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Caserta:”Bacino di Crisi”- situazione inaccettabile

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Le tre sigle sindacali CGIL, CISL, UIL di Caserta,  hanno espresso forte preoccupazione

La preoccupazione cresce, gli operai sperano in soluzioni alternative

CASERTA. Ieri mattina le tre sigle sindacali CGIL, CISL, E UIL di Caserta si sono riunite per fare il punto della situazione sulla questione spinosa del ‘Bacino di Crisi di Caserta’.

All’unitario avvenuto ieri all’interno della sede sindacale della UIL hanno preso parte i lavoratori del gruppo casertano che hanno espresso davanti ai vertici sindacali provinciali di Caserta una nuova strada da intraprendere per una soluzione definitiva magari coinvolgendo anche le sigle nazionali. Le organizzazioni sindacali dopo la richiesta iniziale dei lavoratori, hanno iniziato l’incontro esprimendo durante l’unitario una forte preoccupazione per lo stato di legittima tensione dei lavoratori del cosiddetto “bacino di crisi”, per i quali, nonostante tutti gli sforzi attuati per trovare soluzioni all’interno di interlocuzioni con il Ministero del Lavoro, purtroppo affermano le sigle la tensione tra i lavoratori si è fatta ancora più pressante. Come abbiamo già avuto modo di segnalare al Ministero competente hanno evidenziato ancora i tre segretari sindacali nell’incontro che i lavoratori in questione vivono ancora la loro esclusione come una forte discriminazione nei loro confronti e ciò non fa altro che aumentare quello stato di tensione che come sindacato da sempre lavoriamo per ricondurlo definitivamente nell’alveo di corrette relazioni e ricerca di soluzioni. Sulla tematica del lavoro, mancano a tutt’oggi risposte e misure effettive. Mancano ancora oggi purtroppo le nuove modalità governative che dovrebbero apertamente azzerare totalmente le discriminazioni attutate dall’ex governo per risolvere in maniera definitiva lo stato di totale disoccupazione dei lavoratori. Ricordiamo per l’ennesima volta alla politica ed alle sigle sindacali che i lavoratori del ‘Bacino di Crisi di Caserta’ provengono da aziende fallite per i quali negli scorsi anni sono stati attuati Accordi di programma e Protocolli aventi come finalità la ricollocazione al lavoro tramite processi di nuova industrializzazione: progetti purtroppo dimenticati nelle scrivanie della politica casertana e nazionale. Tutto questo non basta, i sindacati devono insistere percorrendo dopo il fallimento di questi accordi la strada della formazione continua, questa risulta essere oggi l’unica via per la soluzione del gruppo lavorativo casertano.

La provincia di Caserta in passato non si è vista mai contemplare dall’ex governo nessun provvedimento che inserisse l’area di crisi complessa casertana nel decreto salva-imprese approvato dalla scorsa legislatura. L’aspetto che fa ancora più male che i 5 Stelle con in testa l’ex Ministro del Lavoro Di Maio non hanno mai pervenuto alle parti sociali nessuna spiegazione concreta su questa ennesima discriminazione attuata suoi lavoratori della provincia di Caserta.

La politica nazionale ha commesso dopo l’errore di Di Maio verso il Sud l’ennesima beffa del tutto squallida, l’ex governo non ha tutelato gli interessi ma soprattutto le battaglie di questi lavoratori che per 15 anni sono stati trattati come bestie dalla mediocre e scandalosa politica nazionale, regionale e provinciale. Una sconfitta per tutte le istituzioni, che nei mesi scorsi, insieme con le sigle sindacali dopo aver incontrato appunto il Ministro Di Maio in occasione del Cd M svoltosi a Caserta, avevano provveduto a seguire le richieste del Ministero di far pervenire sin da subito le schede dei singoli lavoratori. Nonostante questo lavoro svolto con responsabilità, a tutt’oggi non è ancora mai pervenuta dal Ministero alcuna risposta sia in merito ai processi di ricollocazione sia in merito a proroghe di ammortizzatori sociali. Un silenzio oscuro che preoccupa apertamente i lavoratori del ‘Bacino di Crisi di Caserta’ che durante l’incontro di ieri mattina hanno chiesto liberamente per l’ennesima volta alle sigle sindacali provinciali un nuovo percorso da intraprendere insieme alle sigle regionali, e nazionali con il nuovo governo attuale. La tensione tra i lavoratori purtroppo nonostante l’unitario di ieri mattina si è fatta sempre più preoccupante, non c’è nessuna concretezza all’orizzonte per questi lavoratori e lavoratrici che si sentono esclusi da tutta la società. Qualcosa inizia a muoversi, ma non basta per la risoluzione, l’Onorevole Buonpane ha rappresentato nei mesi scorsi la questione del ‘Bacino di Crisi di Caserta’ al tavolo del Ministero individuando in due finestre importanti le soluzioni per la provincia di Caserta: il Decreto Legge del 3 settembre 2019, n .101 in fase di conversione, ma soprattutto la prossima legge di bilancio, come sistemi attuativi di sopravvivenza, il parlamentare ha poi espresso nella sua lettera ai lavoratori la valutazione delle soluzioni tecniche, resta ancora quindi da sciogliere il nodo delle coperture che dovrà essere valutato dal nuovo Ministro del Lavoro. Tutto questo dovrà essere accertato con un tavolo ministeriale che avrà come argomentazione la tematica del lavoro ribadiscono le tre sigle sindacali CGIL, CISL, E UIL nell’incontro di ieri mattina.

Una situazione quella della provincia casertana nonostante il massimo coinvolgimento del parlamentare grillino Buonpane indecorosa, la questione oggi rimane ancora annosa: gli effetti purtroppo, non cambiano mai. Se lo Stato non tutela questi operai, visto che non c’è all’orizzonte per loro nessuna politica industriale, sarà impossibile che la questione spinosa del ‘Bacino di Crisi di Caserta’ possa trovare uno spiraglio definitivo. I sindacati rischiano il clamoroso autogol se non cambieranno strada da seguire, la formazione continua attraverso i centri dell’impiego rimane la strada del fact-checking che si basa su dati e fatti concreti, piuttosto che su previsioni. Possiamo però riavvolgere il nastro, ascoltando il parere di alcuni esperti, e comprendere subito quale sia sempre lo scenario più probabile. Va però sin da subito chiarito in partenza un aspetto altamente fondamentale: il modo più efficace per riqualificare questi lavoratori nel lungo è rilanciare per loro i corsi di formazione per rivalutare umanamente ma soprattutto professionalmente ogni singolo membro del ‘Bacino di Crisi di Caserta’ verso il lavoro, in una provincia distrutta per 20 anni da una squallida politica. Se non si prende questa strada non si potranno mai ottenere per loro redistribuzioni, lavoro, ed appunto ammortizzatori, ci saranno solamente clamorosi aumenti inflazionistici, non sostenibili più nel medio periodo. La teoria della formazione oggi è l’unica soluzione che le sigle sindacali devono attuare con la politica nazionale, perché solo in questo modo si può dare maggiore applicazione ma soprattutto sostegno e mantenimento ai lavoratori del ‘Bacino di Crisi’ ma se la strada del fact- checking – attraverso i corsi di formazione non sarà intrapresa subito – le probabilità di rinascita per la provincia di Caserta rimarranno purtroppo altamente scarse.

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