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Dragoni/Alife. Ponte Margherita, dopo la riapertura ad una “corsia”… l’abbandono

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DRAGONI/ALIFE. Dopo la riapertura ad una “corsia” dell’ormai famoso Ponte Margherita nulla più è dato sapere in merito al problema. Ma procediamo con ordine.

Il Ponte Margherita è una struttura strategica per la sicurezza e l’economia dell’Alto Casertano. Un’infrastruttura situata per metà nel territorio comunale di Alife e per l’altra metà in quello di Dragoni. Nel settembre 2015 è stato chiuso a seguito di uno studio commissionato dalla Provincia di Caserta (Ente gestore del viadotto di proprietà della Regione Campania). Successivamente, nell’agosto 2016, su commissione della stessa Provincia di Caserta, è stato redatto un progetto esecutivo per la riapertura temporanea del ponte, sulla base di un finanziamento complessivo di circa SETTECENTOMILA EURO, stanziato dalla Regione Campania per il ripristino della viabilità. Lo studio del 2015, che ne sancì la chiusura, si basa pressoché esclusivamente su prove di resistenza dei materiali e su indagini del loro degrado. Su tali basi, di conseguenza, è stato redatto il progetto esecutivo del 2016, per un ammontare di lavori a base di gara di € 458.350,00 + IVA. Il progetto, alla fine della realizzazione degli interventi previsti, avrebbe permesso di aprire il ponte al transito di veicoli con massa complessivamente non superiore a 3,5t, peraltro con l’istallazione di una barriera al centro della carreggiata, e quindi, di fatto, a senso unico alternato. Tutto ciò per soli 2 anni, poi diventati 4, alla fine dei quali l’infrastruttura sarà comunque DISMESSA. Fattispecie, queste ultime, sancite dalla modalità con cui è stato fatto il calcolo strutturale del ponte e la conseguente denuncia al Genio Civile di Caserta, competente per il territorio.

Considerata l’importanza dell’infrastruttura si è costituito nei primi mesi del 2016 il Comitato Pro Ponte Margherita, oggi Associazione “Osservatorio Ponte Margherita”. Bisogna precisare che i componenti dell’Associazione, costituita prevalentemente dagli operatori economici del territorio oltre che da semplici cittadini, sin da subito si sono interessati al problema in quanto fortemente danneggiati dalla chiusura. L’Associazione, anche alla luce della lentezza e della malagestione del procedimento provinciale, oltre che alla luce dei dubbi sulla necessità di dismettere l’infrastruttura per sostituirla con un fantomatico “ponte nuovo”, ha commissionato, tra il novembre e il dicembre 2016, una verifica della capacità portante del Ponte Margherita all’ing. Settimo Martinello da Appiano (BZ) ed alla Società 4 Emme S.p.A. – PROVE SPERIMENTALI IN SITO, due soggetti tra i meglio accreditati a livello europeo in materia di verifiche e collaudo di ponti, tanto che a loro si deve la paternità del Metodo Bridge. Dal 1996, infatti, la 4 EMME Service studia e sviluppa questo che è il sistema più utilizzato in Italia per la gestione automatizzata dei ponti. Il Metodo Bridge è il frutto della collaborazione con numerose università ed amministrazioni italiane e lavora sulla base del Manuale per la Valutazione dello Stato di Degrado dei Ponti. A conclusione di tale studio, l’Ing. Martinello ha redatto una Dichiarazione di Transitabilità del Ponte Margherita, che sancisce l’idoneità dell’infrastruttura a sopportare carichi derivanti dal transito di automezzi di peso complessivo massimo di 3,5t su di una sola corsia, e quindi a senso unico alternato. Ciò significa che il Ponte Margherita, all’indomani delle indagini commissionate dal Comitato Pro Ponte, era già in grado di sopportare, SENZA ALCUN LAVORO, gli stessi carichi che sopporterebbe a conclusione dei lavori previsti dal progetto della Provincia di Caserta, con le stesse modalità e SENZA UNA CONDANNA A MORTE CERTA tra soli due/quattro anni.

Intanto, dopo essere stato di fatto bloccato al Genio Civile di Caserta il progetto provinciale, lo stesso Ente, non prendendo in considerazione la Dichiarazione di Transitabilità, ha ritenuto opportuno fare dei lavori di puntellamento che nei primi giorni di maggio 2017 hanno permesso la riapertura ad una sola corsia (e neppure regolamentare) a senso unico alternato del viadotto per poi proseguire con l’intervento previsto a monte. Lavori che ad oggi procedono a singhiozzi e di cui più nulla è dato sapere. Il Ponte Margherita è stato dunque abbandonato nuovamente a se stesso.

L’Associazione “Osservatorio Ponte Margherita” si è battuta sin dall’inizio di questa assurda storia, rendendo un servizio senza scopo di lucro alle comunità del Matese. L’Associazione “Osservatorio Ponte Margherita” si è battuta affinché fosse presa in considerazione la Dichiarazione di Transitabilità rilasciata dai professionisti di Bolzano in modo tale che non fossero spese inutilmente le risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione Campania, in quanto queste si sarebbero potute impiegare per ristabilire la completa funzionalità del ponte (I Categoria), senza una data di scadenza. Intanto in data data 31 maggio 2017 il Comitato Pro Ponte ha chiesto e ottenuto una rateizzazione dell’ultima tranche del pagamento alla 4 Emme S.p.A. suddividendo così l’importo che rimane da versare: € 2.000 entro il 31.7.2017; € 2.000 entro il 31.8.2017; € 2.000 entro il 31.9.2017.

Una somma, quella spesa per le Prove di Carico, non irrisoria che ha definitivamente messo in ginocchio i componenti del Comitato, già economicamente danneggiati dalla chiusura del viadotto. Quando si dice “oltre il danno la beffa”.

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