanzare senza creare queste emozioni nei ‘colleghi’ ma fortunatamente non è così difficile, siate voi stessi e siate felici di ciò che state facendo.”

-Quanto tempo prima è necessario iniziare la creazione del costume?

Domenico:” Prima inizi e prima puoi curare i dettagli. Come ben sai a breve ci sarà il Comicon e non è una fiera di piccola portata,anzi,quindi i costumi scelti devono essere preparati con largo anticipo. Quando sei alle prime armi ne porti uno, due al massimo ma per chi come me è un veterano ne prepariamo uno per ogni giorno dell’evento ed inoltre è necessario ed è corretto per chi ti segue, pubblicare un calendario con il personaggio scelto ogni giorno ed un luogo come punto di incontro.

Molti colleghi hanno adottato questa tecnica per permettere a chi ti segue di poterti localizzare ed incontrarti. Senza l’affetto delle persone e la loro ammirazione, cosa saremo?”

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