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Dad: nuovi strumenti di apprendimento, utili o dannosi?

Sapevamo già, nella scorsa primavera, che ci sarebbe stata la possibilità di andare incontro per questo inizio di anno scolastico alla famosa “didattica a distanza”. I dati non confortanti della pandemia in corso, purtroppo, hanno portato il nostro presidente a prediligere la DAD per le superiori e qui in Campania addirittura se ne sta facendo uso per tutte le scuole di ogni ordine e grado. Scelta quanto meno contestabile in quanto le difficoltà, soprattutto per i più piccoli, non sono poche. Un bambino di prima elementare che si ritrova davanti ad un tablet a dover ascoltare l’insegnante e comprendere le prime lettere, i primi numeri, dunque le basi, è un bambino a cui è stata tolta la possibilità di imparare sul campo attraverso lo sguardo amorevole e assertivo dell’insegnante. La DAD è uno strumento inefficace, perché non stabile, perché logisticamente inadeguato alla prima infanzia. Ci sono continue disconnessioni e problemi di rete. Le piattaforme utilizzate sono completamente inadempienti rispetto alle necessità della scuola primaria per non parlare della fibra. I comuni dovrebbero, vista la situazione, garantire gli strumenti alle famiglie per potersi collegare in tranquillità invece mancano i supporti economici. Spesso i docenti si connettono contemporaneamente, i bambini, tra un entrata e un uscita in rete, non riescono ad imparare nulla. La tragedia nella tragedia in Campania, regione, peraltro classificata come zona gialla. La cosa che fa più male è il fatto che il nostro paese ha avuto 30 anni per prepararsi, ma nonostante le valanghe di soldi sprecate, nelle case la connettività è pessima e non c’è la cultura del digitale.

Il Computer, un accessorio praticamente presente in tutte le case degli italiani negli anni 90 è completamente sparito da queste ultime, sostituito dallo smartphone che, però, non è in grado di assolvere completamente alle funzioni multimediali richieste.
Fa male e, come sempre, a farne le spese è la fascia più debole, i nostri bambini.

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Antonella Viccaro
1992 diplomata nel 2010 presso il Liceo Pedagogico e delle Scienze Umane di Vairano scalo. Autrice del romanzo " La bambina che ha conosciuto il ferro" 2019.

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