Lun. Ott 14th, 2019

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Gommone affonda nelle acque della Libia: probabili 100 morti

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I viaggi della speranza, le traversate per fuggire alla morte e alla schiavitù, nonché alla miseria e alle carestie, hanno mietuto altre vittime. Ancora una volta sono le coste libiche ad aver “riaccolto” salme di uomini partiti poche ore prima da quelle stesse coste. Proprio quella Libia che il grande Minniti ha reso oggetto e soggetto meritevole di finanziamenti per “bloccare” (nei paradisi infernali di accoglienza, hub che si trasformano spesso in mercati a cielo aperto di schiavi in carne e ossa) quelle stesse persone che si ritrovano intrappolate e sottomesse alla ferocia dell’uomo che prevalica il suo simile. Sono 50 in tutto le salme accertate morte in seguito al gommone che è affondato in mare, almeno secondo quanto detto dai sopravvissuti. Secondo la Guardia Costiera libica peò potrebbero addirittura esserne il doppio, superando le cento persone. Una vera e propria, ennesima, strage. Stando infatti a quanto riportato dal sito della Reuters, oltre ad evincere i dubbi della Guardia Costiera sul numero delle vittime annegate, è possibile anche riavvolgere il nastro degli eventi e fare chiarezza sull’accaduto. Infatti questa mattina, poco dopo l’alba, la stessa Guardia Costiera libica ha soccorso 3 gommoni in difficoltà, portando in salvo circa 300 persone in totale. Uno dei gommoni però, com’è stato facile vedere subito anche da lontano, era quasi affondato per la sua interezza, lasciando a bordo solo 16 persone ancora vive. Facendo un rapido raffronto tra i numeri, sembra verosimile una situazione in cui ad essere partiti siano stati più di 450 persone, 150 circa per gommone, così come sembrano suggerire gli eventi e il raffronto con gli altri 2 gommoni simili tra loro e il terzo. Ad ogni modo, oltre la conta precisa delle vittime, resta l’ennesima macchia di morte dovuta alla mala politica europea, italiana e mondiale, incapace di uscire dal muro di ipocrisia e malaffare nella quale continua a vivere allegramente.

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