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“Gli Usa sostengono l’Isis”

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È capitato spesso alle mie orecchie di sentire questa frase : “gli Usa sostengono l’Isis”, o addirittura ne sono i creatori, ma quando a fare tale affermazione non è un semplice amico davanti al bar, ma è il ministero della Difesa russo, allora le cose risultano inevitabilmente avere un taglio e un valore molto differente. Che si possa pensare a una simile supposizione, che non sento personalmente di escludere, senza però averne “prove” che non siano degne di questo nome, è lecito anche se improbabile, almeno a primo acchito. Ma affermare che “gli Stati Uniti e i loro alleati aiutano direttamente i terroristi dello Stato islamico in Siria” in quanto la coalizione “ha tentato di disturbare” l’aviazione russa ad Abu Kamal per garantire la fuga degli Jihadisti, vuol dire di certo avere qualcosa in più di semplici supposizioni. Per le autorità di Mosca, infatti, “gli Usa proteggono l’Isis per sfruttare i suoi militanti e raggiungere così gli obiettivi prefissati nel Medio Oriente”. Sempre stando alle affermazioni del ministero della Difesa moscovita “ i miliziani dell’Isis sostenuti dagli Stati Uniti d’America agiscono travestiti da membri delle Forze Democratiche Siriane”. Sempre secondo le loro dichiarazioni, l’offensiva del governo russo su Abu Kamal avrebbe interrotto i piani americani che vogliono arrivare a creare un territorio “filo-Usa” sulla sponda orientale dell’Eufrate. Scenario realmente grave e tutto da approfondire, che vede contrapposte le due “potenze militari” più fornite e micidiali del Mondo. Accuse che di certo troveranno smentite ufficiale nelle prossime ore ma che hanno comunque alimentato quantomeno un dubbio sui “reali” ruoli politico-strategici delle forze in campo. Se poi a tutto questo si aggiunge un’ultima dichiarazione da parte del governo russo, in cui si afferma senza mezzi termini che “gli Usa si sono rifiutati di bombardare un convoglio Isis in fuga da Abu Kamal usando come pretesto la Convenzione sui prigionieri di guerra”, allora è chiaro che, semmai ci fosse ancora bisogno di sottolinearlo, c’è qualcosa che non va. Resta da scoprire realmente “cosa”.

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