Lun. Ott 14th, 2019

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“Dazi tuoi”: guerra commerciale Usa-Cina?

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Troppo efficace questo titolo per non essere usato, con rispetto dovuto e tanto di citazione (“Il Manifesto” di oggi), anche in questo articolo. È ormai consuetudine che la guerra, quella “fisica”, con le armi e i morti ammazzati per intenderci, sia esclusiva solo delle terre da conquistare da parte dei regimi imperialisti. Di tutti i regimi imperialisti. Ed ecco che, mentre in Siria sta per “scoppiare” la pace, e il territorio sta delineando i propri confini “coloniali” ad opera di Russia, Turchia e Company, dal Regno del Sol levante si risponde agli “attacchi” doganali da parte dell’altro Regno, quello occidentale a stelle e strisce, gli Usa. Infatti è di poche ore fa la notizia che alle sanzioni da 50 miliardi annunciate da Trump contro i prodotti cinesi, gli stessi cinesi, per bocca e per conto del loro leader (divenuto “eternamente” eleggibile, cosa che nemmeno durante il governo maoista era successa ndr.) Xi Jinping, risponde con misure di pari valore, tanto per dire: “risponderemo colpo su colpo”. E ci va a muso duro la Cina, colpendo la soia, prodotto che direttamente ed indirettamente mette in difficoltà la base elettorale di Donald Trump, con evidenti interessi intorno al prodotto stesso. La Cina lo sa, l’America pure. Oltre alla soia però, c’è anche un altro prodotto che è di fondamentale importanza strategica e che è stato “segnato” nella lista nera: le auto. Il settore automobilistico è fondamentale nell’export statunitense. La Cina lo sa, l’America idem. Nei 106 prodotti inseriti e da colpire con misure al 25% dei dazi doganali da parte della Cina, è da ricercare la volontà di non darla vinta all’impero dell’aquila. Xi Jinping ha anche chiesto l’intervento del Wto (che noi italiani chiamiamo Omc, ovvero Organizzazione Mondiale per il Commercio, World trade organization), contro quello che appare ai suoi occhi un “illecito” atto di protezionismo made in Usa, per mano del governo del The Donald. La partita, perdon la guerra commerciale, è appena cominciata, l’Europa sarà la prossima ad essere coinvolta? Ma, soprattutto, se la Cina aumentasse i prezzi di quelli che comunemente vengono definite “terre rare”, di cui necessitano le nuove tecnologie tutte, e che la Cina ha quasi in esclusiva? Staremo a vedere, intanto … buona globalizzazione a tutti !

http://www.v-news.it/luomo-pene-piu-lungo-del-mondo-misure-sconvolgenti/

Usa-Onu: dopo la “minaccia”, l’azione; nevrosi statunitense, tagli economici e nuove intimidazioni al mondo intero

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