Ven. Mag 29th, 2020

V-news.it

Quotidiano IN-formazione

Diplomatica britannica violentata e uccisa in Libano

3 min read
EVENTI IN EVIDENZA

Rebecca Dykes, la giovane donna della diplomazia britannica che lavorava all’ambasciata del Regno Unito ma Beirut, è stata trovata morta nella giornata di ieri, sul ciglio di un percorso autostradale. A riferire la notizia è stata la Bbc online che non ha nascosto le prime indiscrezioni sull’accaduto. La donna infatti sarebbe stata “violentata e strangolata”, prima che il responsabile (o i responsabili) di questa empietà potessero abbandonare il corpo ormai senza vita, proprio a bordo di quell’autostrada che Rebecca percorreva quasi ogni giorno. Lo sgomento della famiglia è immenso. “Siamo devastati dalla perdita della nostra amata Rebecca”, si legge da un comunicato fatto filtrare dalla famiglia di lei, che si conclude dicendo che “stiamo facendo di tutto per capire cosa è successo. Chiediamo ai media il rispetto della nostra privacy”. E anche noi crediamo che sia il caso di rispettare la privacy della giovane donna così brutalmente offesa nell’intimità e nella vita, fino alla morte brutale per strangolamento. Quello che invece non dobbiamo, non vogliamo e non possiamo rispettare è l’eventuale silenzio o depistaggio che le autorità locali potrebbero attuare sul caso. Fa ancora male il caso del nostro connazionale e collega Giulio Regeni, scomparso in circostanze misteriose in Egitto non troppo tempo fa. Purtroppo in molti di questi “paesi cuscinetto” tra la “civile” Europa e il “serbatoio” di disperazione africano e mediorientale, vige spesso una legge non scritta e gli appetiti più malsani vengono a galla nei modi più subdoli possibili. Chiunque minacci di “turbare” le attività illecite ma accettate ufficiosamente da parte dei Governi “legittimi”, è spesso trattato alla stregua di un nemico da abbattere. Così come per la malavita nostrana, che sempre più si insinua fino a fondersi nella politica “reale” (ma non “leale”), anche le “forze” non ufficiali dei vari Paesi in questione sono pronte a fare “il lavoro sporco” in nome e per conto dello Stato centrale. Rebecca Dykes lavorava a Beirut per il Dipartimento per lo Sviluppo internazionale dal gennaio 2017, chissà che in questo anno non abbia messo le mani su “coperchi” che non dovevano essere “toccati”, pena il bruciarsi.

Donna azzannata da 2 pitbull: è in fin di vita

Il Biotestamento passa al Senato: è legge

Violenza di genere e in genere: stupro “a tempo” e riforma stalking

SOSTIENICI!
In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a V-news.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, di qualunque tipo possiate farlo, fondamentale per il nostro lavoro.
Siamo un progetto no-profit di comunicazione assolutamente innovativo in Italia e rimarremo sempre tali.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie, Thomas Scalera

Open

Close