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Dal videogioco al Cinema. Arriva Sonic, l’eroe SEGA che piace a grandi e piccini

Agile come Road Runner, piccolo e azzurro come i puffi ma proveniente da un altro pianeta, Sonic corre ad una velocità ultrasonica che lascia la scia.

Correva sulla ruota della morte tutta di legno del suo pianeta, corre per le foreste della sonnolente e provinciale cittadina di Notting Hill, dove si è catapultato grazie al lancio propiziatorio del suo anello magico. Corre e si nasconde perché consapevole che i suoi poteri, come il re Mida che tutto trasforma in oro, lo rendono unico ma anche un diverso, un pericolo per sé e per gli altri.

Le gesta sconnesse e inconsapevoli di un riccio azzurro spara fiamme a velocità ultrasonica suona come un’ allegoria divertente e liberatoria di un mondo, il nostro, sempre più popolato da bambini iperattivi, incapaci di calibrare la potenza sovrastante e spesso vulcanica della loro indomabile energia. Benché la condizione di Sonic sia quella di un essere superdotato quanto a velocità e, pertanto la sua connotazione di alieno risulta incontrovertibile, le sue marachelle involontarie fanno l’occhiolino a quelle madri che poco prima, lungo i corridoi attigui alle sale cinematografiche, corrono disperate dietro ai figli. E se mio figlio di cinque anni, subito dopo la proiezione del film, mi tira per la giacca per rientrare in sala a vedere di nuovo Sonic, forse anche lui si è, in qualche modo, identificato con l’inguaribile e divertentissima impulsività di questo piccolo marziano che ha portato sia lui, sia David, il suo nuovo amico, a una quantità infinita di risvolti tragico-comici. Uno per tutti: un suo raptus di collera, causato dalla tristezza di non poter condividere con nessuno la sua eccezionalità scatena un inspiegabile black out cittadino che dà il via, nella noiosa e poco animata Notting Hill, alla magnetica e inquietante presenza di una specie di geniale dottor Stranamore, il quale sforna intelligenza eccezionale in forma di sapientissima e faustiana capacità di sorprendente manipolazione tecnologica.

Grazie alla malvagità omicida del salvatore, che in verità si vuole appropriare del potere ammaliante del piccolo Sonic, una figura adulta decide di proteggerlo e di offrirgli quella tanto auspicata e umanissima amicizia che oltre a salvare la sua vita, scalderà il suo accelleratissimo cuore. Notevolissimi gli effetti speciali che lasciano sbalorditi e al contempo spaventati, nonostante l’inaugurazione ormai quasi cinquantennale del primo grande film con effetti speciali: Star Wars.

Interessante anche la sfida dello sceneggiatore che riesce a tirar fuori una storia da un semplice videogioco.

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