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"Il Direttore lavora troppo", la falsità della strumentalizzazione di regime

DiThomas Scalera

Mar 5, 2016

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CASERTA – “Mauro Felicori è l’uomo giusto, al posto giusto, al momento giusto”, questa è stata la frase con la quale ho esordito ai tempi, quando il Direttore fu nominato a Caserta. E lo penso ancora, con tutte le mie forze, per una serie di motivi.

Una ventata di modernità, nuove idee, ha rinfrancato funzionari e lavoratori, dando responsabilità, stabilendo ruoli, cercando di far sentire tutti “importanti”. Felicori è un uomo che, effettivamente conosce la PA e sta guidando alla grande questo barcone alla deriva che era diventata la Reggia di Caserta.

E questo “barcone” stava prendendo la strada giusta, con nuove idee, un ambiente sereno e la città che ha accolto a braccia aperte il direttore che si aspettava.

Va detto, per amore della verità, che se in questi mesi ci sono stati incrementi importanti nel numero dei visitatorie la Reggia, pian piano, torna ad essere quello che avrebbe sempre dovuto essere, il più grande attrattore turistico-culturale del SUD Italia, va dato merito anche ai lavoratori.

Detto questo, però, dobbiamo dare un piccolo merito anche ai dipendenti, tutti, che hanno capito la mentalità del Direttore e hanno cominciato a lavorare in maniera tale che quei ottimi risultati dell’inizio si realizzassero.

Negli ultimi giorni, la stampa nazionale ha letteralmente massacrato i sindacati aziendali della Reggia, rei, secondo questi, di aver protestato perché il “Direttore lavora troppo”. Ovviamente, in questa strumentalizzazione, è chiarissimo il tentativo di fare a pezzi l’ultimo pezzo di garanzia di diritti per i lavoratori, i sindacati.

Sebbene sia discutibile il “reparto comunicativo sindacale” che, indubbiamente, va rivisto, perché è anche colpa sua se si è generato questo equivoco colossale.

Certamente i Sindacati sono complici dello sfascio della politica di questo Paese perché per troppi anni hanno fatto da spalla o da avversario di chi governava senza porsi, realmente, in una posizione neutra a vantaggio dei lavoratori, ma questo è un altro discorso, che impiegherebbe troppo tempo per essere affrontato ora.

Il messaggio REALE dei Sindacati della Reggia, invece, era un altro, e cioè quello di dire al Direttore, qualora le necessità lavorative sue lo richiedessero, di predisporre un servizio ulteriore oltre l’orario canonico per permettere una maggiore sicurezza sua, del museo e per dare ai lavoratori un orario di servizio certo perché, fino a prova contraria si può lavorare 8 ore, 10, ma nessuno è obbligato a farne 14 se non per propria volontà visto che, per penuria di fondi, gli straordinari non vengono pagati. 

Quindi il discorso è molto semplice un nuovo servizio che preveda orari diversi, “fino a cessata necessità”, come si fa per il ministero a Roma, dove si lavora finché c’è il Ministro presente, in modo che chi ha delle esigenze, una vita fuori dal lavoro, una famiglia, possa organizzarsi e VIVERE la propria vita nella maniera migliore possibile, perché ricordiamoci sempre che fuori dal lavoro c’è la vita.

Al governo non pareva vero che gli si presentasse un’occasione del genere e ha cominciato a cavalcare l’onda, creando il tamtam mediatico di AUTENTICHE FALSITÀ’ contro il Sindacato e, principalmente, contro il lavoratori, accusati sui social di essere fannulloni e di rubare lo stipendio con la complicità delle sigle sindacali.

Questo, per me, è inaccettabile e vergognoso, una guerra tra poveri che sposta l’attenzione mediatica dai veri problemi del Paese a queste inezie stupide e risolvibili in cinque minuti.

Onore al merito, quindi, allo stacanovista Felicori, a cui sono legato da stima e rispetto perché a pelle ha dimostrato di essere una grande persona e di volere il bene della Reggia e di Caserta, ma BASTA con le bugie, le falsità da pennivendoli, e lui, ne sono certo siccome è uomo di grande equilibrio, risolverà la cosa con la consueta bravura.

Detto questo i media casertani e nazionali potrebbero anche occuparsi di altri problemi di questa città, che cade a pezzi in ogni suo servizio, che da mesi ha un commissario a governarla, che è stata abbandonata da politici e istituzioni e che ha nella Reggia, l’ultimo baluardo, un tronco d’albero che passa mentre si affoga in una rapida canadese.

Dovremmo pensare a questo, e non ai click.

Mi ero alzato di ottimo umore, poi sfoglio i giornali stamattina e leggo Reggia di Caserta, il premier Renzi con il direttore Felicori: «Sindacati, pacchia finita», non abbiamo nessuna speranza.

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Thomas Scalera

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