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I matrimoni al tempo del coronavirus

Il settore è in crisi. Il 2021 sarà l’anno dell’overbooking?

La pandemia di coronavirus capita nel periodo migliore per quanto riguarda i matrimoni. È consuetudine fortificata che la maggior parte degli sposalizi si celebri tra aprile e luglio.

Con la bella stagione insomma, con un clima mite ed una luce naturale che, di giorno, rende tutti più belli sulle foto. Quest’anno, però, tante celebrazioni “salteranno” a causa del virus  Covid-19.

Alcune sono state annullate, altre rinviate. Ma se tutti i promessi sposi dovranno “soltanto” attendere qualche mese in più prima di poter formare la nuova famiglia, tutti gli operatori del settore vedono svanire lavori e guadagni.

Si stima che il business annuale dei matrimoni valga più di 40 miliardi nel nostro paese

La Campania e la Puglia la fanno da padrone. Ma è l’intera filiera del settore che rischia il collasso se non si prenderanno dei provvedimenti “ad hoc”. E soprattutto che siano uguali per tutti, in ogni regione d’Italia.

Fotografi, fiorai, ristoratori e albergatori stanno vedendo annullarsi sempre più impegni già presi mesi ed anni addietro. Nel mentre attendono chiarimenti dal governo in fatto di assembramenti. Ma anche i parametri da adottare e le procedure da seguire  per quella che deve essere la gestione ordinaria dell’attività dopo il 4 maggio.

Per parrucchieri, truccatori e altri professionisti si tratta solo di “tirare avanti” e aspettare che l’emergenza passi. Per le aziende più grandi come alberghi e ristoranti, ma anche come negozi di mobili o di abiti, il problema, invece, è più grosso. Questi si stanno trovando nella spiacevole condizione di dover licenziare gran parte del personale.

A farsi “portavoce” dell’intero comparto è il noto stilista napoletano Gianni Molaro

Questi, da quando è iniziata l’emergenza e fino a dicembre aveva ben 200 matrimoni su cui lavorare per gli abiti. Ora tutto è drammaticamente in stand by.

Gianni Molaro è tra i creatori di moda per matrimoni tra i più famosi in Italia. Tanti lo conoscono per le sue continue apparizioni in tv. Da 7 anni crea tutorial a tema per la trasmissione RAI “detto fatto”.

lo stilista dichiara: <<Il governo sta progettando la ripartenza di molte produzioni ma dovrebbe anche trovare soluzioni per il nostro settore adesso, dare linee guida, per permettere alle coppie di sposarsi anche tra qualche mese>>.

Molaro poi tira in ballo numeri e fatturati di tutte le aziende che partecipano alla filiera nuziale. Dai mobilifici, ai produttori di bomboniere, dai fotografi ai wedding planner, dalle agenzie di viaggio a quelle di animazione solo per citarne alcune.

E rivolge un vero e proprio appello al Governo, chiedendo <<direttive certe per coloro che sono in procinto di sposarsi e per tutti gli operatori del comparto>>.

La situazione è ancora in alto mare, ed è sempre più probabile che il sogno di chi pianificava da tempo i fiori d’arancio per la bella stagione 2020 è destinato a slittare a tempi migliori.

Molto probabilmente si arriverà all’anno prosimo, accontentandosi dei pochi giorni rimasti disponibili nel calendario di chiese e ristoranti, cercando di riuscire a incrociare la disponibilità di tutti i fornitori. 

Il 2021 sarà ricordato come l’anno dei tantissimi matrimoni.

Infatti chi si doveva sposare nel 2020 lo farà dopo un anno, in un giorno infrasettimanale o in un periodo dell’anno in cui generalmente non ci si sposa.

Questo perchè, ovviamente, la maggior parte delle date sarà già impegnata da chi aveva già deciso di sposarsi. 

Insomma, proprio nel periodo in cui a Wuhan (dove è iniziata l’epidemia da coronavirus) riprendono i matrimoni, anche se in forma fortemente “semplificata”, nel bel paese torna di moda la celebre frase dei Promessi Sposi “questo matrimonio non s’ha da fare…”.

Chissà cosa sarebbe successo se in questo periodo si sarebbe dovuto celebrare un matrimonio da record. Tipo quello tenutosi nel settembre 2014 in Puglia, nell’incantevole scenario di Savelletri, tra Ritika Agarwal – figlia del magnate indiano del ferro indiano – e Rohan Mehta, valutato ben 20 milioni di dollari… 

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Giuseppe Novi
Direttore dell'Istituto Nazionale Arte Cultura Spettacolo e Direttore Artistico di Eventi di rilevanza nazionale. http://www.inacs.it/direttore-artistico/

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