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Germania: di nuovo al voto?

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Mentre in Italia si attende per venire a conoscenza sul se e sul quando saremo chiamati ad andare alle urne per le elezioni nazionali, in Europa c’è chi, nonostante abbia visto di recente le stesse, sembra avviarsi a nuove elezioni. Parliamo della Germania di Angela Merkel, o meglio della nazione che la “cancelliera” era stata chiamata ad amministrare per un altro mandato ma che purtroppo non riesce a vedere la nascita di una alleanza di governo. Sembrerebbe che, dal momento in cui “un governo di minoranza non può essere accettato” (come dice la stessa Merkel) e che “non ci sono le condizioni per riproporre una ulteriore allenaza col C.d.u.” (come invece afferma il segretario socialista Schultz), si debba dunque tornare nelle cabine elettorali a chiedere di nuovo il parere del popolo. Una brutta gatta da pelare se si considera anche il fatto che, nel frattempo, il partito ultranazionalista (per non dire nazista e squadrista) di “Alternative fur Deutschland” sta già preparandosi per “alzare ancora di più il consenso popolare” nei suoi confronti. Va ricordato che col suo 13,2% di consensi, l’Afd ha strappato un milione e mezzo di voti ai partiti principali. Intanto, mentre la stessa Merkel si dice “pronta a ricandidarsi alla guida del Paese”, i progetti e le trattative per quello che da subito è stata chiamata “la coalizione Giamaica” (per i colori dei partiti interessati) sembrano saltate definitivamente e in modo incontrovertibile. Attore principale del mancato accordo tra Cdu, Verdi e Liberali è proprio il leader di questi ultimi. Christian Lindner infatti, in linea col suo programma in antitesi coi Verdi di Katrin Goering-Eckardt, aveva sin da subito sottolineato che “il programma per l’ecosostenibilità” (tanto invocato dai Verdi ed avallato dal Cdu) “non deve diventare antisociale”. Se si tratti di una scelta politica, di una strategia o di un capriccio tendente al “rialzo nelle trattative”, lo scopriremo a breve. Per il momento il nero, il giallo e il verde sembrano non doversi miscelare più. Mentre il “celeste” (in apparenza tanto innocuo) del “terzo partito tedesco” (Afd n.d.r.) sembra sempre più tendente a coprire porzioni più ampie del “cielo politico tedesco”.

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