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Dragoni/Alife. Ponte Margherita, slitta di una settimana il deposito dei risultati delle ulteriori verifiche

DiThomas Scalera

Mar 8, 2016
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DRAGONI/ALIFE. Slitta di una settimana il deposito dei risultati delle ulteriori verifiche, eseguite a fine gennaio, sulla tenuta e la pericolosità del Ponte Margherita, chiuso ormai da due mesi al transito veicolare e pedonale per il rischio crollo, tanto da dividere in due il Matese rispetto all’area della valle del medio Volturno e al resto di Terra di Lavoro.

Il laboratorio di analisi, autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed incaricato dall’amministrazione provinciale del presidente Angelo Di Costanzo di procedere a nuove verifiche sulla staticità del viadotto sul fiume Volturno, consegnerà solo giovedì prossimo gli esiti dei carotaggi che verranno subito discussi ed analizzati dai tecnici Della Corte e Ferri e dal presidente Ferraioli in sede di comitato scientifico.
Prevista per lo scorso venerdì, l’analisi delle prove avverrà a questo punto solo nel fine settimana, presumibilmente venerdì, o al più tardi lunedì, quando, presso la sede della Provincia, il presidente Di Costanzo riunirà i consiglieri Silvio Lavornia e Stefano Giaquinto, il dirigente del settore Viabilità Antonino Del Prete, i tecnici incaricati delle verifiche ed i docenti universitari, che dovranno convalidare i risultati ed analizzare la seconda perizia, successiva alla prima che ha determinato la riapertura del ponte, al fine di esaminare l’intera questione.
Sulla scorta degli esiti degli ultimi carotaggi di un mese fa, sarà possibile verificare se è fattibile o meno la riapertura almeno parziale e limitata ad una sola corsia della struttura, oppure se a fronte della conferma della gravità dello stato in cui versa la stessa, va mantenuta l’interruzione di ogni tipo di transito in località Margherita.
Una decisione che i tecnici e gli esperti adotteranno esclusivamente su dati di laboratori, sulla base di valutazioni di natura tecnica e nel rigoroso rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza ed integrità strutturale e di tutela della privata e pubblica incolumità.
Determinanti saranno proprio le prove sui piloni, sulle arcate e sull’intera struttura sovrastante il fiume per verificare il grado di resistenza del calcestruzzo e del ferro impiegato nel lontano 1946, quando fu costruito il ponte, alle continue sollecitazioni derivanti dal passaggio di auto e mezzi pesanti che quotidianamente trascurano lungo la provinciale 330, l’ex strada statale 158 che fungeva fino a qualche settimana fa da principale asse di penetrazione verso l’area interna e montana del casertano.
Le prove di distruzione del ponte sono durate diversi giorni lo scorso fine gennaio, con campioni di materiali e dati tecnici raccolti in loco che sono stati trasmessi ad un centro di analisi specializzato in materia che, solo dopo un periodo minimo di 30 giorni, sarà in grado di comunicare gli esiti all’amministrazione Di Costanzo che ha fortemente voluto queste nuove verifiche per avere una conferma dei primi risultati ottenuti alla vigilia di Natale e talmente negativi da suggerire la chiusura immediata di Ponte Margherita.
Tra i dati tecnici più attesi figura la resistenza del calcestruzzo, vecchio di oltre 70 anni e molto povero perché non antisismico né certamente a regola d’arte secondo le norme attualmente vigenti, come quella sulla struttura in ferro, ormai ossidato e privo di interferro, copriferro ed altri accorgimenti vari fondamentali per la sicurezza e la staticità del ponte stesso.

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Thomas Scalera

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