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Edilizia, servizi cimiteriali e pubblica illuminazione: arrestato Sindaco colluso

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Politica e mafia sempre più spesso a braccetto: la deriva dello Stato e della moralità
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Altro durissimo colpo alla N’drangheta. Altro duro colpo alla politica che tale non è. Sono in corso dalle prime ore dell’alba vari accertamenti e arresti nel corso di una operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, in conseguenza di un fermo emesso dalla Dda nei confronti della cosca Alvaro di Sinopoli. Le accuse vanno dadall’associazione di tipo mafioso al trasferimento fraudolento di valori, passando per l’estorsione e la truffa aggravata, tutte aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose. sono 18 in tutto gli arrestati. Tra essi spicca il nome del Sindaco di Delianuova, Francesco Rossi, oltre a 2 potenti imprenditori del Reggino. Gli altri sarebbero tutti affiliati alla N’drina  Alvaro. Il metodo con il quale si muoveva la cosca, tra le più efferate e senza scrupoli della zona, era sempre lo stesso: infiltrarsi all’interno delle amministrazioni pubbliche, corromperne vertici politici e amministrativi, e vincere gli appalti che, a quel punto, erano completamente pilotati artatamente. Mafia e appalti dunque, in quello che sembra essere uno scenario nel quale venirne a capo sembra sempre più difficile. La cosca Alvaro, oltre alle “normali” attività estorsive e vessatorie sulla popolazione e sui commercianti locali, era specializzata nel controllo delle attività edilizia nel territorio della Piana di Gioia Tauro. Luogo nel quale, garantiti dal forte peso del Sindaco Rossi, riuscivano ad ottenere appalti sostanziosi. Appalti che andavano dalla gestione edilizia a quella delle opere di gestione cimiteriale, della pubblica illuminazione e di quanto ruotava nell’ottica delle privatizzazione ed esternalizzazioni dell’area. Una pratica che sembra allontanare sempre più la politica locale dallo Stato centrale, nel quale si nutre scarsa fiducia, portando sempre più spesso le amministrazioni e i sindaci a fare la “scelta mafiosa”. Per convenienza, certo, sia dal punto di vista di un ritorno economico immediato che di salvaguardia del proprio potere politico e consensuale. Secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri, il sindaco Rossi sarebbe stato “partecipe a tutti gli effetti nelle principali attività della cosca”.

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