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Discariche di rifiuti tossici, un indagato afferma: “i bimbi? che muoiano!”

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Non c’è limite all’ingordigia umana. E non c’è limite alla disumanità indecente e disarmante che tale avidità riesce a creare nell’uomo. Anzi meglio non usare la parola “uomo”. Risale a poche ore fa l’arresto 6 persone indagate nell’ambito di un inchiesta della Dda di Firenze per traffico illecito di rifiuti. “Ci mancavano solo i bambini che vanno all’ospedale” dice in una intercettazione uno dei 6 infami, che aggiunge “che muoiano!”. Una frase tanto crudele quanto cruda, testimonianza di esseri che non meriterebbero nemmeno di esistere, figurarsi arricchirsi sulle spalle di anime innocenti, che potrebbero essere loro stessi figli. Si parlava dei rischi connessi al sotterrare abusivamente rifiuti pericolosi e tossici nelle vicinanze di una scuola. Tra i 2 interlocutori uno sembra avere qualche scrupolo su quanto stanno facendo, l’altro, impassibile e spietato lo zittisce dicendo “non mi importa nulla dei bambini che si sentono male, se fosse per me li scaricherei in mezzo alla strada i rifiuti”. Allo stato attuale i 6 sono sotto arresto da parte dei carabinieri forestali, in esecuzione di una misura di custodia cautelare ai domiciliari predisposta dal Gip della Dda di Firenze. I reati che vengono contestati alla gang senza scrupoli sono: traffico di rifiuti, associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni della Regione Toscana, per un importo quantificato in circa 4 milioni di euro. Intanto i militari stanno perquisendo abitazioni, sedi legali e le varie discariche delle persone e delle società operanti nel settore, provvedendo al sequestro di materiale cartaceo ed informatico. L’operazione nel suo complesso vede la presenza di circa 150 carabinieri del comando per la tutela forestale in servizio in Toscana e nelle province di Cuneo, Chieti, La Spezia e Bologna. Si spera si possa scoprire quanto più possibile e stroncare tali attività che, dal sud al nord Italia, passando per il centro e le isole, sono ormai diventate incontrollabili. Resta la domanda su come sia possibile poter “inquinare” le terre dove vivono i propri figli, i propri parenti, le persone che si conoscono e soprattutto che si crede voler bene. Ma soprattutto l’amaro è dato dalla consapevolezza che certi uomini, per soldi e potere, sarebbero capace di tutto. In questo caso anche di far morire bambini innocenti. Uno schifo senza fine. Rivogliamo l’umanità e la legalità che ci hanno sottratto. Rivogliamo terreni “sani”, e non fucine di morte.

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