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EST-endiamo gli Orizzonti: 2021, Anno del Bue

Non risulterebbe difficile accorgersi di come, data la sempre maggiore vivacità e partecipazione alla vita pubblica delle comunità estere che vi risiedono, all’interno di molte città italiane stia prendendo forma una dimensione sempre più cosmopolita. La presenza dell’altro porta con sé sempre una grande responsabilità: l’integrazione non dovrebbe essere vista come una azione omologante, quasi un Cuius regio, Eius religio; essa, piuttosto, dovrebbe essere intesa come una valorizzazione e coniugazione delle reciproche differenze che, pur nella consapevolezza dell’identità di appartenenza, permetta un arricchimento di entrambe le culture, quella maggioritaria e quella minoritaria.

È in quest’ottica che dovremmo vedere le scintillanti lanterne appese alle pareti, i ritagli di carta, i caratteri fu 福 (“Fortuna”) appesi al contrario, gli addobbi a forma di drago che, da qualche settimana a questa parte, ravvivano le strade delle nostre Chinatown con i loro sgargianti colori rosso ed oro in vista del Capodanno Lunare 2021, che quest’anno sarà celebrato il giorno venerdì 12 febbraio. No, non si tratta dello “scellerato tentativo” di volerci imporre una cultura straniera (sempre che, in tempo di globalizzazione, di “cultura straniera” si possa ancora parlare…) da parte della comunità cinese; si tratta, piuttosto, dell’azione di quest’ultima di tendere verso noi una mano affinché, uniti nell’amicizia tra popoli che va ben oltre le relazioni formali tra due paesi, possiamo anche noi essere partecipi della gioia e dello spirito di collettività che contraddistingue questa ricorrenza, tanto sentita in tutti paesi e le culture che abbiano ricevuto un’influenza dalla Cina di epoca imperiale (quindi Vietnam, Corea, Singapore, Malesia, Mongolia, Repubblica di Cina e Giappone) quanto per noi occidentali lo è il Natale.

Si dice spesso che l’anno lunare 2021 sarà l’anno del Bue. Per poter chiarire il significato e cogliere il senso di questa espressione, occorre dire che uno degli elementi su cui si basava l’antico sistema di misurazione del tempo in Cina erano i cosiddetti dodici dizhi 地支 (“Rami terrestri”), ovvero i dodici nodi attraverso cui il pianeta Giove passa nel suo compiere una rotazione completa attorno al sole.
Nella cosmologia della Cina Antica si dava molta rilevanza all’idea per cui tutti gli elementi nel cosmo fossero collegati gli uni agli altri, per cui non solo si stabilì che il tempo impiegato da Giove per percorrere la distanza tra un dizhi e l’altro fosse pari ad un anno, ma si decise di assegnare ad ognuno di essi un segno dello zodiaco cinese (nell’ordine, Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale). La ripetizione ciclica dei segni zodiacali (che, a differenza dello zodiaco occidentale, cambiano di anno in anno e non di mese in mese) corrisponde alla ripetizione ciclica dei passaggi di Giove in ognuno dei dodici nodi.

Come mai la data di questa celebrazione varia di anno in anno? Premettendo che, nel mondo cinese, il calendario luni-solare (basato sui cicli lunari, in cui l’inizio di ogni mese coincide con quello di ogni fase di luna nuova) è stato sostituito da quello gregoriano (adottato in Cina nel 1912) e ormai è impiegato quasi esclusivamente come mezzo per scandire l’avvicendamento delle festività popolari, la data del capodanno cinese, o Chunjie 春节 (letteralmente “Festa di primavera”) viene fatta coincidere con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno. La vigilia del Chunjie apre un ciclo di festeggiamenti della durata di quindici giorni, durante i quali ci si riunisce con le proprie famiglie (e questo vale specialmente per chi lavora fuori), si vanno a trovare i parenti e i vicini e si visita il tempio per pregare le anime dei defunti. Il ciclo si chiude con una ricorrenza definita Yuanxiao jie 元宵节, o “Festival delle Lanterne”, in cui è consuetudine uscire con la propria famiglia per una passeggiata notturna con lumi di carta definiti Huadeng花燈 (“Lume a forma di fiore”) in mano.

La limitazione delle attività di festeggiamento sopra descritte e degli esodi a causa dell’emergenza sanitaria non ha fatto perdere d’animo la comunità cinese d’Italia, che ha trovato metodi alternativi per festeggiare anche avvalendosi degli strumenti che la tecnologia oggi ci mette a disposizione. Ad esempio, “Ciao Cina” – Associazione Culturale, una delle più importanti e attive associazioni italo-cinesi sul territorio campano, ha organizzato, insieme all’Istituto Confucio di Napoli, un’istituzione creata dal Ministero dell’Istruzione Cinese per la diffusione della lingua e della cultura in Italia, una diretta che verrà trasmessa su Youtube, Facebook e un sito web creato appositamente per la manifestazione. Jun Qin, Presidente di Ciao Cina, conta all’attivo l’ideazione e la direzione artistica di ben quattro edizioni passate del Capodanno Cinese a Napoli, inclusa quella di quell’anno.

Il desiderio è quello di voler ribadire, ancora una volta, quanto forte sia il legame di rispetto e amicizia che lega il popolo partenopeo e quello della terra del Dragone, che già nel 2008 ha portato al gemellaggio tra il comune di Napoli e la capitale della regione di Henan, Zhengzhou郑州. L’invito ad unirsi alla festa è aperto a tutti, non resta che afferrare quella mano tesa verso di noi.

FONTI:

– Per le informazioni riguardo gli eventi: i portali Web del Capodanno Cinese a Napoli, di “Ciao Cina” – Associazione Culturale, dell’Istituto Confucio di Napoli;

– Per le informazioni legate al sistema di misurazione del tempo nella Cina antica: Vogelsang Kai, Colla Umberto (traduzione di), Cina. una storia millenaria, Torino: Giulio Einaudi Editore s.p.a., 2014;

– Per un approndimento sul sistema dei dizhi: Penprase Bryan E., The Power of Stars, New York: Springer International Publishing, 2017;

– Per un approfondimento sui festeggiamenti della Chunjie:  Foster Simon; Lin-Liu Jen; Pham Sherisse; Owyang Sharon; Reiber Beth; Lee Wing-sze; Winnan Christoper D., Frommer’s China 2010, Hoboken (New Jersey): Wiley Publishing Inc., 2010;

– Per informazioni sul gemellaggio tra il comune di Napoli e la città di Zhengzhou: https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4593.

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Francesco De Dominicis
Classe 1995, Francesco (in arte Frank Dedo) è specializzato in Lingue e Civiltà Orientali all'Orientale di Napoli. Tra un articolo e l'altro, adora guardare vecchi film del cinema cult, scrivere racconti e canzoni e strimpellare strumenti vari.

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