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I bombardamenti contro l’Isis dopo gli attentati di Parigi

DiThomas Scalera

Nov 25, 2015
Credit: U.S. Air Force/Reuters
Credit: U.S. Air Force/Reuters

Tutti gli aggiornamenti sui raid aerei compiuti contro il sedicente Stato islamico in Siria e Iraq

In seguito agli attacchi di Parigi, i bombardamenti contro l’Isis in Siria e Iraq sono aumentati. Hanno partecipato diverse nazioni, tra cui Russia, Francia e Stati Uniti. Le Nazioni Unite hanno promesso “di combattere il sedicente Stato islamico con tutti i mezzi necessari”.

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI 

 – Il Cremlino ha dichiarato che la Russia continuerà con i bombardamenti in Siria nonostante un suo aereosia stato abbattuto nella mattinata di martedì 24 novembre

– Gli aerei da guerra francesi decollati dalla portaerei Charles de Gaulle hanno colpito diversi obiettivi dell’Isis in Iraq e in Siria nella giornata di lunedì 23 novembre; l’arrivo della portaerei ha triplicato le forze francesi che combattono contro il sedicente Stato islamico, portando il numero degli aerei da guerra francesi a 38. La notizia segue l’offerta del Regno Unito alla Francia di far usare una sua base aerea presente sull’isola di Cipro per combattere l’Isis

– Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia continuerà a bombardare la Siria finché i colpevoli degli atti terroristici non saranno puniti. Ha inoltre dichiarato che i bombardamenti non saranno a tempo indeterminato

– Gli aerei da guerra statunitensi avrebbero distrutto circa 280 autocisterne appartenenti all’Isis trasportanti petrolio sul confine tra Siria e Iraq nella giornata di lunedì 23 novembre; è quanto dichiarato da alcuni funzionari statunitensi. I veicoli sarebbero stati colpiti quando erano radunati intorno a un “punto di raccolta di carburante” nella città siriana di Deir ez-Zor. Nella scorsa settimana erano stati distrutti 160 autocisterne dell’Isis

– Un portavoce del ministero della Difesa russo avrebbe dichiarato di aver colpito più di mille autocisterne che trasportavano petrolio grezzo all’Isis in un periodo di cinque giorni. Il Pentagono, però, è scettico nei confronti di queste dichiarazioni: infatti, secondo un funzionario della Difesa statunitense, sarebbe “quasi impossibile” abbattere un numero così grande di autocisterne con il tipo di bombe non guidate usate dai russi

– Il Regno Unito dovrebbe iniziare a bombardare l’Isis in Siria prima di Natale. L’hanno dichiarato alcune fonti di Downing Street, le quali sono sicure che David Cameron vincerà il voto alla Camera dei Comuni per l’autorizzazione degli attacchi

– Barack Obama ha dichiarato domenica 22 novembre che non sa se la Russia sia pronta a “fare le dovute modifiche strategiche” necessarie per far parte della coalizione internazionale contro il sedicente Stato islamico. Secondo il presidente degli Stati Uniti, infatti, la Russia starebbe concentrando i suoi attacchi su obiettivi dell’opposizione moderata e non dell’Isis

– Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione il 20 novembre in cui condanna inequivocabilmente gli attacchi terroristici compiuti dall’Isis, facendo riferimento a quelli del 26 giugno a Sousse, del 10 ottobre ad Ankara, il 31 ottobre nella penisola del Sinai, il 12 novembre a Beirut e il 13 novembre a Parigi. Il Consiglio di sicurezza ha dichiarato che il sedicente Stato islamico costituisce una minaccia “senza precedenti” per la pace e la sicurezza internazionale e ha richiesto agli stati membri di adottare “tutte le misure necessarie” per prevenire e sopprimere i suoi atti terroristici

– L’esercito russo ha dichiarato mercoledì 18 novembre di aver sparato più di 10 missili e lanciato più di 1400 tonnellate di bombe colpendo più di 840 obiettivi principalmente dell’Isis, secondo quanto dichiara Mosca

Fonte: The Post Internazionale

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Thomas Scalera

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