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Danno alle Donne

DiThomas Scalera

Mar 23, 2017

“Donne
Pianeti dispersi
Per tutti gli uomini cosi’ diversi… “
… cantava (e canta) Zucchero Fornaciari in una delle sue più famose canzoni, e a nemmeno due settimane dalla festa della donna, ci ritroviamo a “riparlare” (o meglio a “ridiscutere”) di donne.
Questa volta per un fatto di cronaca “televisiva”, in cui un siparietto creato ad arte è stato vetrina di equivoci, mistificazioni, confronti e “offese” gratuite verso le donne, tutte le donne, in quanto ci si è “permessi” di criticare (o elogiare, dipende dal momento e dal contesto scelto) le donne dell’est europa e quelle “nostrane”.
Non citerò, per scelta, nemmeno il nome della trasmissione e della conduttrice, ma devo almeno segnalare che l’emittente è la Rai, quindi una emittente “pubblica”; questo va detto se non altro per “giustificare” quanto sto per dire. Di contro infatti, se fosse stata una tv privata non avrei azzardato “editoriali” (n.d.r.), al limite avrei semplicemente “commentato”.
Ad ogni modo, e fuori da ogni preconcetto, in tale trasmissione si faceva riferimento alla “presunta” superiorità delle donne dell’est rispetto alle italiane; giustificando come, ad esempio, le prime siano sempre “sexy”, “lascino comandare l’uomo”, sappiano cucinare ed essere brave casalinghe, mogli e madri. Insomma uno “stereotipo” atipico e per nulla convenzionale, soprattutto se consideriamo che la “pancia” (e anche il “sottopancia”) del programma sia stato incentrato in una lotta “tra genere”, senza razionalizzare che si stesse, appunto, parlando di “donne”.
Ora, per fare chiarezza, io non credo che si possa “generalizzare” su argomenti, appunto, generali; su caratteristiche e attitudini che si hanno o meno, a prescindere dall’etnia; su “qualità” che fanno di un “popolo” quello che è, ma non certo in base a “prerogative” specifiche.
Sarebbe un po’ come per un mercato dove si vendono prodotti di vario genere, con l’unica differenza che una donna non si mette in vetrina con gli ingredienti e con la data di scadenza!
E qui nasce il “razzismo”, che si insinua lento e inesorabile (non so quanto “involontariamente!!) nel “dibattito” accennato.
Va benissimo dire “preferisco le bionde con gli occhi azzurri” o “le more e formose mediterranee sono più belle”, d’altronde de gustibus…, ma non è tollerabiile “omologare” una “intera popolazione femminile” per “comportamenti e garanzie”. Non è semplicemente accettabile!!
Proprio nel rispetto del “libero arbitrio” e della “magia dell’innamoramento” tutto deve essere lasciato alla “fatalità” di un incontro, di una circostanza, di una coincidenza.
Altro discorso sono gli “speculatori del sentimento” che, con apposite agenzie, tentano la “vendita dei propri prodotti… umani”!!
Passatemi il francesismo: uno schifo! Uno schifo dettato  molte volte da condizioni di miseria e da volontà di riscatto verso una parte del mondo che si crede (erroneamente) stare meglio sotto il profilo socio-economico. Una reminescenza di fiabe romantiche che non sono né favole, né appartengono al mondo del sentimento: che l’amore non abbia età ci credo anch’io, che molti “clienti” di tali agenzie siano potenziali “papà” delle quarantenni di turno… beh… è un’altra storia (non certo romantica)!
Rimane comunque difficile parlare di un argomento così complesso da un lato ma tanto semplice dall’altro: se impostiamo il ragionamento sul profilo “umano” allora non ho alcun dubbio sul dire che le “discriminatio” di qualsiasi ordine e grado (di genere, di razza, di etnia, di condizione economica…) sono sempre dettate da diseguaglianze sociali, di diritti e di ripartizione delle risorse economiche e morali tra il popolo del mondo.
Popolo e non “popoli” in questo caso, se non altro per il semplice fatto che le “donne” sono tutte tali, nelle loro differenze e nelle loro prerogative intime; meritano gli stessi diritti, lo stesso rispetto (e qui ci sarebbe da fare un “carteggio” inter-religioso-sociale-laico-materialista-etico-postmoderno-antico!!), la stessa considerazione nei ruoli, diversi e non esustivi l’uno con l’altro, di donne “single”, “sposate”, “madri”, “sorelle”, ma soprattutto di vero volano morale ed etico di questo mondo!
A chiosa di tutto vi lascio con una frase di un’altra grande canzone del panorama italiano, “il padrone della festa” di Gazzè-Fabi-Silvestri, che recita cos’:
“… voglio che le cariche importanti, dove si decide per il mondo, vengano assegnate solo a donne, madri di figli. Sarei così curioso di vedere se all’interno delle loro decisioni riuscirebbero a scordarsi il loro futuro… “
 
… detto ciò… potremmo sempre “essere liberi nel confronto”, a patto che ci siano le condizioni sufficienti di dignità e rispetto dei diritti umani e, in questo caso, delle donne! Tutte!
 
 

 
 

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Thomas Scalera

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