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Falciano del Massico. Coronavirus e Fase 2: intervista al sindaco Erasmo Fava

Intervista al sindaco di Falciano del Massico Erasmo Fava

FALCIANO DEL MASSICO. La tragedia, per essere attuata, necessita di un palcoscenico  e le quinte, rappresentano, un luogo strategico di vitale importanza.

Quella del COVID-19 ha fatto emergere tutte le criticità di un sistema globale, che a questo punto, possiamo dire, correva un pochettino troppo velocemente.

Il nostro paese Italia è una pentola a pressione, che giorno dopo giorno sale di intensità,  pronta ad esplodere da un momento all’altro. Tale concetto è stato espresso in modo impeccabile da uno scrittore siciliano, Pierangelo Buttafuoco, che in una delle trasmissione televisive ha ammesso che il Coronavirus è un pettine che sta portando alla ribalta tutti i nodi che erano nascosti sotto un substrato culturale.

Ragion per cui, l’odio, è diventato un sentimento che ora più che mai sta facendo la propria avanzata; l’umanità intera, è permeata da questo velato sentimento, che sta prendendo il posto d’onore in una società che cerca sempre un capro espiatorio.

L’oggetto principale di tale odio, sono le istituzioni, prese di mira per cercar di trovare un colpevole unico in questa grandissima emergenza globale.

Nonostante quest’atmosfera, ci sono i Sindaci, i Politici, gli amministratori che continuano il proprio mestiere in questo momento così delicato per le vite di ognuno. Uomini, prima che Istituzioni, che hanno dovuto fronteggiare il malcontento popolare facendo delle scelte che in un modo o nell’altro possono scontentare una parte di popolazione.

Questi uomini, hanno dovuto tracciare un sentiero, all’interno di una boscaglia di paura, timore, oppressione, con quel peso della responsabilità che potrebbe ogni volta annebbiare la vista.

Abbiamo, perciò, deciso di intervistare un Sindaco del nostro territorio per porgergli alcune domande: Erasmo Fava, primo cittadino di Falciano del Massico.

Erasmo Fava

Buongiorno Sindaco, la ringraziamo anzitutto per la disponibilità.

Come sta lei? Com’è stato l’approccio a questo male così avverso e soprattutto come sta la sua Comunità di Falciano del Massico?

Anzitutto grazie a lei per la disponibilità e per aver dato parola alla nostra Amministrazione.

Abbiamo vissuto una fase surreale. L’approccio a questo nuovo modo di vivere è stato per me e per i miei concittadini devastante. Ci siamo ritrovati a vivere una fase sconosciuta, surreale. Con grade fatica abbiamo dovuto cambiare il nostro modo di vivere, di essere, e quindi abbiamo dovuto adeguarci pian piano alle regole che ci sono state imposte in modo tale che questo virus non colpisse la nostra comunità e quindi le nostre famiglie.

Dal punto di vista sociale, quali sono state le situazioni che hanno più turbato la popolazione?

La situazione che più ha turbato la nostra popolazione è stata  sicuramente la scoperta, in pochi giorni, di due positività al COVID appartenente allo stesso nucleo familiare. Chiaramente questa notizia ha destato preoccupazione e sgomento in tutta la comunità. Questo perché era evidente che il virus aveva colpito anche la nostra piccola popolazione di Falciano. In quei giorni  si ha avuto la percezione che questo virus potesse pian piano crescere a dismisura, così come è avvenuto in tutte le regioni del nord. Per fortuna, grazie anche alla collaborazione dei cittadini e grazie ad una serie di interventi di prevenzione messe in atto non solo da noi, ma da tutti gli organi preposti, siamo riusciti a contenere il contagio. Ragion per cui, ringrazio tutte le forze di polizie, le associazioni e i cittadini per la comprensione e l’aiuto che ci è stato offerto in tal senso.

Per fortuna dopo un mese circa, le due positività sono riuscite a guarire e quindi Falciano oggi conta zero casi positivi al COVID; e sicuramente tale notizia ha trasmesso  un senso di tranquillità che ha pervaso  tutta la cittadinanza.

Oltre agli aiuti ‘NAZIONALI’, quali misure avete adottato per aiutare le persone in difficoltà, e soprattutto le imprese locali?

 In merito alla prevenzione, noi come amministrazione, abbiamo messo in atto da subito, alcune misure importanti  come la distribuzione a tutta la popolazione in modo gratuito di circa millecinquecento mascherine e una forte azione di sanificazione su tutto il territorio che ancora oggi si ripete ogni tre o quattro giorni. Questi piccoli ‘accorgimenti’ hanno contribuito, sicuramente, a rendere il nostro paese più salubre

Oltre agli aiuti aiuti nazionali, anche come amministrazione abbiamo attuato una serie di misure di assistenza, sempre sulla scia delle direttive messe in atto dal  governo centrale.

Abbiamo anzitutto adottato un sistema più particolare circa gli aiuti che il  governo  ha messo in campo per aiutare i ceti meno abbienti. Invece di adottare il ‘concetto’ dei buoni spesa, abbiamo attivato un sistema di banco alimentare composto non solo dagli aiuti statali, ma anche dalle  donazioni volontarie: Ancora oggi il banco alimentare sta funzionando. In pratica distribuiamo con cadenza di circa otto-nove giorni un pacco alimentare a quelle famiglie che hanno fatto richiesta con il dovuto certificato di necessità. Con questo sistema siamo riusciti già a fine marzo ad intervenire per aiutare le famiglie bisognose grazie anche ad un intervento forte e mirato di tutti i volontari che hanno contribuito, e per questo li ringrazio.

È stato sicuramente un lavoraccio, perché la distribuzione sta ancora continuando, e comporta tutta una fase  organizzativa da portare avanti;  ma siamo comunque riusciti a sostenere circa duecento famiglie nelle loro difficoltà.

Dopodiché, abbiamo fatto slittare al periodo di settembre-dicembre, la tassa sui rifiuti e quella  sull’acqua, in modo da agevolare le famiglie in questo periodo di difficoltà economica.

Un’altra grande iniziativa che la nostra amministrazione sta portando avanti è il cosiddetto bonus che abbiamo stabilito per le attività commerciali  e artigianali che sono state colpite dalla recessione. In pratica abbiamo stabilito un bonus di 500 euro, con uno stanziamento di trentamila euro. Nel giro di qualche giorno riusciremo a chiudere la pratica, aiutando  circa quarantacinque-cinquanta attività: Questo è un bel segnale che abbiamo voluto lanciare. Un segnale  di presenza istituzionale, che non è di sola vicinanza ai commercianti, ma  di un  sostegno vero e proprio.  Anzi, colgo l’occasione per invitare tutti a non scoraggiarsi, ad andare avanti in questo periodo difficile, altrimenti tutta l’economia locale rischia di essere in grave pericolo.

In vista della cosiddetta FASE DUE quali misure intende adottare per ripristinare il tessuto sociale lacerato dal DISTANZIAMENTO SOCIALE?

In vista della fase due, noi come Amministrazione, non è che abbiamo un grosso potere in merito, perché,  comunque sia i cittadini, le attività commerciali e noi come Amministrazione ci dobbiamo  rifare alle norme di prevenzione dettate dal Governo e dalla Regione. Quello che possiamo fare e che stiamo già  facendo, e fare in modo che queste norme vengano rispettate e quindi fare in modo che le attività artigianali e  commerciali rispettino le norme di prevenzione.  Possiamo mettere in campo le nostre forze per un  maggiore controllo del territorio in questo periodo, perché ritengo che questo sia il momento più delicato. Un calo di tensione in questo caso può essere molto pericoloso per una ripresa forte della malattia. Ragion per cui stiamo controllando il territorio;  questo è quello che possiamo fare soprattutto in questa fase così delicata.

È evidente che c’è stato all’interno del tessuto sociale un cambiamento, soprattutto nel  nostro modo di vivere. È evidente che si dovrà ricostruire la società soprattutto dal punto di vista psicologico. Tanto è vero, che noi, in accordo con il consultorio di Sessa Aurunca e con le associazioni di volontariato abbiamo attivato anche dei centri di ascolto e di sostegno psicologico, perché in questa fase è necessario lavorare sul sostegno psichico della popolazione, soprattutto a vantaggio di quelle  fasce più svantaggiate e di quelle attività commerciali che in questo periodo hanno subito una forte regressione:  È di vitale importanza far sentire loro la vicinanza e il sostegno della politica per invitarli a non mollare.

Come pensa di intervenire per creare dei percorsi che possano aiutare i giovani e i bambini in un momento così delicato, visto che sono lontani anche dalle scuole?

I giovani sicuramente stano vivendo questa crisi sociale in maniera molto più forte, perché probabilmente sono i più penalizzati. Il non poter  frequentare la  scuola e il non poter vivere le  relazioni quotidiane hanno scosso, e non poco,  le loro coscienze. È evidente, però, che pian piano anche su di loro bisogna lavorare. Ripeto, la creazione di relazioni in questa fase purtroppo è complicata perché esiste il distanziamento fisico che deve esserci per non favorire l’avanzo del virus. Purtroppo fin quando la medicina non trova una cura o un vaccino sarà difficile ritornare alle vecchie abitudini.

Sicuramente la scuola in tal senso si sta attivando e  lo sta facendo con  le lezioni on Line.

Noi come amministrazione abbiamo sicuramente il dovere di stargli vicini. Stiamo pian piano pensando a dei percorsi che possono favorire questa integrazione a distanza dei ragazzi. Sicuramente ora ci sarà una fase più calma ma comunque di attenzione. Di conseguenza studieremo una serie di progetti, casomai insieme alle scuole, che consentano  ai nostri giovani di mantenere forti le relazioni con i compagni e con il mondo esterno e perché no, magari organizzare delle attività ricreative non solo a distanza ma con le dovute precauzioni anche in spazi pubblici. Questo andrà di pari passo con le linee guida governative.

Anche per i bambini, nei periodi di forte crescita del virus, non abbiamo fatto mancare la nostra vicinanza. Nel  periodo pasquale abbiamo deciso, grazie ai volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile, di distribuire delle uova pasquali in segno di vicinanza, cosa questa che si ripete ormai ogni anno. Questo è per far capire loro che la vita continua, nonostante tutto,  e per infondere quella consapevolezza che prima o poi ne usciremo, e che tutto ritornerà ad essere ‘normale’.

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