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Davide e Golia, di Carlo Scalera

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Tra poche ore inizia il silenzio elettorale, per il momento sento solo passare per le strade un auto che annuncia gli ultimi comizi elettorali. Tutto è concentrato nel centro storico, tutte le truppe cammellate pronte a scendere in campo. I candidati si ripassano le ultime battute, per le ore 22 tutto è finito, se non poi correre per attaccare i manifesti. Gli scontri politici in ogni campagna elettorale sono stati una costante di questa città. Il desiderio di comandare, di acquisire nuovi poteri, ambire a nuove cariche politiche sono state sempre causa di eventi di scontri facendo sempre arretrare questa città. Per molti nostri politici la logica vincente per arrivare per primi alle elezioni è quella di cercare una potenza capace almeno di controbilanciare quella del nemico, ma all’interno di una stessa definizione di forza. Mi spiego meglio l’unica possibilità per sconfiggere il nemico è di presentarsi come un gigante per intimorire l’avversario facendo in modo di attirarsi a se quanti più voti per governare. Quindi se una comunità politica si arma, le altre comunità politiche devono tenere il passo ed armarsi esse pure. E se una comunità politica produce armi atomiche, le altre devono pure produrre armi atomiche di potenza distruttiva pari». Questa può essere una logica vincente ma può esserci un’altra logica ed è la logica di Davide. Si Davide e Golia. Vi ricordate Davide, un pastorello, un giovanissimo pastore di pecore e capre che brucano – che lascia il gregge per raggiungere i fratelli maggiori impegnati nella guerra ai filistei, e si propone per sfidare Golia. Molti alla candidatura nel comune di Maddaloni deridono Davide e i suoi fratelli gli dicono: Tu sei qui per goderti lo spettacolo. Torna alle tue pecore. Noi lo sappiamo: sei un orgoglioso, un superbo di cuore. E’ vero sto fantasticando o mi sono sbagliato di poco, comunque pensavo che questo Davide veramente esisteva a Maddaloni, invece devo dire con rammarico, che questo paese non è degno di Davide, quasi sicuramente si dovrà accontentare di Golia. Domenica si andrà a votare e lunedi si sapranno i risultati. Quale sarà l’esito è difficile a meno che tutte quelle persone che hanno deciso di non andare a votare, hanno uno scatto di orgoglio ed entreranno in cabina e con la matita faranno giustizia. Una giustizia per cambiare questa città e farla rinascere. Tutti vogliamo una Maddaloni migliore, ma son pochissimi che si adoperano per la sua salvezza. Buon voto a tutti.

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