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Gesù maestro di pace. Tuttavia il suo messaggio è stato sempre equivocato

DiThomas Scalera

Apr 13, 2017

Si avvicina la santa Pasqua, si avvicina nel solito modo, con quel bagaglio di riflessioni e domande che mi sono sempre fatto da quando ero poco più che un bambino.

Chi era Gesù, le cose che ha fatto sono realmente state tali, è realmente esistito?

A queste domande ho dato già risposta da tempo, ma siccome sono un tipo curioso me ne sono fatte altreL’esistenza storica del Cristo è confermata da più fonti romane, e quindi abbandonerei ogni dubbio.  Il Cristianesimo, negli ultimi 2000 anni ha fatto del cristo un simbolo che è servito a far crescere i consensi e a diffondere in ogni dove la sua Parola, attraverso i Vangeli.  La cosa che mi chiedo spesso è: “Siamo certi di aver compreso pienamente e completamente il suo messaggio? Siamo certi che ci sia arrivato così come lui ce lo ha lasciato?” Si sa, “le domande sono nemiche della fede”, ma io me ne son sempre fatte e non ho intenzione di smettere.

Leggendo i Vangeli traspare una storia eccezionale, di un uomo rivoluzionario che con un gruppo di discepoli scelse di insegnare alla sua gente la strada della comprensione, della tolleranza e dell’uguaglianza.

Gesù non era solo rivoluzionario negli argomenti, lo era anche e soprattutto nel modo di esporre le sue idee, i suoi concetti.

Per arrivare a tutti, infatti, utilizza l’espediente delle “parabole”, una forma molto semplice di metafora che, attraverso un esempio molto vicino a chi ascolta, può arrivare a spiegare un concetto più alto e più generale (il termine parabola deriva dal greco “parabolé” che significa letteralmente “comparazione e similitudine” da Wikipedia).

Tra le più famose ricordiamo quella del Buon Pastore, riportata nel vangelo di Giovanni, o quella del Figliol Prodigo o del Buon Sammaritano, raccontate invece da Luca.

Attraverso questo metodo il Cristo arriva un po’ a tutti e i suoi racconti si diffondono velocemente.

Gesù utilizza l’espediente delle parabole perché parlava ad un’umanità non pronta a ricevere direttamente le sue idee.

E se la vita stessa di Gesù fosse una grande parabola che ci è stata tramandata in questo modo perché possa sopravvivere ai secoli, ai movimenti, alle guerre e ai cataclismi mondiali?

E se il concetto stesso di Resurrezione fosse un modo per tramandare la parola e l’esempio ai posteri per rendere “immortale” una figura, perché questa possa diventare fonte di ispirazione per una vita migliore?

Io penso che il Cristo abbia voluto fare della sua vita la “parabola delle parabole”, tramandando ai posteri una storia meravigliosa che il mondo ancora racconta da secoli, creando una sorta di “simulacro” al quale ispirarsi.

Nonostante la chiesa romana, nel corso dei secoli abbia sempre più voluto inserire di suo pugno dettagli nella storia che scagionassero i Romani o, almeno, ne riducessero le responsabilità in questo fattaccio del più grande rivoluzionario di tutti i tempi. E’ molto probabile, infatti, che anche la storia di Pilato sia completamente inventata e che la disputa Barabba/Gesù sia un’altra metafora che serve a mettere in “guardia” le persone da certi atteggiamenti della massa.

Razionalmente è lecito pensare che ad uccidere Gesù siano stati i romani perché temevano una rivolta, punto. 

Hristo Shopov nei panni di Ponzio Pilato

Che figura straordinaria quella del Cristo, nonostante i vari tentativi di modifica, di strumentalizzazione, di cambiamento, di stravolgimento, il suo messaggio, per chi riesce a coglierlo, ci arriva ancora oggi forte e chiaro:

“Amatevi gli uni con gli altri come vi ho amato io”,

il comandamento unico, quello che li raccoglie tutti, quello che ci farebbe vivere in un posto migliore.

Al di là del fatto che siate cattolici o meno, la storia di Gesù, seppur andrebbe scremata di alcune inutili chincaglierie, resta la più bella di sempre.
E anche se non fosse stato realmente Dio poco importa; vivere seguendo il suo esempio resta il modo migliore per camminare su questo pianeta.

E questo al netto di fede e religione.

Questo rende già quest’uomo immortale, per sempre, lasciando in secondo piano il fatto che fosse Dio o meno perché è la sua natura umana ha lasciato su questa terra sicuramente cose migliori di quelle che ha lasciato la strumentalizzazione (guerre, massacri genocidi in suo nome o “nel nome del padre”) della sua natura divina.

 

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Thomas Scalera

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