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Frattaminore. Strage familiare in città: un uomo uccide la moglie e il figlio e poi si impicca

DiThomas Scalera

Dic 5, 2016

polizia

FRATTAMINORE. Strage familiare a Frattaminore, in provincia di Napoli, dove un uomo ha ucciso la moglie e il figlio di tre anni e poi si è tolto la vita. La coppia si stava separando. L’omicidio-suicidio è avvenuto in una palazzina signorile di due piani via Liguori 51, nel centro del paese, nei pressi della chiesa di San Maurizio.

La donna, Caterina Perotta detta Catia, di 40 anni, è stata trovata con una profonda ferita alla testa. Il bimbo, invece, sarebbe stato soffocato. Il corpicino è stato trovato nel letto matrimoniale. Inoltre sarebbe stato sequestrato un oggetto, forse un corpo contundente. Gennaro Iovinella, di 50 anni, si è poi tolto la vita impiccandosi nell’androne del palazzo dove la coppia abitava.

Il bambino era arrivato dopo che la coppia da anni cercava di avere un figlio. Secondo alcuni conoscenti pare che Catia si fosse rivolta alle forze dell’ordine per presentare una denuncia per le liti con il marito, che però non sarebbe mai stata formalizzata. L’uomo era disoccupato e lavorava saltuariamente. Questa circostanza sarebbe stata all’origine dei litigi.

L’uomo non ha lasciato nessun biglietto. A trovare il cadavere dell’uomo è stato un vicino di casa. Sul luogo della tragedia sono al lavoro gli agenti del commissariato e della scientifica.

“Qualche segnale, quando accadono cose del genere, c’è sempre. Si volevano separare e la sentenza era attesa per il prossimo aprile”, dice don Maurizio Patriciello, il parroco anti-roghi di Caivano (Napoli), originario di Frattaminore, che si è recato nell’abitazione di via Liguori 51. “Stare in una casa piccola come quella dove abitavano, fino ad aprile, era impensabile”, ha detto ancora don Patriciello. “Non li conoscevo, io abito qui vicino, loro sono di Frattamaggiore”. Nell’abitazione vicina a quella dove si è verificata la tragedia ci sono ora le due sorelle di Catia: “Sono distrutte – fa sapere don Maurizio – della famiglia di lui, invece, non ho visto nessuno”. (ANSA)

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Thomas Scalera

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