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8 maggio 2018

Doppia attività illecita: 400 impiegati e docenti indagati

Sono più di 400 i professori e i professionisti privati che sono entrati nel mirino della Guardia Di Finanza per il doppio lavoro da professionisti. Stando all’inchiesta del Corriere della Sera infatti le indagini sui presunti brogli (appropriazione indebita e truffa allo Stato) sarebbero 411 solo i docenti universitari indagati in tutta la penisola italica. Ma non parliamo solo di professori, sono molti infatti i professionisti che alternano lo studio privato alla docenza “a tempo pieno”. Secondo la legge infatti non è possibile continuare l’attività privata nel momento in cui si sceglie un incarico a tempo pieno nell’università. Stessa cosa che accade per gli impieghi nella pubblica amministrazione, dove ingegneri, architetti e commercialisti spesso continuano ad operare, agevolati anche dal ruolo che si ricopre nei Comuni e negli altri enti statali, nel privato. Tornando ai numeri, sottolineiamo come gli indagati in Lombardia tra i professori siano 60, 49 in Campania, 38 nel Lazio e 35 in Sicilia. Ma non c’è Regione che non abbia i suoi, seppur pochi, indagati: 6 professori sarebbero quelli trentini. Per quanto riguarda il danno erariale stimato dalla Corte dei Conti, sarebbero ben 80  milioni i proventi delle attività private da restituire alle legittime casse dello Stato. Stando sempre al report del Corriere della Sera, i controlli hanno preso il via inseguito al caso di un architetto di Genova, docente dell’Ateneo della stessa città ligure, condannato dalla Corte dei Conti a restituire 689 mila euro; il docente si sarebbe infatti anche fatto sostituire in alcune sessioni d’esame dai suoi colleghi. Una strafottenza e una certezza di impunità non nuova nell’ambito del pubblico impiego. Possiamo per certo riportare l’atteggiamento, che si crede non essere un caso isolato, di uno dei capi settore del Comune di Angri, in provincia di Salerno, che, durante una commissione urbanistica tenutasi presso le stanze che lo ospitano e mentre era chiamato a svolgere il ruolo di segretario della commissione stessa, avrebbe urlato e vantato di essere “uno che alza i palazzi ad Angri”, aggiungendo che lui “non è un semplice dipendente pubblico” ma un “costruttore”. Il tutto alla presenza sbalordita di almeno 4 Consiglieri Comunali. Spesso capita che, proprio in virtù di questi ruoli chiave, alcuni dipendenti degli Enti dello Stato come i Comuni in questo caso specifico, stringano accordi con “soci occulti” all’esterno delle stanze del palazzo. W l’Italia.

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Eugenio Lato

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