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Elezioni catalogna: indipendentisti raggiungono la maggioranza assoluta

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A nemmeno 60 giorni dall’autoproclamazione dell “Repubblica” catalana, e della sua conseguente evirazione immediata da parte del chirurgico Stato centrale spagnolo, i “ribelli” del sud sono stati chiamati di nuovo alle urne, questa volta per “elezioni ufficiali”. Con il  sistema elettivo spagnolo, e con l’unione dei 3 partiti indipendentisti, questi ultimi raggiungerebbero più dei 68 seggi previsti per la maggioranza assoluta nel parlamento di Barcellona. Lo spoglio si è concluso poche ore, dopo una giornata elettorale in cui la costante è stata l’attesa per poter esprimere il proprio voto. Questi sono i pronostici secondo i primi exit poll, che tra l’altro vedono la crescita esponenziale anche del partito più dichiaratamente unionista, Ciudadanos, probabile primo partito in valore assoluto. Intanto mentre scriviamo giungono notizie sulla effettiva “vittoria” dei tre schieramenti indipendentisti, tra cui JxCat dell’esiliato (almeno per ora) Carles Puidjemont che, insieme agli “antisistema” del Cup e l’Erc del “carcerato” ex vicepresidente Oriol Junqueras, avrebbero superato abbondantemente i 68 seggi, quantomeno raggiungendo tale cifra. “C’è stata una partecipazione record, storica, con un risultato che nessuno può mettere in discussione”. Sono queste le prime parole dal Belgio di Puidjemont, che aggiunge come “la Repubblica catalana ha sconfitto la monarchia spagnola e l’articolo 155”, articolo che prevede la possibilità, accaduta proprio poche decine di giorni fa, di commissionare il Governo di Barcellona. “all’Europa diciamo che la ricetta Rajoy non ha funzionato”, incalza il leader indipendentista, che aggiunge “ora servono una rettifica, una riparazione e la restituzione alla democrazia”, riferendosi esplicitamente alla riabilitazione della sua persona in primis e degli altri leaders indipendentisti in carcere a Madrid o in esilio. Infatti, senza timore di nascondere alcunché, alla fine l’ex presidente chiede “libertà per i prigionieri politici”, tra cui Junqueras, Cuixart e Sanchez. Un momento storico per l’indipendenza catalana, che non crediamo possa far cessare le tensione mai sopite in breve tempo, proprio mentre la forza elettorale del partito del premier Rajoy perde di smalto e cola a picco.

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