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Giornata mondiale contro lo sfruttamento minorile: orrori e mancanze della società “civile”

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Mentre nel Mediterraneo infuria la lotta tra “mentalità” agli antipodi, che spaziano dal razzismo all’accoglienza tout court, oggi, 12 giugno del 2018, è la Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Una piaga che ormai sembra impossibile da debellare, naturale conseguenza del capitalismo e del liberismo becero che fa da giullare all’imperialismo e al sovranismo, tanto di moda anche in Italia, tramite l’inclusione nel governo nazionale della Lega. “Troppo spesso, nel mondo, i minori di cui si sfrutta il lavoro sono impiegati in occupazioni pericolose o in condizioni lavorative non sicure. L’Europa e l’Italia non sono esenti da questo: soprattutto quando il bambino è lasciato solo è più facile che si trovi imbrigliato nelle reti dello sfruttamento. Siamo tutti chiamati a spezzare queste catene per contrastare ogni forma di abuso, nella consapevolezza che abbiamo bisogno che soprattutto i più giovani devono poter sviluppare appieno le loro capacità”. Queste le parole del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che poi continua: “La scuola, la prima istituzione che i bambini incontrano, resta un presidio essenziale per contrastare la negazione dei diritti dell’infanzia ed è dunque la migliore alleata di bambini e ragazzi nella costruzione del loro futuro”. Parole importanti che, se riferite soltanto all’Italia, di norma trovano anche un buon riscontro nella realtà. Peccato che la Giornata sia, appunto, Mondiale e tante sono le sfide che non riusciamo o non vogliamo accettare e combattere. Il dislivello delle varie zone del mondo, da cui provengono i giocattoli con le piccole mani di chi li costruisce, per un tozzo di pane e occupati più di 10 ore al giorno, non giocheranno mai; peccato che lo sfruttamento minorile sia anche a scopo sessuale, con i “ricchi porci” anche italiani che non disdegnano di andare a fare “affari” nei “paradisi sessuali”, veri e propri lager di prostituzione minorile ed infantile. Peccato, infine, che un altro mondo sia possibile, se solo lo volessimo, veramente. Basta chiacchiere a vuoto e Giornate della memoria. È tempo di combattere, senza se e senza ma, per la vera uguaglianza.

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