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FERRARA ART FESTIVAL Tra rock, poesia, teatro e narrativa

DiThomas Scalera

Giu 25, 2015

Mercoledì 24 giugno si inaugurarono tre eventi di Ferrara Art Festival  alle ore 21,30, a Palazzo della Racchetta, VUOTO PNEUMATICO (Giacomo Marighelli e Gianni Venturi) e RE CANE E SUO MARITO, per un doppio concerto fuori dagli schemi, tra musica punk-rock, poesia e teatro. Mentre Venerdì 26 giugno, alle ore 21 al Giardino delle Duchesse, ERALDO BALDINI presenta il suo nuovo libro TRA L’ADRIATICO E IL WEST, 77 racconti comici, brillanti e surreali, a volte dissacranti, a volte iperbolici, che ci restituiscono un volto inedito e spiazzante dell’autore ravennate. E Infine sabato 27 giugno alle ore 21,30, a Palazzo della Racchetta, : BIG KAHUNA IN CONCERTO, Andrea “Perez” Cera torna sul palco del Racket Festival con la sua band, per una serata all’insegna di un solido rock d’autore. Ancora una volta per Racket Festival e per il Giardino Letterario del Ferrara Art Festival, tra Palazzo della Racchetta e il Giardino delle Duchesse, una serie di appuntamenti decisamente anti-retorici, spiazzanti e fuori dagli schemi, all’insegna dell’originalità. VUOTO PNEUMATICO nasce dall’incontro tra Gianni Venturi (Altare Thotemico) e Giacomo Marighelli (Margaret Lee, già protagonista lo scorso anno al Racket Festival di una serata ricca e suggestiva). Gianni è un ricercatore vocale da anni, sperimenta possibili utilizzi della voce cercando di dare senso al suono o suono al senso. In Giacomo ha trovato non un semplice accompagnatore, ma un’anima con la quale entrare in simbiosi musicalmente. La poesia spesso rabbiosa, viscerale e magmatica si fonde con il suono della chitarra ripetitiva, mantrica e poetica.

Giacomo Marighelli

I due sono partiti da improvvisazioni di poesia sonora e si sono ritrovati alla stesura di veri e propri brani, fino alla realizzazione di un album, l’omonimo “Vuoto Pneumatico”. RE CANE E SUO MARITO nascono in ambito teatrale e da principio si esibiscono dando vita a veri e propri spettacoli teatrali, solo in un secondo tempo il materiale prodotto viene rielaborato e proposto nella forma di “canzoni”, caratterizzate da testi non convenzionali e da una musicalità essenziale, solida, dai ritmi incalzanti. Anche i Re Cane e suo marito sono già stati protagonisti l’anno scorso di una serata decisamente originale del Racket Festival. FRA L’ADRIATICO E IL WEST. Settantasette racconti comici, brillanti e surreali, a volte dissacranti, a volte iperbolici, scritti da un maestro del giallo. Storie venate di suggestioni del grande schermo e di chiacchiere da bar, di cultura pop e di ricordi paesani e d’infanzia. Racconti brevi e spiazzanti che restituiscono un profilo letterario inedito dell’autore di Nevicava sangue. Ma perché proprio settantasette? Perché negli Stati Uniti, oltre alla famosissima Route 66, c’è anche una meno famosa Route 77, che per la cronaca collega Bronsville, nel Texas, a Sioux City, nello Iowa. Luoghi che richiamano i miti del West, del cinema, del sogno americano vissuto da una terra ai confini con l’Adriatico che nel bene e nel male non ha niente da invidiare al Far West, a saperla guardare e leggere nella prospettiva epica e coinvolgente di Eraldo Baldini. Questi settantasette racconti commentano fatti di cronaca, trasmissioni televisive, eventi sportivi, vicende vere o fantasiose; a volte sono rivisitazioni sui generis della storia, della scienza e della medicina; brani quasi sempre conditi di ironia, scritti con uno humor intelligente e caustico, un po’ di cinismo e uno sguardo interrogativo, scanzonato ma attento sulla realtà. Undivertissement che non mancherà di irretire e di far sorridere ogni tipo di lettore.

Eraldo Baldini

Biografia di Eraldo Baldini

ERALDO BALDINI è nato in provincia di Ravenna, dove ancora vive. È scrittore, saggista e sceneggiatore. In campo narrativo ha pubblicato, per Frassinelli, nel 1998 Mal’aria (Premio «Fregene»), nel 1999 Faccia di sale (Premio «Serantini»), nel 2000 Gotico rurale (Premio «Settembrini – Regione del Veneto»), nel 2001 Tre mani nel buio, nel 2002 Bambine. Per Aliberti, nel 2007, insieme a Massimo Cotto,Le notti gotiche. Per Edizioni Ambiente, nel 2007, Melma. Per Einaudi ha pubblicato nel 2003 Bambini, ragni e altri predatori, nel 2004 Nebbia e cenere, nel 2006 Come il lupo (Premio «Predazzo»), nel 2008 (con Alessandro Fabbri)Quell’estate di sangue e di luna, nel 2011 L’uomo nero e la bicicletta blu (Premio Internazionale «Montefiore Conca»), nel 2012 Gotico rurale 2000-2012, nel 2013Nevicava sangue. Per l’editore Fernandel ha pubblicato nel 2015 la raccolta di racconti Fra l’Adriatico e il West. Suoi racconti compaiono in diverse antologie. Le sue opere sono tradotte all’estero da importanti editori. In campo saggistico ha pubblicato numerosi volumi su tradizioni e  culture popolari: ricordiamo Halloween(Einaudi 2006) e Tenebroso Natale (Laterza 2012), entrambi scritti con Giuseppe Bellosi. Ha scritto sceneggiature e soggetti per il cinema e la televisione. Dal suo romanzo Mal’aria è stato tratto il film tivù omonimo trasmesso in due puntate da Rai Uno nel 2009.

Biografia di BIG KAHUNA

BIG KAHUNA. “We’re a band, we’re a gang, we come from Honolulu Rock City to Kahunise the whole globe.” Cosi sta scritto sulla loro fan page, in una riga sta tutta l’essenza del trio ferrarese (anche se loro sostengono di provenire da Honolulu Rock City) formato da Andrea Cera -voce e chitarra, Michele Massellani -batteria e Andrea Bignardi -basso. La band (o gang a questo punto) si forma nell’aprile 2013 e da subito basa la sua esistenza come una sorta di missione..scelgono di chiamarsi Big Kahuna come il vecchio santone Hawaiiano (citato anche da Neil Young nella sua autobiografia), come un vecchio cult movie con Kevin Spacey o il famoso locale in Pulp Fiction, Big Kahuna come la parola usata da generazioni di surfisti e non per definire ciò che più gli sta a cuore, gettando le basi per quella che loro chiamano “Kahunizzazione” dell’intero pianeta. I loro pezzi sono pillole dirette allo stomaco (in inglese), 3 minuti e pochi secondi al massimo di durata, pieni di energia senza troppi fronzoli, ricchi dei colori del rock n roll, con sbandate nel reggae, nello ska il tutto sospinto da una energia punk che pulsa dentro senza sosta. Esordiscono a Ferrara il 30 luglio 2013 aprendo il concerto di Paul Heaton & Jaqui Abbot (ex Housemartins a Beautiful South) che decidono di riprendere la loro gloriosa carriera dopo anni di silenzio proprio nella città estense.. L’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela scappare e i tre saltano al volo su questo treno che li vede subito raccogliere i consensi del pubblico. Spinti dall’impatto del loro esordio, dopo poco più di un mese si ritrovano sul palco del Bannerman’s rock and whiskey bar di Edimburgo e del Roadhouse di Manchester (16-19 settembre 2013) per il loro “it’s never too late to be our way UK Tour 2013”. Al ritorno dalla Gran Bretagna la band intraprende una costante attività live affiancata dalla continua produzione di nuovo materiale. A fine 2013 la band sente la necessità di cominciare a lasciare tracce tangibili della Kahunizzazione quindi entra in studio e sforna il primo Ep autoprodotto “Have no fear…the Big Kahuna is here!!!!”. Continua l’attività live per tutto il 2014 anche sui palchi di alcuni Festival estivi tra cui il Reload festival (FE), il Mo.Mu. Festival di Montiano (GR) e Oktoberfe (FE) oltre ad interessanti aperture come quella in Agosto per i Monaci del Surf, il seguito dei “kahunizzati” si allarga sempre più complice anche il loro costante contatto diretto sulla loro fan page sempre ricca di musica e dei loro esuberanti, sfacciati e coloratissimi post con i quali non mancano mai di sottolineare il loro essere, non per forza diversi, non per forza alternativi, semplicemente Big Kahuna. Il materiale scritto ormai è davvero tanto e a Novembre 2014 i BK entrano in studio per realizzare il secondo disco “Honolulu Rock city” in uscita il 01/Marzo 2015 accompagnato dal video “Miky is a Ska Boy”. Nelle note di copertina capeggia una frase “written, performed and produced by the Big Kahuna” che da il senso di questa band, instancabile, sicuramente da vedere live per la loro energia, immediatezza, spontaneità e assoluto carisma.

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Thomas Scalera

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