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Famiglie allo stremo e centri di assistenza per i disabili ancora chiusi

Il sen. Claudio Barbaro (Lega) interroga i ministri Catalfo e Speranza

ROMA. Ancora nessuna notizia, dal Governo, sulla riapertura di residenze sanitarie assistenziali, centri socio-riabilitativi, assistenziali e terapici con conseguente aumento delle difficoltà, per i disabili ed i soggetti più fragili, nell’affrontare la pandemia.

Il caso è portato all’attenzione dal sen. Claudio Barbaro (Lega) che interroga il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ed il Ministro della Salute, Roberto Speranza, in difesa dei quasi 5 milioni di soggetti (il 7% della popolazione italiana) di cui circa la metà vive in condizioni gravi, gravissime ed irreversibili.

«A causa dell’emergenza epidemiologica da covid-19 – si legge nell’interrogazione presentata al Senato – le strutture sono state chiuse, senza offrire soluzioni gestionali alternative, interrompendo attività e programmi e lasciando alle famiglie soltanto il pesante carico gestionale dei disabili, con conseguenze e squilibri gravissimi per le persone con disabilità e per le loro famiglie; ad oggi molte famiglie non sanno quando le strutture saranno riaperte e nuovamente operative».

La situazione presenta particolari situazioni di gravità poiché, come scrive il Senatore, «le famiglie delle persone con disabilità psichiche sono arrivate allo stremo delle proprie forze dopo oltre 2 mesi di pandemia; senza alcuna assistenza o supporto la gestione delle persone con gravi disabilità è pressoché impossibile e non si possono escludere gesti di disperazione».

Davanti a questa situazione, il sen. Claudio Barbaro chiede ai Ministri «quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo stiano predisponendo per addivenire alla riapertura delle strutture di riabilitazione e di ogni altro servizio di sostegno, assistenza e tutela per le persone con disabilità».

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