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Morè dall’Havana al sud Italia, per insegnare balli e cultura caraibica

DiThomas Scalera

Dic 28, 2014

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Lester Morè Perez, meglio noto come Morè, proviene da Matanzas, una Provincia a due ore dall’Havana, Municipio Paradero. Nell’isola caraibica studia ballo, pianoforte, percussione, chitarra e canto. Giunge in Italia e diffonde la cultura cubana come maestro di balli caraibici. Si definisce uno showman, il suo sogno è creare un musical cubano. Ai microfoni di Planet Magazine, con un simpatico accento cubano, Morè descrive i balli caraibici che vanno diffondendosi nel Bel Paese. Allo stesso tempo, con tanta umiltà, da la sua visione dell’Italia e dei suoi abitanti. Coglie anche l’occasione per chiedere agli italiani di coltivare le proprie radici e, oltre ad imparare la Salsa, riscoprire i propri balli popolari come la Tarantella. Un popolo deve essere aperto alle altre culture senza mai dimenticare la propria; bisogna ballare per dimenticare i problemi che circondano la vita. Questa la visione di Morè.

Si parla spesso di balli latino-americani, in effetti nel caso della Salsa è più corretta la definizione di balli caraibici, cosa puoi dirci a riguardo?

Si balli caraibici perché provengono dai Caraibi. Ogni genere ha il suo riferimento. La Salsa è il genere musicale, il ballo sarebbe il Casino. Non è la Salsa il ballo. E’ come dire Hip-hop e Breakdance. L’Hip-hop è il genere musicale, la Breakdance è il ballo. La Bachata è un genere Domenicano, non proprio Cubano, come anche il Merengue è un genere della Repubblica Domenicana. Cubana è la Salsa la cui storia è molto lunga…

Quale è la origine della Salsa?

Ecco come dicevo tutto inizia con un mix tra la cultura africana e la cultura spagnola. Mischiando queste due culture nascono diversi tipi di generi, come la Rumba e il Guaguancò, per la parte afro-cubana. Poi c’è la parte spagnola con il Son, il Mambo, il Danzonete il Mozambiche. Sono tutti generi musicali che nel complesso formano la Salsa. Il Son facendolo più veloce viene chiamato Salsa, ma la base sarebbe il Son. Ha gli stessi passi della Salsa ma molto più tranquilli.

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Cosa distingue la Salsa dagli altri generi come la Bachata, il Merengue o il Reggaeton?

Dal punto di vista del ballo ognuno ha il suo passo. La Bachata è molto romantica, il Merengue è molto più vivace. La Salsa prende un po’ tutte e due. Il Reggaeton mischia il Raggae Giamaicano con l’Hip-hop. E’ un ballo molto sensuale per sciogliere tutto il corpo, molto bello da vedere, specialmente le donne.

A proposito di Hip-hop, esiste un suo sottogenere chiamato Latin Rap che in Italia non è molto diffuso a causa dell’influenza americana. Il Latin Rap ha come massimi esponenti gli Orishas, un gruppo Rap cubano che, assieme alla Salsa ha esportato Cuba in tutto il mondo. Che influenza ha avuto questo gruppo nella musica cubana?

Degli Orishas dovremmo stare tutta la sera a parlarne. E’ stato il gruppo che ha rivoluzionato il Rap Latino, prendendo le influenze dell’ Hip-hop mischiandole con le tendenze africane. Hanno mischiato queste due culture.

Perché, a tuo modo di vedere, in Italia si è diffusa così tanto la Salsa? Cosa cercano gli italiani in questo ballo?

Gli italiani sono molto aperti rispetto ad esempio ai tedeschi. Gli spagnoli difendono la loro cultura, le loro tradizioni. Voi italiani siete latini, avete il ritmo nel sangue. Credo che questa diffusione crescerà ancora di più, siamo solo agli inizi. Penso ci sarà un boom dei balli latino-americani. Il tutto a livello di divertimento, non di competizione. Lo scopo della Salsa è il divertimento non mostrare di saper ballare meglio degli altri. Si balla per rilassarsi visto che siamo circondati da problemi. Ecco perché in Italia e Cuba vanno questi generi, perché abbiamo molti problemi e come facciamo a non pensarci? Ballando!

In Italia ci sono anche molti balli tradizionali, come la Pizzica o la Taranta. Hai mai assistito a qualche esibizione di queste danze? C’è qualche genere che ti ha colpito?

La Tarantella! Mi è piaciuta moltissimo! E’ un peccato che gli italiani non la difendono. Le due culture potrebbero combinarsi. Gli Italiani difendono la cultura americana come il Rock o l’Hip-hop, invece della propria cultura. Anche la Salsa viene dai caraibi e non è italiana. Io consiglierei di difendere anche le proprie radici. E’ un peccato che un popolo perda le proprie radici.

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Cosa ti ha colpito dell’Italia? C’è qualche affinità con Cuba, in particolare nel Sud Italia che come il tuo Paese ha subito la colonizzazione spagnola?

Io sono andato a Napoli e quando sono sceso alla stazione mi sono sentito a Cuba. Ho visto le stesse cose, il modo di essere dei napoletani e della gente del Sud, sono gente aperta, si aprono non si creano dei problemi. Questa contraddizione tra Nord e Sud del vostro Paese secondo me è sbagliata. Penso che si possano abbracciare tutte e due in modo molto tranquillo. Penso che l’Italia sta andando male proprio per questo, perché si stanno separando, alla fine sono tutti italiani.

In genere chiediamo di chiudere con un saluto o un messaggio. Come vuoi chiudere questa intervista?

Io voglio ringraziare te e il tuo giornale per questa intervista. Poi ringrazio sempre Dio prima di tutto, perché grazie a Dio noi possiamo andare avanti. Poi ringrazio la mia famiglia che sta a Cuba, mio fratello che adesso viene a trovarmi e non vedo l’ora di vederlo. La mia ragazza con la quale sto avendo un bambino: questa è una cosa bellissima che mi sta capitando e sto come un pazzo. Poi tutte le persone che diffondono la mia cultura e auguro di non creare più litigi tra le persone che portano avanti la stessa cultura. Si tratta di ballo, non si tratta di business, è solo divertimento e di questo si deve parlare.

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Thomas Scalera

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