• Dom. Set 26th, 2021

Dad: nuovi strumenti di apprendimento, utili o dannosi?

photo of child sitting by the table while looking at the imac

Sapevamo già, nella scorsa primavera, che ci sarebbe stata la possibilità di andare incontro per questo inizio di anno scolastico alla famosa “didattica a distanza”. I dati non confortanti della pandemia in corso, purtroppo, hanno portato il nostro presidente a prediligere la DAD per le superiori e qui in Campania addirittura se ne sta facendo uso per tutte le scuole di ogni ordine e grado. Scelta quanto meno contestabile in quanto le difficoltà, soprattutto per i più piccoli, non sono poche. Un bambino di prima elementare che si ritrova davanti ad un tablet a dover ascoltare l’insegnante e comprendere le prime lettere, i primi numeri, dunque le basi, è un bambino a cui è stata tolta la possibilità di imparare sul campo attraverso lo sguardo amorevole e assertivo dell’insegnante. La DAD è uno strumento inefficace, perché non stabile, perché logisticamente inadeguato alla prima infanzia. Ci sono continue disconnessioni e problemi di rete. Le piattaforme utilizzate sono completamente inadempienti rispetto alle necessità della scuola primaria per non parlare della fibra. I comuni dovrebbero, vista la situazione, garantire gli strumenti alle famiglie per potersi collegare in tranquillità invece mancano i supporti economici. Spesso i docenti si connettono contemporaneamente, i bambini, tra un entrata e un uscita in rete, non riescono ad imparare nulla. La tragedia nella tragedia in Campania, regione, peraltro classificata come zona gialla. La cosa che fa più male è il fatto che il nostro paese ha avuto 30 anni per prepararsi, ma nonostante le valanghe di soldi sprecate, nelle case la connettività è pessima e non c’è la cultura del digitale.

Il Computer, un accessorio praticamente presente in tutte le case degli italiani negli anni 90 è completamente sparito da queste ultime, sostituito dallo smartphone che, però, non è in grado di assolvere completamente alle funzioni multimediali richieste.
Fa male e, come sempre, a farne le spese è la fascia più debole, i nostri bambini.

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Antonella Viccaro

1992 diplomata nel 2010 presso il Liceo Pedagogico e delle Scienze Umane di Vairano scalo. Autrice del romanzo " La bambina che ha conosciuto il ferro" 2019.