Lun. Set 23rd, 2019

V-news.it

Quotidiano IN-formazione

Freddi nel caldo

4 min read

Stasera ho freddo. Molto freddo. Ho i brividi di cui in inverno non mi lamento mai; una giacca più pesante,quei tipi di freddure, te le fa passare. Gli stessi brividi che a 39 gradi circa, nel picco massimo della giornata odierna, sono praticamente non imputabili alle temperature, ovviamente. Stasera ho freddo al cuore, all’anima, alla mente. Un gelo che nessun maglione di pile potrebbe alleviare. Ho freddo per il troppo fuoco tutt’intorno! La cattiveria è diventata fiamma che brucia madre natura, appiccata con metodi barbari e barbare volontà, in una commistione di interessi e follia umana. Stasera realizzo le nefandezze dell’animo umano, le sue inclinazioni perverse, nello specifico atto piromane del buonsenso e del non senso, volto a godere nell’osservare le lingue di fuoco ergersi verso il cielo, spinte dai venti di levante, oppure a trarne lauti compensi economici, che altri e più cospicui ne innescano. È una reazione a catena. Una catena semplice, studiata, ragionata: in altri termini … organizzata. Organizzata come la camorra. Sarebbe facile fare semplici illazioni, fantasticare e tentare di indovinare il come, il quando, ma di certo non il perché, tali atti vengono compiuti, ma è meglio farlo fare a chi di dovere, augurando a costoro di riuscire a incastrare queste amebe. Per quanto mi riguarda, l’unica cosa che mi resta e  invade ogni singola arteria del corpo e dell’anima è il freddo. Come possono i miei occhi osservare questo scempio mentre le mie mani sono ferme tra lo spazio di questa tastiera? Come possono le mie narici respirare questa polvere mentre le mie gambe si agitano in un tic nervoso sotto questa scrivania, intenzionate ad alzarsi e correre verso un punto indefinito fatto di fuoco? Come può la mia volontà non avere voglia di bruciare tutto il marcio intorno, mentre muoio per il freddo che scaturisce dalla non giustificazione di questi atti? Penso alle pochissime risorse in termini di mezzi e di uomini per affrontare questa emergenza che dal Vesuvio si estende al casertano, che da Messina porta alle periferie siciliane, che dalla cima di un monte qualsiasi del  cilento  è in grado di propagarsi fino a valle e intaccare l’incolumità di case, aziende, animali, colture e corsi fluviali? Ogni volta che un determinato spazio brucia, diventa discarica abusiva appannaggio delle cosche e di chi le sostiene. Oppure può accadere che sia una “ripicca” della malavita stessa, che sa benissimo (a volte molto meglio dei cittadini onesti) che bruciando un suolo lo si vincola alla non edificabilità per 15 anni. Un ricatto insomma: o mi paghi e\o fai costruire le mie aziende, oppure ti blocco i tuoi sogni di costruire “legalmente”. Le fiamme che, praticamente, bloccano le concessioni edilizie. Paradosso nel paradosso nel grande tritacarne della corruzione generale. Potremmo dire che, nel migliore dei casi, chi appicca il fuoco sia un “piromane organizzato”, non solo un “malato mentale e spirituale”. Come per il fuoco il problema è sia a monte che a valle: a monte di chi amministra le emergenze, chi organizza gli interventi, chi presta con coraggio ed ardore il proprio contributo affinché si limitino, quantomeno, i danni. Pompieri, Protezione civile, Guardia di finanza, gruppi speciali di carabinieri, polizia, guardie ambientali etc … etc … si prodigano senza sosta per arginare il problema, ma servirebbero molte più risorse, risorse che purtroppo, in seguito ai tagli decisi dal governo, sono diventate sempre di meno. Dall’altro lato, invece, le risorse non mancano mai: ci si raffina nel controllo degli appalti edilizi, nella gestione dei rifiuti, nella bonifica e nel controllo del territorio, persino. Si cede spesso ai ricatti e alle forzature delle lobby malavitose in cambio di compensi di vario genere e natura. Ma se ci fosse, finalmente, uno squilibrio più netto tra chi delinque in questi termini e chi tale delinquenza dovrebbe contrastare, ovviamente a favore di quest’ultimi, forse si scoprirebbe la quantità di collusione e corruzione all’interno degli stessi che tali atti criminali avallano, sostengono e coprono, in un gioco di compiacenza e reciproca “fedeltà”, difficile da scardinare. Funzionari di agenzie statali, volte alla tutela dell’ambiente, sono facilmente avvicinabili e tentati da avances corruttive e minacce. Oggi non è più pensabile di voler riformare questo corrotto sistema, esso va cambiato, nella forma e, soprattutto, nella sostanza. Chi è propenso alla legalità e al senso civico non teme regole ferree, dovrebbe essere chiaro! E allora vi lascio in punta di piedi, amiche ed amici che siete arrivati fin qui a leggermi, perché in questo silenzio scevro, almeno in questo preciso istante, dal canto del fuoco, non voglio svegliare mia figlia che dorme qui di fianco. Potrebbe chiedermi di nuovo, come ha fatto più volte oggi, “perché le montagne bruciano”? ed io so già che mi verrebbe di nuovo un gran freddo a dover rispondere per l’ennesima volta: “perché ci sono persone cattive, a papà”. Le stesse persone che vorrei scomparissero per sempre dalla faccia della terra, affinché tu non debba mai provare questo “freddo”!

 

Eugenio Lato   12-7-2017

Potrebbe interessarti

2 min read
2 min read
2 min read
3 min read
Open