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In Francia il governo discute sul Servizio nazionale universale obbligatorio

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Servizio nazionale universale obbligatorio in Francia

Sarà suddiviso in due fasi: la prima obbligatoria, la seconda facoltativa.

Nel Consiglio dei Ministri dello scorso 27 giugno, secondo quanto riferisce una nota ufficiale dell’Eliseo, il primo ministro francese Édouard Philippe ha presentato una comunicazione “sui principi fondamentali del Servizio Nazionale Universale (SNU)” obbligatorio.
Promesso dall’attuale Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, in campagna elettorale“, il servizio nazionale universale è un progetto con lo scopo di promuovere la partecipazione e l’impegno di ogni giovane alla vita della Nazione, migliorando la cittadinanza e il senso di appartenenza ad una comunità riunita attorno ai suoi valori, rafforzando così la coesione e l’integrazione sociale”.

Il nuovo SNU, che dovrebbe avviarsi nell’estate 2019, sarà suddiviso in due grandi fasi. La prima  obbligatoria, della durata di 1 mese e riguarderà i giovani a partire dai 16 anni: una sorta di “estensione” della scuola dell’obbligo. Sarà ulteriormente suddivisa in due parti, della durata di 15 giorni ciascuna. Quella iniziale chiamata di “coesione” in quanto incentrata su una “vita comunitaria” lontano da casa, da svolgersi durante le vacanze scolastiche (Ognissanti, febbraio, Pasqua o estate). Spuntano tra le attività previste quelle di educazione civica, alcuni corsi di primo soccorso e sessioni informative svolte dall’esercito.
Per i restanti 15 giorni successivi obbligatori (ma non necessariamente consecutivi), si chiederà ai giovani di sviluppare un “progetto” in associazioni riconosciute, come ad esempio la Croce Rossa.

La seconda fase, facoltativa, riguarderà i giovani di età compresa tra 16 e 25 anni che desiderano “impegnarsi ulteriormente per tre, sei o dodici mesi” in attività nel’ambito della cultura, della difesa, dell’ambiente, dell’assistenza o tutoraggio.  Il Governo francese spiega che in tale fase ogni giovane sarà incoraggiato a proseguire volontariamente un periodo di impegno di almeno tre mesi, relativo alla difesa e alla sicurezza o in attività di assistenza, tutela del patrimonio artistico o dell’ambiente. L’attuale “service civique” volontario sarà uno dei modi per realizzare questa seconda fase dell’SNU”.

La proposta uscita dal Consiglio dei Ministri di mercoledì scorso ha tenuto conto delle osservazioni e delle richieste avanzate dal gruppo di lavoro creato ad hoc, presieduto dal generale Daniel Ménaouine. Quest’ultimo ha consegnato al Presidente Macron a fine aprile gli esiti del suo studio ed ha stimato il costo annuale della fase obbligatoria di un mese in circa 1,6 miliardi di euro a regime, esclusi ovviamente gli investimenti in infrastrutture.

Il Governo, prima dell’avvio del SNU, ha incaricato il gruppo di lavoro di condurre una fase di consultazione, rivolta in special modo alle associazioni giovanili ed a quelle che riuniscono genitori, ai sindacati così come alle autorità locali. A seguito di questa consultazione e sulla base dei risultati saranno poi elaborate raccomandazioni complementari che consentiranno al Governo di proporre al Presidente della Repubblica, entro la fine dell’anno, i modi ed i mezzi di dispiegamento del servizio nazionale universale entro il 2019.
Contemporaneamente, il Governo sta lavorando per incorporare nel progetto di legge costituzionale le modifiche necessarie per consentire l’istituzione di questo Servizio Nazionale Universale. (FSp)

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